Gestire le emozioni durante la crisi

14 agosto, 2020
Nei periodi di crisi è normale provare emozioni altalenanti e persino malessere fisico come mal di schiena o mal di testa. Imparare a gestirle ci permette di avanzare con maggiore sicurezza in questo momento particolare. 
 

Gestire le emozioni nei periodi di crisi non è facile. In genere le viviamo come un insieme caotico, perturbante e spossante. La paura si mescola all’ansia, sentiamo una punta di speranza, quella che ci incoraggia ad andare avanti; subito dopo, però, fa capolino la frustrazione o persino la rabbia se vediamo che le cose non vanno come vorremmo.

Le emozioni sono in continuo movimento, mutano, vanno e vengono, ci intrappolano e alterano i nostri pensieri. L’anatomia di queste realtà psicofisiologiche ci condiziona e in genere non sappiamo sfruttarne il potenziale. Sono inestimabili perché ci consentono di andare avanti, di sopravvivere in uno scenario così complesso.

Diceva Charles Dickens in Grandi speranze che un cuore che ama, sente, gioisce e soffre riflette la saggezza più grande. Forse ce ne siamo dimenticati. Saper vivere la vasta gamma di emozioni e sentimenti che ci offre la vita (e imparare da essi) è un grande vantaggio.

In questi tempi di crisi, di cambiamento e di incertezza, ci troviamo senza dubbio di fronte a una prova decisiva. Quella per cui non basta sopravvivere o restare in piedi nella tempesta assecondando ogni assalto o battuta d’arresto che ci riserva il destino.

Si tratta anche di elaborare un piano per avere successo, avanzare con determinazione, chiarire i nostri obiettivi e raggiungere l’equilibrio, il benessere.

Uomo di fronte alle onde del mare.
 

Gestire le emozioni durante la crisi

Il cervello elabora le crisi come una minaccia. Questi periodi, normali e quasi prevedibili nell’arco della vita o nel ciclo di ogni società, vengono interpretati dalla nostra mente come l’interruzione di qualcosa che davamo per scontato. Un cambiamento in quegli aspetti che erano sicuri e prevedibili attiva l’amigdala nel nostro cervello. Si presentano così emozioni a valenza negativa come la rabbia o la paura.

L’antropologo Juan Luis Arsuaga sottolinea che ogni epoca, ogni ciclo storico ha una sua crisi e a noi è toccata questa. Non esiste, tuttavia, un’unica strategia che ci permetta di uscire felicemente da questo contesto.

Quello che resta da fare è, in realtà, obbligato: essere determinati a comportarsi in modo responsabile. E questo significa, prima di tutto, occuparsi della propria salute mentale ed emotiva.

Accettare gli alti e bassi emotivi

Per gestire le nostre emozioni durante i momenti di crisi, dobbiamo capire innanzitutto un aspetto importante. L’altalena delle emozioni è fatta di alti e di bassi: ora ci arrabbiamo, poi speriamo, poi proviamo angoscia. È del tutto normale.

Dobbiamo accogliere tutte le emozioni che proviamo; dobbiamo accettare ogni sensazione del nostro corpo, ogni sentimento che occupa la nostra mente. Questi alti e bassi emotivi non sono il risultato di una mente che perde il controllo, non è il frutto di un disturbo psicologico. Ancora una volta, sono del tutto normali.

 

Le emozioni durante la crisi sono viscerali

Quando siamo sotto pressione, tendiamo a provare emozioni in modo viscerale. Cosa significa? Che proveremo mal di stomaco, che ci sentiremo più stanchi e che avremo voglia di dormire durante la giornata. Poi nascerà l’iperattività, la voglia di muoverci. In seguito la cefalea o il mal di stomaco.

Questi malesseri “nomadi” sono il risultato delle emozioni che si esprimono sul nostro corpo e chiedono di essere accettate, comprese e gestite dalla nostra mente. Non dimentichiamo quindi di prestare attenzione a tutte queste sensazioni fisiche.

Gestire le emozioni durante la crisi: dare spazio e trasformare

Per gestire le nostre emozioni durante un momento di crisi, occorre innanzitutto capire il nostro pattern emotivo in queste circostanze. Vale a dire, c’è chi di fronte a un cambiamento o all’incertezza reagisce con una forte ansia. Altri, invece, adottano un approccio più calmo, concentrato e flessibile.

Qualunque sia l’atteggiamento, sappiamo che è un momento difficile per tutti. L’importante è non perdere il controllo. La salute mentale consiste nel provare le emozioni giuste al momento giusto e capire come reagire. Ciò significa che nei periodi difficili è comprensibile provare tristezza, rabbia o paura. Non riconoscere queste emozioni, negarle o amplificarle fino a farci travolgere non è l’atteggiamento adeguato.

Bisogna saper dare un nome a ogni emozione. La grande matassa emotiva deve essere sciolta in parti più piccole per poter identificare le singole emozioni, dare esse uno spazio, accettarle. Poi verrà il momento di “domarle”.

 

È chiaro che non possiamo trasformare un’emozione a valenza negativa in positiva. Nessuno è capace di passare dalla tristezza all’allegria, anche a volerlo con tutte le sue forze. Il cervello non ha un interruttore, bensì una corteccia prefrontale che consente di riflettere, di guardare le cose con una prospettiva.

Uno studio condotto presso l’Università del Michigan dalla psicologa Barbara Fredikson, è giunto a conclusioni interessanti. Educare il cervello a dimensioni come la speranza, la fiducia in un domani migliore e all’idea che le cose possono cambiare può aiutarci a superare i periodi di crisi.

Ragazza seduta davanti alla finestra.

Creare rifugi emotivi: tutti stiamo vivendo la stessa esperienza

Gestire le emozioni significa anche saper chiedere aiuto. Non possiamo dimenticare che questa crisi è globale e che, in qualche modo, la maggior parte di noi sta provando le stesse paure e gli stessi bisogni. È sempre positivo poter contare su qualcuno; creare rifugi emotivi con persone con cui parlare, sfogarsi e condividere pensieri è molto catartico.

Per concludere, come diceva Albert Einstein, nei momenti di crisi solo l’immaginazione è più importante della conoscenza. È la fantasia che ci aiuta a creare possibili percorsi verso il cambiamento, a dare risposta ai nostri problemi. Non possiamo tuttavia dimenticare l’aspetto emotivo. Prenderci cura di questo universo interiore è fondamentale per dare sempre il meglio di noi.

 
  • L. Fredrickson, B (2003) What Good Are Positive Emotions in Crises? A Prospective Study of Resilience and Emotions Following the Terrorist Attacks on the United States on September 11th, 2001. Journal Personality Psychology. 2003 Feb; 84(2): 365–376.