Il cervello delle bambine matura prima?

07 gennaio, 2020
Come ci rivela uno studio, il cervello delle bambine matura prima. È intorno ai 2 anni che inizia la potatura neuronale, così come la riorganizzazione del cervello per facilitare connessioni più veloci ed efficaci.

La scienza aveva già intuito che, in linea di massima, il cervello delle bambine matura prima. Eppure, è stato uno studio dell’Università del Newcastle a supportare questa tesi con dei dati. Sappiamo persino che questa maturazione nel loro sviluppo neurologico può attivarsi fino a dieci anni prima rispetto ai bambini (da tenere a mente però che le differenze individuali sono molto varie e non si spiegano solo in funzione del sesso).

Detto questo, bisogna puntualizzare un aspetto. Il fatto che le bambine dimostrino uno sviluppo cerebrale precoce rispetto ai bambini non significa che siano in possesso di un potenziale intellettivo più elevato. Significa che tra i 10 e i 12 anni presentano una maggiore organizzazione cerebrale e una più intensa attività cognitiva. I ragazzi, dal canto loro, iniziano questo stesso processo di maturazione tra i 15 e i 21 anni.

Il cervello delle bambine e la maturazione neuronale

Entrambi i sessi seguono gli stessi processi di maturazione neuronale che permetteranno loro di avere un cervello pronto a interagire con l’ambiente circostante con maggiore capacità di riflessione, attenzione, minore impulsività, ecc. Tuttavia, nelle bambine inizia prima.

Allo stesso tempo, dobbiamo mettere in luce un dettaglio del quale ci parlano anche i neuroscienziati. Al giorno d’oggi siamo in presenza di circostanze dinnanzi alla quale i bambini sono più vulnerabili a livello neurologico. La sedentarietà, la disconnessione sociale, la preferenza per gli stimoli digitali e persino quella pressione esterna che spinge a ottenere eccellenti risultati; tutti aspetti che in fin dei conti sottraggono tempo al gioco e che rallentano il raggiungimento del massimo potenziale cognitivo.

Solo quando il cervello emotivo avrà ricevuto l’affetto di cui ha bisogno potrà raggiungere una piena capacità intellettuale.

-Álvaro Bilbao-

Bambina e bambino giocano

Perché il cervello delle bambine matura prima?

Gli scienziati dell’Università del Newcastle, nel Regno Unito, nel 2013 hanno condotto uno studio in cui sono stati evidenziati dati inattesi. L’obiettivo di questo lavoro, secondo quanto spiegato da Marcus Kaiseer, professore del dipartimento di psicologia nella stessa università, era quello di conoscere il livello di connettività del cervello umano in soggetti tra i 4 e i 40 anni. 

Man mano che si procedeva con i test e con le risonanze magnetiche, gli scienziati notavano un aspetto molto importante. Le bambine tra i 10 e i 12 anni mostravano un cervello più maturo rispetto ai loro coetanei maschi. Ma cosa intendiamo per “maturo”?

Questo aggettivo fa riferimento al cervello che ha iniziato il processo di potatura delle connessioni neuronali che non considera importanti, allo scopo di riorganizzare la propria struttura in modo efficace. A seguire riportiamo maggiori informazioni per capire meglio di cosa stiamo parlando.

Un numero minore di connessioni, ma più forti e sofisticate

Se affermassimo che un cervello abile, forte e dal buon potenziale è un cervello con un giusto e adeguato livello di connessioni, molti potrebbero sentirsi confusi.

Tendiamo spesso a pensare che maggiore è il numero di connessioni neuronali, maggiori saranno le risorse, le competenze e le abilità a nostra disposizione. Eppure, l’elemento chiave non è questo. Si ritiene infatti che una delle principali difficoltà delle persone con autismo sia proprio la loro iperconnettività.

  • Una delle condizioni necessarie nello sviluppo cerebrale del bambino è una sufficiente potatura neuronale. I neonati vengono messi al mondo con circa 100.000 milioni di neuroni. Fino a circa due anni di età si forma un gran numero di sinapsi. Dai due anni in poi, però, ha inizio quel fenomeno conosciuto come potatura neuronale
  • La finalità è distruggere quelle connessioni (o sinapsi) in disuso e rafforzare (mielinizzare) quelle in uso. Questo rafforzamento darà origine a connessioni più veloci ed efficaci. Tale processo di potatura neuronale si conclude fino dopo i 20 anni.

Lo studio condotto dall’Università del Newcastle indica che il cervello delle bambine matura prima perché completano questo processo tra i 10 e i 15 anni. I ragazzi, dal canto loro, lo completano intorno ai 20 o 21 anni.

Connessioni neuronali

La necessità di migliorare le connessioni neuronali nel cervello del bambino e dell’adolescente

Il fatto che il cervello delle bambine maturi prima non significa affatto che debbano ricevere un’educazione speciale. Un aspetto che sottolineano gli esperti -e a cui accennavamo già all’inizio- è il bisogno di capire i bisogni educativi, emotivi e personali dei più piccoli affinché raggiungano un’efficace connettività neuronale.

Cosa vogliamo dire con ciò? Vogliamo sottolineare alcuni aspetti molto elementari. Per esempio, il cervello di un bambino non è strutturato affinché il piccolo resti seduto tutto il giorno. I bambini hanno bisogno di muoversi, di esplorare, di scoprire, di giocare, di interagire con altri bambini, di sperimentare sensazioni, emozioni, sentimenti…

Il cervello delle bambine matura prima di quello dei bambini, ma dobbiamo dare loro le condizioni favorevoli affinché entrambi lo facciano nel migliore dei modi, sfruttando al massimo il loro potenziale. A questo scopo, vi ricordiamo le dimensioni che possono aiutarli.

Come favorire lo sviluppo cerebrale dei bambini?

Una prima strategia è ascoltare le loro emozioni. Fattori come poter contare su un legame sano, sull’amore, sulla sicurezza e sull’affetto dell’ambiente circostante sono essenziali. Date queste premesse, è molto importante aiutarli a gestire e a capire le loro emozioni.

Un altro pilastro fondamentale è la corretta alimentazione. Meglio optare per prodotti sani, evitando dolciumi industriali, grassi saturi, ecc. In un secondo momento, è fondamentale spingerli a fare attività fisica, a muoversi, a giocare, a manipolare oggetti, a costruire cose con le mani.

Allo stesso tempo, non possiamo dimenticare che per i bambini è importante avere contatti sociali con i loro coetanei, giocare, interagire tra loro. Fattori come stress e ansia hanno un gravi effetti sul cervello infantile.

Infine, non possiamo dimenticare quella pietra miliare che è l’educazione. Ci riferiamo al fattore curiosità, allo stimolare la voglia di stupirsi tipica del bambino, la sua inventiva, la voglia di creare, sperimentare, sbagliare, verificare, provare, sentire e scoprire a mano a mano il mondo, secondo il suo ritmo personale.

Il cervello infantile ha i suoi tempi, ma noi, in quanto mediatori, abbiamo l’opportunità (e il dovere) di favorire al meglio questo processo.

  • Sol Lim, Cheol E. Han, Peter J. Uhlhaas(2013) Preferential Detachment During Human Brain Development: Age- and Sex-Specific Structural Connectivity in Diffusion Tensor Imaging (DTI) Data. Cerebral Cortex, Volume 25, Issue 6, June 2015, Pages 1477–1489, https://doi.org/10.1093/cercor/bht333