Il cosplay da una prospettiva psicologica

Travestirsi e giocare a essere qualcun altro è una pratica senza tempo. È l'essenza del teatro e anche del cosplay, un veicolo di espressione che permette il gioco creativo con la propria identità.
Il cosplay da una prospettiva psicologica

Ultimo aggiornamento: 24 luglio, 2021

Il cosplay è una pratica che si sta diffondendo sempre di più, soprattutto negli ultimi due decenni. Questa forma di espressione ha le sue radici in Giappone grazie ai manga e agli anime.

Manga si riferisce ai fumetti creati nella terra del Sol Levante per tutti i tipi di pubblico e con trame realistiche. L’anime è una storia animata, in stile giapponese. Cosplay è la fusione di due parole inglesi: costume e play.

Il cosplay è nato negli anni ´80, per mano degli “otaku” o fan di manga-anime. Consiste nel creare un costume, indossarlo e assumere l’identità di un personaggio di fantasia. I suoi seguaci creano comunità chiamate fandom.

“Un bravo attore è un uomo che rende una bugia così reale che tutti vi partecipano.”

-Vittorio Gassman-

Ragazze che fanno cosplay.

Cosplay e ossessioni

Anche se da lontano può sembrare una pratica adolescenziale, la verità è che suscita l’interesse di persone di tutte le età. Senza saperlo, molti l’hanno liquidato come una perdita di tempo o un’attività banale. Non sembra però che questo sia il caso.

Molti esperti concordano sul fatto che il cosplay offre benefici psicologici a coloro che lo praticano. Tuttavia, come ogni attività, ci sono anche quelli che la portano all’estremo e la trasformano in un’ossessione.

Il problema non è il cosplay in quanto tale, ma il fatto che possa diventare un veicolo per esprimere realtà problematiche pregresse. Anche se questo fosse il caso, comunque, il cosplay ha un effetto simile al teatro e all’arte in generale: può essere un canale per condividere e stemperare la tensione legata a quello che preoccupa.

Un veicolo per l’identità

Sembra paradossale, ma spesso adottare un’altra identità è un ottimo modo per avvicinarsi alla propria. Ci sono età specifiche, come l’adolescenza, in cui la costruzione dell’identità è un processo centrale. Praticamente permea tutto.

Nel cosplay è all’opera un processo di identificazione: qualcuno assume, in una certa misura, l’identità di un personaggio di fantasia. Per certi versi, questo potrebbe essere inteso come un alter ego.

Nel processo di somiglianza con un altro, avvengono incontri e contrasti. Gli incontri permettono di esplorare parti di sé che sono inibite per diverse ragioni. Così, “Anna” può essere debole di cuore nella sua vita reale, ma quando si mette al posto di un supereroe, diventa più determinata.

Allo stesso modo, emergono i contrasti. Anche se un certo personaggio di fantasia compie certe azioni o esercita certi pensieri, questi non sono necessariamente adottati quando qualcuno si appropria della sua identità. Così, in un contesto ludico, il cosplay permette di giocare con l’identità: esplorandola, confrontandola, conoscendola.

Benefici in ambito sociale

Molti hanno etichettato il cosplay come una pratica “auto-terapeutica” per coloro i quali hanno problemi di timidezza o mancanza di abilità sociali. In questi casi, le persone hanno spesso grandi difficoltà a dimenticare se stesse nelle relazioni interpersonali.

Di solito sono osservatori e critici verso se stessi. Sono molto attenti a ciò che dicono e a ciò che fanno, con un rigore nel loro dialogo interno che impedisce loro di essere spontanei. Questo diventa una barriera alla socializzazione; la conseguenza immediata è la difficoltà di fare amicizia o di permettere alle relazioni esistenti di acquisire profondità.

Attraverso il cosplay, questa barriera può essere abbattuta. Anche se non è una soluzione completa, essa contribuisce allo scopo del “coming out”.

Quando si adotta un personaggio in un certo senso, non si è più se stessi e quindi ci si concede il permesso di agire in modo diverso. In questo modo, ci si sente protetti dal giudizio critico degli altri o di se stessi.

Fan di Guerre stellari.

Il cosplay: creatività e intrattenimento

Il cosplay è un’attività che permette di uscire dalla propria routine e ciò risulta molto utile per liberare la propria immaginazione e creatività. Non si crea solo un costume, ma anche un’identità e, di fatto, un mondo che accompagna quella creazione. È quindi un buon modo per staccarsi dalla solita routine.

Il cosplayer viene inoltre introdotto in un mondo giocoso, dove ci sono nuove regole per la realtà. Il gioco è una pratica estremamente salutare e stimola anche la creatività. Solitamente, i personaggi vengono studiati prima di essere interpretati e i costumi o i travestimenti richiedono tempo e lavoro.

Nelle riunioni dei cosplayer, l’immaginazione e la fantasia regnano sovrane e permettono di interagire con gli altri in modo diverso.

Grazie a questo tipo di interazione, i problemi vengono espressi o manifestati, ma appaiono anche soluzioni o alternative che la persona non avrebbe considerato prima. Diversi modi di posizionarsi di fronte a una difficoltà possono essere proprio il segreto per superarla.

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  • Bender, S., & Peppler, K. (2019). Connected learning ecologies as an emerging opportunity through Cosplay. Comunicar. Media Education Research Journal, 27(1).