Giudicare gli altri equivale a definire se stessi

· 3 dicembre 2015

Siamo persone, ognuno di noi è diverso e unico. Per questo motivo, assumiamo certi comportamenti, abbiamo una determinata personalità e un modo di essere unico, che dimostra chi siamo.

Questo particolare ci porta a giudicare facilmente gli altri, e porta gli altri a giudicare noi. Eppure, la cosa certa è che chi giudica dice più di se stesso di quanto non dica dell’altra persona.

Rispetto il tuo modo di essere e non ti giudico

Giudicare gli altri è fin troppo semplice, ed è un tranello in cui è difficile non cadere. La molteplicità di persone che incontriamo è tanto vasta quanto il danno che possiamo causare parlando di loro senza conoscerle bene oppure quando crediamo di conoscerle, ma non le ascoltiamo davvero.

Senz’altro i miei gusti non saranno uguali ai vostri, non agisco come agireste voi al mio posto e, probabilmente, l’effetto che le cose hanno su di me è diverso da quello che hanno su ognuno di voi.

Per questo motivo, una relazione sana si deve basare sul rispetto e la tolleranza, anche quando si tratta di una relazione semplicemente cordiale. Condividiamo la nostra vita con la gente che ci piace per com’è davvero, e ci piacerebbe che nessuno cambiasse mai, per niente al mondo.

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Se qualcuno vi ha mai detto che siete speciali, non si sbagliava. Lo siete per il vostro modo personale di vedere il mondo e di viverlo.

Sapere tutto questo significa essere consapevoli del fatto che giudicare qualcuno equivale a non capire perché una persona è fatta in un certo modo. Non sappiamo che cosa ha vissuto quella persona, che cosa l’ha fatta diventare così, né quanto può farle male che la critichiamo senza avere un motivo valido.

Mi piaccio per quello che sono e non voglio che mi giudichi

Giudicare equivale a lanciare una moneta in aria per vedere che cosa esce: il bersaglio potrebbe essere un’altra persona o potreste essere voi. E se foste voi, di certo non vi piacerebbe essere giudicati senza motivo.

In questi casi bisogna sempre pensare che, per capire l’altra persona, è necessario mettersi nei suoi panni; quando qualcuno giudica, non lo sta facendo.

“Conosci il mio nome, ma non la mia storia. Hai sentito parlare di ciò che ho fatto, ma non hai vissuto ciò che ho vissuto io. Sai dove sono, ma non da dove vengo. Mi vedi ridere, ma non sai quanto ho sofferto. Smetti di giudicarmi.”
-Anonimo-

Ci sentiamo incompresi, frustrati e, a volte, anche la nostra autostima può risentirne. Ci piace che la gente parli in modo positivo di noi, che si preoccupi per noi e ci accetti.

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Non contano i difetti o ciò che gli altri vedono da un punto di vista diverso. L’unica cosa certa è che essere così, vivere così e agire così ci rende felici. E abbiamo bisogno che le persone che ci vogliono bene considerino che questa come la cosa più importante di tutte.

Giudicare gli altri ci definisce

Abbiamo già detto che lo stesso danno che causiamo nel giudicare potrebbero causarlo noi, per cui non è solo importante conoscere gli altri, ma anche che gli altri ci conoscano. Il segreto per riuscirci è farci conoscere attraverso le nostre azioni.

Questo equivale a dire che, se siamo i primi a giudicare sempre gli altri, è normale che tutti se ne rendano conto e ci giudichino a loro volta.

Può anche darsi, però, che non sia così, e che sentiate di essere giudicati senza meritarlo. Se è il vostro caso, pensate che non ci sono veri motivi per cui quelle persone vi stanno giudicando. Non lasciate che ciò che dicono di voi persone che non vi conoscono vi faccia del male: ognuno vive le esperienze a modo suo, e le percepisce in modo diverso.

Le persone che oggi vi giudicano, probabilmente stanno svelando più cose su loro stesse che su di voi, per cui dovete essere forti e lasciarvi guidare solo dai consigli degli altri, mai dai loro giudizi. Se anche dopo queste riflessioni continuate a starci male, ricordate: a chi giudica il vostro cammino, prestate le vostre scarpe.

“Conosco bene la mia storia, quindi sono l’unica persona che ha il diritto di giudicarmi, criticarmi e applaudirmi quando vuole.”
–Anonimo–