Circolo del 99: una storia per riflettere

· 9 agosto 2018

C’era una volta un regno molto lontano governato da un triste sovrano. Egli stesso non capiva le ragioni della sua malinconia, finché uno dei suoi saggi non gli fece notare che era tutto collegato al circolo del 99. Fu una lezione che non dimenticò mai.

Tutto ebbe inizio una mattina quando il re, in preda alla sua tristezza, vide entrare uno dei suoi servitori. Quest’uomo umile gli sorrise e gli cantò una canzone, con grande entusiasmo. Il sovrano si rese conto che questo servitore era sempre felice e curioso. Come poteva un servitore sentirsi felice, mentre lui, il re, non trovava pace?

“Il vero progresso sociale non consiste nell’aumento dei bisogni, ma nel ridurli volontariamente; ma per questo bisogna essere umili.”

-Mahatma Gandhi-

Chiese quindi all’uomo: “Perché ti senti così felice?“. Il servo non sapeva cosa rispondere. “Perché no?“, rispose alla fine. “Vivo nel palazzo, servo l’uomo più potente del regno… Ho quello di cui ho bisogno… Una casa confortevole, una moglie fedele, figli sani… Che altro dovrei desiderare? Non vedo perché non dovrei essere felice con tutto quello che ho”.

Il re si infastidì. Non credeva a una sola parola. Come poteva un uomo che aveva solo una casa modesta e cibi di qualità gran lunga inferiore alla sua essere felice? Minacciò quindi di decapitarlo se non avesse rivelato il segreto della sua felicità. Il servo si scusò e gli chiese perdono se lo aveva in qualche modo offeso. In realtà, non gli fu possibile rispondere diversamente.

Il saggio e il circolo del 99

Alla fine il re disse al suo servo di andarsene. Quasi non tollerava quel sorriso che non se ne voleva andare via. Nemmeno la minaccia della morte lo aveva davvero turbato. Quando l’umile uomo era già uscito, il re richiamò subito i saggi del palazzo. Aveva bisogno di decifrare quell’enigma.

Monete d'oro

Quando i saggi furono riuniti, ordinò loro di dirgli perché il servo era felice di quella vita miserabile, mentre lui non riusciva a smettere di essere triste. Uno dei saggi prese la parola e disse: È semplice. Il servo è felice perché ancora non conosce il circolo del 99.” Il re si mostrò incuriosito. Cos’era questo circolo del 99?

Il saggio allora gli disse che era inutile spiegare a parole il significato del circolo del 99. La cosa migliore era che lo vedesse con i suoi occhi. Doveva solo raccogliere 99 monete d’oro puro. Gli avrebbe mostrato come entrare nel circolo del 99; chi era un uomo felice sarebbe diventato un essere miserabile. Il re accettò questa prova.

L’ingresso nel circolo del 99

Il re ordinò di raccogliere 99 monete d’oro massiccio, le più preziose del regno. Insieme al saggio le misero in una sacca e le portarono, segretamente, nella casa del servo. Le lasciarono davanti alla porta, insieme a un messaggio: “Questa è una ricompensa per essere un servo fedele e altruista. Goditela”. Quindi rimasero nascosti per osservare cosa sarebbe accaduto.

Il servo uscì all’improvviso e vide la sacca. Rimase sorpreso. Guardò da una parte e dall’altra e poi entrò in casa incuriosito. Il re e il suo saggio lo osservarono da fuori, senza essere visti. L’uomo prese le monete e le sparse sul tavolo.

Non poteva credere a quello che stava vedendo. Quindi si mise a contare la sua nuova fortuna. Formò delle pile da 10 monete ciascuna. Quando finì l’ultima pila, pensò che c’era qualcosa che non andava: non aveva 10 monete, ma 9.

La trappola del circolo del 99

Il servitore pensò che fosse caduta una moneta. La cercò dappertutto, ma non la trovò. Poi disse ad alta voce: “Qualcuno ha visto la sacca e ha rubato una moneta. Sembrava offuscato e cominciò a fare i conti: quanto tempo ci vuole per ottenere una moneta per completare un centinaio? Fece addizioni e sottrazioni.

Quadro medievale

Lavorando normalmente, ci vorrebbero circa cinque anni. Ma cosa succede se ho un reddito aggiuntivo? Forse ridurrebbe quei cinque anni a due. E se chiedessi anche mia moglie di lavorare? Forse ci riuscirei in un solo anno…

Da allora, il servo diventò un grande lavoratore e diffidente. Sospettava di tutto il palazzo. Pensò che qualcuno avesse rubato la moneta che, secondo lui, mancava nella sua fortuna. Aveva anche paura che sarebbe stato derubato di nuovo.

Non smetteva di fare piani su come completare le sue cento monete. Era intrappolato nel circolo del 99. Non pensava più a quello che aveva, ma a quello che gli mancava. Il saggio aveva assolutamente ragione.