Fino a ieri sono stata quello che ho potuto, oggi sono ciò che voglio

· 26 aprile 2017

Fino a poco tempo fa, molti di noi eravamo ciò che potevamo o ciò che altri ci permettevano di essere. Tuttavia, con il tempo, il cuore si accende e lo sguardo diventa coraggioso. Le paure sono rimaste indietro, perché oggi, finalmente, siamo tutto ciò che vogliamo, senza restrizioni né riserve e senza paura di quello che diranno gli altri.

Non è sempre facile riuscirci, è il risultato di un viaggio per cui non sempre si comprano i biglietti giusti. La realizzazione personale non arriva con gli anni, come i primi capelli bianchi e le prime rughe. Raggiungere la pienezza, quella sensazione di benessere ed equilibrio interno, non è una cosa nella norma. Tanto meno è un programma che possiamo installare nel cervello come chi scarica una nuova applicazione sul cellulare.

La felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia.

-Gandhi-

D’altra parte, c’è qualcosa di strano in tutto questo. Quando a volte passiamo davanti ad un bar ed ascoltiamo al volo delle conversazioni, c’è una frase che si ripete quasi sempre. È una sorta di leitmotiv, come una specie di lamento o quasi un’invocazione: “L’unica cosa che voglio è essere felice”.

In questa frase sono racchiusi una certa dose di disperazione e tantissimi desideri. È come se molti di noi sentissimo una specie di “depersonalizzazione”, come se fossimo intrappolati in una realtà in cui non ci identifichiamo, che non ci appartiene, perché, semplicemente, non ci dà una felicità reale.

Vi proponiamo di riflettervi e vi invitiamo a realizzare dei cambiamenti, se necessario, per costruire una realtà più soddisfacente.

Il segreto per una vita più piena inizia oggi

Per molti anni le ricerche orientate allo studio della felicità si sono focalizzate sullo spiegarci come potremmo essere felici. Di fatto, al giorno d’oggi non mancano manuali di auto-aiuto che affrontano l’argomento quasi tutti allo stesso modo: la felicità come una meta. Ecco, la felicità non dovrebbe essere una meta da raggiungere, ma una conseguenza, un sottoprodotto di ognuna delle azioni che compiamo ogni giorno, quelle per cui vale la pena vivere.

Facciamo un esempio: Alastair Humphreys è quello che potremmo definire un “avventuriero”. Questo scrittore e coach motivazionale lavora per il National Geographic e nel 2012 ha lanciato una piccola sfida ai suoi lettori tramite la rivista. Ha voluto insegnare ai suoi lettori a favorire la propria crescita personale, affinché fossero davvero sé stessi e non ciò che gli altri si aspettavano da loro.

Per riuscirci, li ha iniziati ad una tecnica che ha chiamato “micro-avventure”. Era un invito diretto a trovare l’equilibrio interiore tramite piccole sfide quotidiane. Il modo per riuscirci non poteva essere più semplice. La sua proposta era la seguente.

La ricerca quotidiana del piacere, della conoscenza e della libertà

Il segreto per avere una vita più piena può iniziare da oggi, ma per riuscirci abbiamo bisogno di due ingredienti fondamentali: impegno costante e creatività. È così che le nostre micro-avventure giornaliere genereranno nuovi pensieri, nuove emozioni e un benessere migliore.

Questi sono alcuni esempi

  • Cambia strada per andare al lavoro. Se di solito vai in macchina, invece, prendi l’autobus e osserva la città, le persone. Se vai in autobus, scendi una fermata prima e continua a piedi. Godi di quel momento, del tuo presente, di ciò che provi, di ciò che vedi e ti circonda.
  • Mangia in un parco, esci dal tuo circolo abituale di amicizie e parla con gente nuova.
  • Spezza le abitudini, prova a perderti nella tua città, obbliga lo sguardo a cercare cose diverse.
  • Svegliati all’alba, medita al sorgere del sole. Pensa a ciò che vuoi ottenere durante il giorno e decidi cosa non vuoi.
  • Spingiti a fare qualcosa di nuovo ogni giorno: un nuovo sport, un nuovo libro, una nuova passione, una nuova amicizia, una nuova pettinatura, un nuovo pensiero, un nuovo atteggiamento…

“Oggi può essere l’inizio di tutto ciò che ti riproponi di fare”

Mettere in pratica queste semplici “micro-avventure” giorno per giorno genera piccoli cambiamenti costanti che, poco a poco, daranno il via a qualcosa di nuovo. Così comprenderemo che la vera felicità parte da un processo e non è una meta inarrivabile all’orizzonte. Si tratta di superare muri, barriere e modi di fare limitanti per ritrovarci, per permettere che emerga il nostro essere autentico.

Quello che ero ieri e quello che sono oggi

C’è chi è orgoglioso di non essere mai cambiato. Di avere sempre lo stesso pensiero, gli stessi atteggiamenti e la stessa essenza. Dobbiamo stare attenti a queste persone, perché l’essere umano, che lo si vogliamo o meno, è obbligato ad avanzare come persona, a crescere, ad essere flessibile e ad adattarsi a questa complessa realtà per costruire una felicità più integra, reale e soddisfacente.

Non essere la stessa persona di ieri non è un dramma. Perché al di là delle ferite, delle delusioni e delle perdite, qualcosa di nuovo è nato da tutto questo. Qualcosa di stupendo, ancora più luminoso e, senza dubbio, molto più forte. Ciò che siamo oggi non è solo il risultato del nostro passato, nel nostro essere alberga anche la speranza nel futuro ed il piacere di un presente di cui godere essendo noi stessi.

Dobbiamo capire, quindi, che la felicità è un processo, non un obiettivo. Dobbiamo imparare che l’OGGI è sempre il momento migliore per prendere delle decisioni, per riaffermarci e oltrepassare le barriere delle nostre paure, in modo da riuscire a toccare la punta di tutto ciò che meritiamo davvero.