Gioco della sabbia: tecnica psicoterapeutica

· 2 agosto 2018

Molte volte andiamo dallo psicologo con un’idea chiara riguardo alla causa del nostro malessere. Molte altre, però, ci costa individuare l’origine del problema, e lo specialista deve impiegare diverse tecniche per ottenere e separare le informazioni importanti. Fra queste vi è il gioco della sabbia, un metodo spesso applicato in psicologia infantile, dato che i bambini di solito non riescono a esprimere facilmente i loro sentimenti.

La tecnica del gioco della sabbia fu ideata dalla psicoterapeuta svizzera Dora M. Kalff, che si basò sulla psicologia analitica di Carl Gustav Jung e sul lavoro della psichiatra infantile Margarita Lowenfeld. Questa tecnica viene usata principalmente per accedere alle informazioni che il paziente non ha recuperato in modo cosciente.

In cosa consiste la tecnica del gioco della sabbia?

Per accedere a questi contenuti incoscienti, si impiega una cassa con il fondo celeste (ve ne sono sia di legno che di plastica) piena di sabbia, nella quale il paziente, in silenzio, deve collocare diverse pedine. Fra queste figure possiamo trovare persone, animali e piante, costruzioni, mezzi di trasporto, cartelli o elementi di divisione naturali (rocce, legno), elementi fantastici, personaggi di film, accessori…

Bambina gioco della sabbia

Il terapeuta deve limitarsi a offrire aiuto, lasciando l’interpretazione per quando avrà ascoltato il paziente/cliente. D’altra parte, è frequente che lo psicologo realizzi successivamente una fotografia della scena, utile per la sua interpretazione posteriore, al di fuori del contesto della visita.

I risultati sono vari ed esiste una moltitudine di interpretazioni possibili. Per esempio, se il paziente dispone solo personaggi, ciò può significare solitudine o senso di abbandono. Se sulla scena predomina la violenza, può indicare un sentimento di desolazione.

Con quali pazienti si usa questa tecnica?

Nonostante venga utilizzata soprattutto in psicologia infantile, la tecnica del gioco della sabbia può essere utilizzata a qualsiasi età. È molto utile con le persone che difficilmente parlano delle proprie emozioni. È particolarmente indicata, infatti, in caso di traumi (abusi, maltrattamenti…), un lutto o disturbi emotivi o di comportamento.

I bambini sono faccia a faccia con la loro vita emotiva, si trovano nel pieno sviluppo di emozioni complesse e spesso non sono in grado di esprimerle. Per questo motivo il gioco della tecnica viene usato soprattutto con loto in contesti scolastici per una valutazione dei disturbi relazionati al linguaggio, all’autostima, alle relazioni interpersonali, al bullismo o ai problemi familiari.

Che utilità ha la tecnica del gioco della sabbia?

Il gioco della sabbia è caratterizzato da un elemento molto importante per il nostro sviluppo mentale infantile: il gioco. Questo gioco creativo avviene nella sabbia ed esplora gli antichi modelli archetipici che definiscono il paziente. È la stessa azione del gioco nella sabbia (la visualizzazione, la scelta personale e il modo in cui si collocano le pedine nella sabbia) ad attivare questa dimensione archetipica interiore.

Sabbia con sopra pompieri giocattolo

Grazie alle fotografie scattate dal terapeuta, è possibile analizzare diversi modelli mentali nell’inconscio del paziente. È una tecnica interessante perché esula dal piano linguistico. In molte occasioni, il paziente non è in grado di verbalizzare quello che gli accade, soprattutto i bambini. Nonostante ciò, il gioco della sabbia consente allo psicologo di disporre di un campione del problema.

Queste tecniche psicoterapeutiche sono estremamente utili, poiché creano in sede di visita uno spazio privo di stress, nel quale il paziente si sente a suo agio. Allo stesso tempo, il gioco creativo aiuta a liberare la tensione e genera rispetto e libertà, essenziali affinché il paziente/cliente si esprima.