Il cavaliere e il mondo, una storia ispiratrice

15 Gennaio 2019
Questa storia ci parla di un prode e coraggioso cavaliere, stanco di compiere le sue imprese nel mondo delle fiabe. E che per questo, decide di andare nel mondo reale per affrontare nuovi nemici, trovando anche una grande sorpresa.

Quella de Il cavaliere e il mondo è una storia ispiratrice, scritta da Pedro Pablo Sacristán e adattata da noi. Come tutte le storie meravigliose, inizia in un regno lontano dove viveva un coraggioso cavaliere. Era così valoroso che era richiesto in quasi tutte le fiabe per salvare i personaggi più affascinanti che avevano bisogno del suo aiuto.

Aveva affrontato mostri con più teste, draghi furiosi e orchi malvagi. Li aveva sconfitti tutti e per questo era considerato il cavaliere più prode tra quelli esistiti nella terra della fantasia.

Tuttavia, il nostro coraggioso cavaliere si stancò improvvisamente delle fiabe. Sapeva ormai come battere tutti gli esseri fantastici e sentiva che era giunto il momento di provare qualcosa di nuovo.

Ecco perché decise di lasciare il mondo delle fiabe e di visitare quello reale. Forse, pensava, avrebbe finalmente trovato nuove e affascinanti sfide che avrebbero cancellato quella sensazione di noia che lo tormentava. Ed è così che ha inizio questa storia ispiratrice.

“Il riso è il sole che scaccia l’inverno dal volto umano”.

-Victor Hugo-

Caveliere in armatura

Il cavaliere arriva nel mondo reale

E così fu. Grazie agli incantesimi delle streghe, che conosceva a memoria, il coraggioso cavaliere lasciò il mondo della fantasia per arrivare in quello reale.

Era affascinato da tutto quello che vedeva, ma capì fin dall’inizio che in questo nuovo mondo esisteva una grande minaccia. Si rifletteva nei volti delle persone ed era ansioso di affrontarla.

Le persone intorno a lui sembravano angosciate. Camminavano per strada con espressione seria e sguardo spento. Andavano di fretta ed era evidente che erano dominate dalla paura.

Quasi non tolleravano che qualcuno gli si avvicinasse e sembravano molto tese. Il cavaliere pensò che questa sarebbe stata la grande opportunità per affrontare i nemici del mondo reale e scrivere un capitolo meraviglioso per una storia ispiratrice.

Cercò in ogni angolo della strada, ma non vide nulla che potesse ispirare paura. Il tempo passava e lui non capiva ancora cosa temeva quella gente dallo sguardo spento e teso.

Per quanto cercasse, il cavaliere non trovava né draghi né streghe, né orchi, nulla che mettesse davvero in pericolo tutte quelle persone. Confuso, decise di tornare nel paese della fantasia.

Il saggio della storia ispiratrice

Nelle paese della fantasia, viveva un vecchio saggio al quale si rivolgevano per un consiglio molti principi azzurri e prodi cavalieri. Il nostro eroe lo cercò attraverso le foreste incantate e lo trovò, come sempre, a meditare vicino a un fiume.

Senza esitazione, si avvicinò a lui per vedere se poteva rispondere al suo più grande interrogativo. Perché le persone del mondo reale erano così spaventate?

Il vecchio saggio era molto interessato alla domanda del coraggioso cavaliere. Tuttavia, dopo aver riflettuto un po’, gli disse che non aveva una risposta per quella domanda. E che sarebbe dovuto tornare il giorno seguente, perché la faccenda richiedeva studio e meditazione.

Si sarebbero dunque incontrati il ​​giorno successivo, alla stessa ora e l’uomo saggio gli avrebbe dato la risposta.

Il giorno dopo, il cavaliere coraggioso arrivò in orario all’appuntamento. Il vecchio saggio gli disse che nel mondo reale non esistevano mostri malvagi, né orchi né stregoni.

Per questo motivo, gli umani si erano dovuti inventare dei nemici, ma il problema era che questi nemici non erano esterni, se li portavano dentro; non potevano scappare.

Quei nemici erano l’avidità, l’invidia e la mancanza di amore. E per quanto coraggioso fosse il cavaliere, non avrebbe mai potuto sconfiggerli: erano troppi e molto pericolosi.

Donna triste

Il ritorno del cavaliere coraggioso

L’eroe della nostra storia  non si arrendeva facilmente e nonostante gli avvertimenti del vecchio saggio, decise di tornare nel mondo reale per affrontare quei misteriosi nemici che terrorizzavano la gente. Portando con sé tutte le armi, le tecniche di combattimento e la magia in suo possesso.

Il coraggioso cavaliere offrì i suoi nobili servizi a tutti coloro che incontrava. Tuttavia, l’unica risposta che trovò fu l’indifferenza e la sfiducia. Sembrava che nessuno volesse sradicare quelle paure. Non volevano il suo aiuto, né erano interessati a cambiare.

Afflitto dall’atteggiamento delle persone del mondo reale, decise di fare una passeggiata nei boschi. Era così distratto che non vide una grossa pietra sulla strada. Così inciampò e cadde. Non aveva ancora toccato terra, che subito sentì delle risate fragorose.

Vicino a lui c’era un bambino che era quasi morto dalle risate per la caduta del coraggioso cavaliere. Il cavaliere si arrabbiò ed era pronto a rimproverarlo, ma subito notò una scintilla nei suoi occhi.

Il ragazzo rideva senza sosta, con una luce splendente negli occhi e non sembrava per niente spaventato. All’improvviso, il cavaliere capì. Le armi per porre fine alla paura degli umani erano la risata e l’innocenza. Questa era la risposta.

Da allora, va in giro per il mondo cercando di far ridere tutti, perché tutti possano tornare a essere innocenti. E questa è la fine di questa storia ispiratrice.

  • Urbina, L. G. (1946). Cuentos vividos y crónicas soñadas. (Vol. 35). Porrúa.