I vestiti nuovi dell'imperatore: il potere della maggioranza

"I vestiti nuovi dell'imperatore" è una fiaba classica di Hans Christian Andersen. Parla del modo in cui l'opinione degli altri modella e influenza l'opinione del singolo. Solo in pochi osano dire la propria opinione.
I vestiti nuovi dell'imperatore: il potere della maggioranza

Ultimo aggiornamento: 30 marzo, 2021

I vestiti nuovi dell’imperatore è un racconto scritto da Hans Christian Andersen tramandato di generazione in generazione senza mai perdere il suo fascino. Si tratta di una storia sul potere della maggioranza, applicabile a un numero infinito di situazioni.

Il racconto narra la storia di un imperatore a cui piacevano i vestiti. Il suo armadio era pieno di bei vestiti, ma lui ne voleva sempre di più belli. Tutto ciò che desiderava era vestire nel modo più elegante possibile e per lui nulla contava di più. Alcune volte trascurava persino le faccende che riguardavano il suo impero, preferendo invece godersi i suoi abiti.

Questa storia sul potere della maggioranza racconta che a un certo punto al suo cospetto si presentarono un paio di lestofanti. Sapevano che l’imperatore aveva un debole per i vestiti e quindi organizzarono un tranello. Diffusero la voce di saper fabbricare tessuti straordinari, dalle proprietà inimitabili.

Chi ha paura non fa che sentir rumori.

-Sofocle-

Un castello.

L’imbroglio

Le voci diffuse da questi uomini giunsero all’orecchio dell’imperatore, che immediatamente li mandò a chiamare perché si presentassero al suo cospetto. Voleva saperne di più su ciò che avevano da offrire. Gli uomini dissero che il tessuto da loro fabbricato era talmente morbido e straordinario da essere quasi impercettibile dal corpo.

Aggiunsero anche che questo tessuto vantava una qualità unica: non poteva essere vista dagli stolti o da coloro che erano incapaci di svolgere i propri incarichi. L’imperatore rimase esterrefatto.

Trovò straordinario che non solo gli stessero proponendo un tessuto per un nuovo abito, ma gli stavano anche offrendo la possibilità di valutare i suoi servitori.

Questa fiaba sul potere della maggioranza racconta che, senza ulteriori indugi, l’imperatore ordinò che venisse fabbricato un abito con quel tessuto magico. I due uomini chiesero un cospicuo anticipo sul pagamento e aprirono un cotonificio. Fingevano di lavorare all’abito giorno e notte, creando aspettative molto alte.

I vestiti nuovi dell’imperatore

Fremendo di curiosità, l’imperatore inviò il suo primo ministro a raccogliere le ultime novità sulla tanto attesa commissione. Quando il funzionario fu giunto al cotonificio, gli imbroglioni gli domandarono che ne pensasse del nuovo abito per l’imperatore. L’uomo rimase senza parole: non sapeva cosa dire.

Pensò che se avesse ammesso di non aver visto nulla, sarebbe stato preso per stolto. O, ancora peggio, si sarebbe detto di lui che era un incapace nel suo lavoro. Così decise di stare al gioco e di dire che l’abito era bellissimo. E questo è quanto comunicò all’imperatore, che rimase soddisfatto da tanta diligenza.

Gli imbroglioni domandarono, quindi, ancora denaro, per rendere l’abito ancora più bello. L’imperatore accolse la richiesta senza ribattere. Eppure, il tempo passava e l’abito non era ancora pronto. Così, egli decise di inviare un nuovo funzionario a verificare i progressi. Anche in questo caso il funzionario non vide nulla, ma al suo ritorno disse: “È l’abito più bello che abbia mai visto”.

Un tessuto magico per i vestiti nuovi dello imperatore.

I vestiti nuovi dell’imperatore: una fiaba sul potere della maggioranza

L’imperatore incaricò i due imbroglioni tessitori di corto. Quindi, annunciò che presto avrebbero festeggiato con una grande cerimonia, e che quindi avrebbe avuto bisogno di ricevere il suo nuovo abito per sfoggiarlo in quell’occasione. Questa fiaba sul potere della maggioranza narra che i due uomini accettarono di buon grado.

Arrivò finalmente il giorno dei grandi festeggiamenti e i due imbroglioni si presentarono a corte con l’abito. Accompagnando il tutto con la giusta mimica, dissero all’imperatore: “Ecco qui i pantaloni”, e poi “ecco qui la giacca”, e via dicendo.

Ovviamente, l’imperatore non vide nulla, ma anche lui, come gli altri, non avrebbe permesso che qualcuno lo trattasse da stupido o da incompetente. Tutti i nobili di corte lodavano il bell’abito dell’imperatore, facevano commenti su come gli calzasse a pennello e sulla raffinata qualità del tessuto, nonché sulla perfezione delle rifiniture.

Questa fiaba sul potere della maggioranza narra che l’imperatore era talmente soddisfatto della reazione degli altri, da decidere di uscire per una passeggiata, affinché i suoi sudditi lo ammirassero. 

Iniziò, dunque, a camminare per strada e la gente, che era già a conoscenza della questione, continuava a fargli i complimenti per il suo abito. All’improvviso, un bambino alzò la voce tra la folla: “Ma se è nudo!”, disse. Altri bambini al suo fianco ripeterono la stessa cosa. Gli altri, incluso l’imperatore, fecero finta di non aver udito.

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  • Montaner, A., & Palomares, M. C. (2014). Un recorrido histórico y cultural por el relato de “El traje nuevo del emperador”. Análisis y posibilidades didácticas en las aulas de Educación Secundaria Obligatoria. Ocnos: Revista de estudios sobre lectura, (12), 57-78.