I disturbi emotivi più frequenti

· 17 Maggio 2019
Così come apprendiamo modelli comportamentali appropriati e adattativi, possiamo apprenderne anche alcuni che ci causano disagio. Si tratta quindi di "disimparare" le risposte che ci causano dolore per impararne di nuove, che ci facciano sentire meglio.

I disturbi emotivi influenzano il modo in cui pensiamo e sentiamo. I sintomi possono anche essere molto gravi e nella maggior parte dei casi non scompaiono da soli. Inoltre, possono anche essere correlati ad altre malattie.

Per superare i disturbi emotivi (o di altro tipo), innanzitutto bisogna sapere di cosa si tratta, ovvero conoscere e accettarne la causa come punto di partenza per cambiare la situazione. Solo riconoscendo ciò che ci accade, possiamo iniziare a lavorarci.

Esistono svariati disturbi emotivi. In questo articolo ci concentreremo su sette, scelti per via della loro incidenza nella vita reale, e quindi tra quelli più invadenti e invalidanti, che non ci permettono di essere e agire così come siamo.

“Le emozioni sono cavalli selvaggi. Non sono le spiegazioni che ci fanno avanzare, è la volontà di proseguire.”

-Paulo Coelho-

I disturbi emotivi più frequenti

Probabilmente vi riconoscerete in alcuni di essi, pertanto è importante imparare a riconoscere i comportamenti che abbiamo appreso nel corso della nostra vita e che, in definitiva, ci causano disagio.

  • Repressione/blocco emotivo.
  • Negazione emotiva.
  • Disturbo affettivo
  • Disconnessione emotiva.
  • Conflitto tra emozioni contraddittorie.
  • Attaccamento emotivo.
  • Ricerca esclusiva di emozioni piacevoli.

I disturbi emotivi sono un ostacolo al nostro benessere.

Donna alla finestra

Repressione emotiva

Accade quando blocchiamo l’emozione al suo emergere. Ovvero, siamo consapevoli di ciò che proviamo, ma non vogliamo esprimere l’emozione o non sappiamo come fare, rimanendo così in uno stato emotivo contenuto. In qualche modo, la mancanza di espressione emotiva implica anche la mancanza di un lavoro con le emozioni.

La repressione emotiva può essere tale da impedire alla persona di provare alcune emozioni in base a una convinzione: non avere il diritto di sentirsi in quel modo. La repressione porta direttamente alla mancanza di libertà interiore a causa degli assiomi su cui si basa e della confusione che genera.

Quando le emozioni spiacevoli, come la tristezza, non vengono espresse, il disagio si accumula. All’inizio in modo silenzioso, poi sempre con maggiore sofferenza, finché la persona non ne può più e finisce per esplodere. A detta di molti professionisti, la soppressione delle emozioni può portare a disturbi psicosomatici.

“I sentimenti e le emozioni sono il linguaggio universale che deve essere onorato. Sono l’espressione autentica di chi siamo.”

-Judith Wright-

Negazione emotiva, uno dei disturbi emotivi più frequenti

La negazione emotiva è un meccanismo di difesa che consiste nell’affrontare le emozioni negando la loro esistenza o la loro relazione e attinenza con la persona. Ovvero, opporsi alle emozioni e cercare di non sentirle.

Quando ciò accade, l’emozione inizia a prendere il sopravvento sul corpo, producendo effetti spiacevoli che spesso non riconduciamo nemmeno a essa. Ecco perché, ad esempio, a volte somatizziamo, manifestandoli nel corpo sotto forma di tensioni muscolari.

Disturbo affettivo

Implica una crisi, un attacco. Si producono una serie di emozioni alimentate da immagini mentali che provocano dolore nella persona, portandola ad agire in modo equivoco e a prendere decisioni che, a mente fredda, non avrebbero mai preso.

Quando si è preda del disturbo affettivo, le emozioni prendono il controllo del nostro modo di pensare e di agire. Una perdita di controllo può anche portare ad azioni con conseguenze significativamente negative.

Disconnessione emotiva

È un meccanismo di difesa che genera dei problemi di connessione emotiva. È come se ci fosse un’interruzione del ciclo emotivo.

Questo meccanismo cerca di evitare la ripetizione delle sofferenze passate per scongiurare un eventuale danno futuro, ma così facendo non consente la partecipazione sana e attiva alla vita. A volte, vivere con “il pilota automatico” sempre attivo, ci impedisce di capire le emozioni che proviamo.

“Poiché le emozioni sono stati mentali, il metodo per gestirli deve venire dall’interno. Non c’è altra alternativa. Non possono essere rilasciati da tecniche esterne.”

-Dalai Lama-

Cuore sotto ghiaccio

Conflitto tra emozioni contraddittorie

Il conflitto emotivo indica un blocco interiore che produce disagio e che la persona deve risolvere. È un groviglio che causa un punto di protezione. I conflitti emotivi possono essere più difficili da riconoscere perché non sono osservabili, tuttavia possono essere sentiti nel corpo.

Ci muoviamo tra un estremo e l’altro, pretendendo che le cose siano o bianche o nere, quando possono esistere anche nelle sfumature di grigio. Lo stesso succede con le emozioni. Pensiamo di non poter provare più di un’emozione alla volta, mentre in realtà è possibile, e per di più possono coesistere.

Attaccamento emotivo

A volte è molto complicato lasciare andare un’emozione, soprattutto quando è associata a un evento passato. La causa più probabile può risiedere in un trauma irrisolto o in un’emozione non correttamente elaborata.

La pratica del “lasciare andare”, altrimenti nota come mindfulness, può produrre ottimi risultati quando si tratta di entrare in contatto con le emozioni presenti, invece che quelle associate agli eventi passati.

I disturbi emotivi più frequenti: la ricerca delle sole emozioni piacevoli

Il disturbo compare quando la persona non è in grado di sopportare la frustrazione. Ciò anche perché non si è mai data il permesso di provare emozioni spiacevoli. Si tratta di persone che ricercano solo le emozioni piacevoli.

“La capacità di fare una pausa e di non agire al primo impulso è diventata un apprendimento cruciale al giorno d’oggi.”

-Daniel Goleman-

Tuttavia, così come abbiamo appreso modelli comportamentali che ci causano disagio, possiamo anche impararne di altri più appropriati e adattivi. Si tratta quindi di “disimparare” quelle risposte che ci causano dolore per impararne di nuove, che ci facciano stare meglio. È arrivato il momento di allenare la nostra intelligenza emotiva.