Il colore giallo in Van Gogh

Dietro un bel dipinto, a volte si nasconde un volto oscuro che deve essere scoperto. Seguendo questa idea, oggi vogliamo parlare del volto nascosto dell'opera di Vincent Van Gogh.
Il colore giallo in Van Gogh

Ultimo aggiornamento: 17 gennaio, 2022

Consacrato come uno dei principali esponenti del Post-Impressionismo, dietro la luce emanata dai suoi dipinti si nasconde un oscuro segreto. In questo articolo presentiamo il mistero del colore giallo in Van Gogh.

Nelle righe che seguono forniremo alcuni dati rilevanti in modo da capire, poco per volta, perché questo colore è stato così usato dal pittore olandese.

Impressionismo e Parigi come punto di partenza

Ala fine del XIX secolo il quartiere Montmartre di Parigi è stato la culla dell’impressionismo. Gli impressionisti volevano rompere con la visione accademica della pittura, dunque mostravano la vita quotidiana con i ritratti delle classi popolari.

In questa epoca di progresso in cui la fotografia era in piena ascesa, l’impressionista si esprime con luce, colore e paesaggi dalle pennellate espressive che rappresentano un modo totalmente nuovo di vedere la realtà. Tra i grandi padri dell’impressionismo spiccano:

  • Monet.
  • Renoir.
  • Matisse.
  • Rodin.

Vincent van Gogh, uno dei massimi esponenti del Post-Impressionismo

Parigi è il punto di partenza dell’attività di Van Gogh (nato in Olanda nel 1853). Le sue creazioni iniziarono a essere sempre più presenti, in quanto realizzò oltre 1000 opere tra dipinti e disegni.

Non fu solo influenzato dagli impressionisti, ma attinse anche dalle stampe giapponesi e dal loro uso del colore. Per tutto questo è noto come uno dei principali precursori del Post-Impressionismo.

Il ritratto del dottor Gachet.
Ritratto del dottor Gachet, Vincent Van Gogh (1890)

Il colore giallo in Van Gogh

Per capire quale simbolismo avvolge questo colore, è importante approfondirne il significato. Il giallo è un colore luminoso, associato al divertimento, alla creatività e alla giovinezza. Uno dei motivi per cui è usato così tanto nel mondo del marketing o del cinema.

Il suo colore complementare, invece, è il viola (un gioco di colori che si vede benissimo ne La notte stellata). Tuttavia, uno studio pubblicato sulla Revista de Estudios Medievales Hispánicos indica che ha anche molte connotazioni negative, in quanto simbolo di tossicità, tradimento, eretici e rinnegati.

La casa gialla, l’origine della solitudine

Motivato dall’idea di crescere come artista, Van Gogh si trasferisce nella famosa casa gialla di Parigi con l’idea di accogliervi vari artisti come se fosse uno studio. È qui che il mistero del colore giallo comincia a forgiarsi nei suoi quadri.

Paul Gauguin fu l’unico ad aver accettato di vivere nella casa gialla con Van Gogh. L’idea iniziale, dunque, non era andata secondo i piani.

Alla fine, inoltre, anche Gauguin finì per abbandonarlo perché avevano idee sull’arte molto diverse e perché non sopportava la solitudine. Dopodiché, Van Gogh prese l’abitudine di andare nei campi a dipingere.

La sua solitudine lo spinse ad assumere assenzio, che contiene un composto psicoattivo capace di produrre allucinazioni. Oltre a ciò, tossicità del piombo nelle vernici gli causò l’epilessia.

Venne così ricoverato all’ospedale per malati di mente Saint-Paul-de-Mausole tra il 1889 e il 1890. È qui che dipinse la sua opera più famosa: La notte stellata, con la sua peculiare visione della luna, che è la rappresentazione più fedele delle vedute che ebbe da questo ospedale.

Perché Van Gogh ha scelto il giallo negli ultimi anni della sua vita?

Van Gogh ha usato il giallo per dipingere praticamente tutto:

  • Tonalità della pelle.
  • Mobilia.
  • Stelle
  • Fiori.

Quando fu dimesso, si trasferì in una casa di campagna con l’amico e dottorre Gachet, che condivideva la sua stessa visione artistica. Tale era il grado di amicizia che Vincent Van Gogh nel Ritratto del dottor Gachet (1890) ricrea la sua figura alla perfezione, ma non solo.

Nel dipinto appare con in mano una pianta che risponderà all’ossessione di questo pittore per le tonalità calde: digitale rossa.

Si dice che questa pianta sia stata prescritta da Gachet e, a quel tempo, fosse usata per curare lo scompenso cardiaco, ma si suppone aiutasse anche in caso di epilessia o neurosifilide (malattie di cui Van Gogh soffrisse secondo alcuni critici). Presentava, tuttavia, anche diversi effetti collaterali. Tra questi, una percezione alterata del colore giallo.

Il colore giallo in Van Gogh: un oscuro enigma

Non c’è dubbio che dietro la luce emanata dai suoi quadri, il giallo nasconde un oscuro segreto: la storia di un uomo che ha sofferto e che in solitudine rifletteva la sua visione del mondo, munito di tela, carta e pennello.

Van Gogh è apparso all’età di 37 anni con un colpo al petto tra le braccia di suo fratello Theo. Inizialmente si parlò di suicidio. Un’altra teoria sostiene che Van Gogh stesse dipingendo all’esterno e che qualcuno gli abbia sparato. Restano molti dubbi su quanto effettivamente accaduto.

Conclusioni

Per comprendere meglio l’universo di un pittore che ha lavorato guardando alle generazioni future e che, oggi, è uno degli artisti più affermati al mondo, vi consigliamo di vedere i seguenti film:

  • Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità (2018): pellicole che ritrae gli ultimi anni della sua vita, concentrandosi su scene dai toni gialli affinché lo spettatore si possa immedesimare.
  • Van GoghLettere dalla follia (2017) –  Presenta diverse teorie sulla sua morte attraverso la corrispondenza con il fratello Theo.

Per la sua storia e per le sue opere, si tratta di uno dei più grandi pittori della storia. Una vita piena di misteri che continua a suscitare la nostra curiosità.

Potrebbe interessarti ...
Vincent Van Gogh e il potere della sinestesia nell’arte
La Mente è Meravigliosa
Leggi in La Mente è Meravigliosa
Vincent Van Gogh e il potere della sinestesia nell’arte

Oggi sappiamo che la sinestesia munì Van Gogh di particolari lenti con le quali osservò la realtà in un modo che continua tuttora ad affascinarci.



  • Hoy H. Los amarillos de Van Gogh [Internet]. Com.ar. Historia Hoy; 2021 [citado 25 de octubre de 2021]. Disponible en: https://www.historiahoy.com.ar/los-amarillos-van-gogh-n1115
  • Martin J, Mele GS. Elucidaciones sobre el lazo social y su ruptura en el episodio del corte de La Oreja de Van Gogh: variedades del acto en las psicosis. En: VIII Congreso Internacional de Investigación y Práctica Profesional en Psicología XXIII Jornadas de Investigación XII Encuentro de Investigadores en Psicología del MERCOSUR. Facultad de Psicología – Universidad de Buenos Aires; 2016.
  • Por qué Van Gogh pintaba tanto con amarillo y la explicación científica de esta predilección. BBC [Internet]. 12 de octubre de 2020 [citado 25 de octubre de 2021]; Disponible en: https://www.bbc.com/mundo/noticias-54508342