Il fascino del proibito

31 marzo 2015 in Psicologia 9 Condivisi

Sin dai tempi più remoti l’essere umano si è sentito attratto da quello che non può raggiungere. Sembra quasi che il proibito sia rivestito da un alone che ci attira irresistibilmente. In fondo, si tratta di una manifestazione quasi naturale che sorge quando qualcosa ci incuriosisce o quando desideriamo conquistare la libertà.

Dal momento in cui nasciamo, ci vengono imposti dei limiti morali, etici e sociali. Ci insegnano gradualmente ciò che possiamo e non possiamo fare sin da quando siamo bambini. I genitori sono i primi a costruire le basi per questo percorso, poco a poco tracciano delle linee rosse che non possiamo oltrepassare. Successivamente, la società continua ad aggiungere limiti a questa lista di proibizioni.

La nostra condizione di esseri umani è quella che ci spinge a sperimentare ciò che ci viene negato, perché abbiamo bisogno di conoscere l’ignoto e di valutarne le conseguenze; trasgrediamo le regole per vivere queste conseguenze in prima persona. È l’unica maniera che abbiamo a disposizione per ripetere o rinunciare di nostra volontà ad attività proibite: vedere con i nostri occhi se queste risultano per noi realmente dannose. Come diceva Oscar Wilde: “L’unica maniera per liberarsi di una tentazione è cedervi”.

La sfida di afferrare il proibito

Quando qualcosa o qualcuno si presenta davanti ai nostri occhi con l’etichetta “proibito”, è come se il nostro lato più avventuroso si attivasse immediatamente e volesse cogliere la sfida. Il divieto ci seduce e ci attrae. Se ci fermiamo per un attimo ad osservare il nostro quotidiano, potremo trovare moltissimi esempi di questa massima.

È sufficiente che il medico ci proibisca di consumare un determinato alimento perché questo si trasformi nel cibo più appetitoso per noi; un libro risveglia il nostro interesse se è stato censurato per qualche ragione; una persona ci attrae di più se è impegnata o se si presenta come un amore impossibile. È evidente che quando qualcosa ci viene proibito, la nostra mente decide di dedicarci più attenzione del normale.

Uno studio realizzato dalla University of Columbia ci svela che il desiderio per qualcosa di proibito diminuisce quando vi rinunciamo in gruppo, ovvero ci risulta più semplice rispettare i limiti quando lo facciamo in gruppo piuttosto che non individualmente. Queste conclusioni potrebbero migliorare le terapie di gruppo per aiutare determinate persone a superare certe abitudini o dipendenze.

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