Il mondo di Sofia per accostarsi alla filosofia

03 novembre, 2020
"Il mondo di Sofia" è un libro che è stato letto e amato da più di una generazione. È considerato da molti come una magnifica porta sull'affascinante mondo della filosofia. Una piccola rivoluzione quando venne pubblicato; ancora oggi, dopo numerose edizioni, è facile perdersi tra le sue pagine.

Il mondo di Sofia è una sintesi, in chiave narrativa, della filosofia occidentale. Questo formato così originale ha reso il libro noto e consigliato. Il suo stile è piacevole, semplice e più avvicinabile rispetto ai manuali classici dai passaggi lunghi e i ragionamenti pensati per chi ha già una conoscenza preliminare della materia.

Stiamo parlando di un’opera che non pretende di essere più di quanto è. E questo è già di per sé positivo, soprattutto per chi vuole avvicinarsi alla storia del pensiero. Si tratta, inoltre, di una porta d’eccezione per chi vorrà, una volta finito il libro, saperne di più.

Prima di iniziare la lettura

Il mondo di Sofia, pubblicato nel 1991, è stata una vera rivoluzione. Fino a quel momento, infatti, erano pochi i testi a presentare la filosofia come una materia alla portata di tutti o a gettare un ponte per i più curiosi.

Quest’opera ha reso il filosofo e scrittore norvegese Jostein Gaarder uno degli autori europei di maggiore successo. Tradotta in 15 lingue, fu adattata per il cinema nel 1999, con il titolo Il mondo di Sophie, dal regista norvegese Erik Gustavson.

Qualche notizia sull’autore

Jostein Gaarder ha ricevuto diversi premi per la letteratura e la narrativa giovanile, tra cui il Premio nazionale per la critica letteraria norvegese e il Premio europeo di letteratura giovanile, solo per citarne alcuni.

Le sue oltre quindici opere affrontano argomenti di interesse esistenziale e filosofico con uno stile agile e semplice. Per alcuni, Gaarder è stato “lo scrittore più venduto al mondo tra il 1985 e il 1996”.

Jostein Gaarder è l'autore de il mondo di Sofia.

Il mondo di Sofia, un romanzo che diventa libro-culto

Oltre 5oo pagine suddivise in trentacinque capitoli espongono in modo dinamico e concreto duemila anni di filosofia.  Vi sarà capitato di porvi domande quali “chi sono?”, “che cos’è un essere umano?”, “non è ingiusto che la vita debba finire prima o poi?”, “non è triste che spesso bisogna ammalarsi per capire quanto sia bello vivere?”, “da dove viene il mondo?”.

Sono solo alcuni interrogativi che occupano il pensiero di Sofia e che prendono avvio da una lettera misteriosa scritta da chi, a quanto pare, è un filosofo. Così la storia si sviluppa intorno al personaggio di Sofia Amundsen, una ragazzina che deve compiere quindici anni.

L’argomento centrale è la formazione della sua identità a partire dal dialogo che va intrecciando con l’autore delle lettere misteriose. Lettere che cercano di soddisfare le sue domande. La ragazzina resterà via via più incuriosita dalla complessità dell’essere umano e del mondo che la circonda. 

Verranno affrontati temi come: “Che cos’è la filosofia?”, “I filosofi della natura”, “Scienza della storia e scienza della medicina”, “Chi era Socrate?”, “Platone“, “Aristotele”, “Religione, filosofia e scienza”, “Neoplatonismo”, “Il romanticismo” e altri. Come si può intuire, non è un romanzo da leggere tutto d’un fiato, bensì richiede tempo per essere digerito. 

Libro aperto sul tavolo della biblioteca.

Un frammento dal libro Il mondo di Sofia

Per stimolare il vostro interesse alla lettura del libro, vi lasciamo un frammento tratto dal capitolo sull’ellenismo. Vi aiuterà a capire se è uno stile che vi può piacere.

(…) Si dice che più di una volta Socrate, osservando la grande quantità di merci in vendita su una bancarella, commentò: «Di quante cose non sento il bisogno!»

Questa affermazione potrebbe essere usata come motto della filosofia cinica, che venne fondata ad Atene da Antistene, intorno al 400 avanti Cristo. Antistene era stato allievo di Socrate ed era rimasto colpito dalla sua parsimonia e dalla sua moderazione.

I cinici affermavano che la vera felicità non si ottiene grazie alla ricchezza, al potere politico o a una salute di ferro, bensì disprezzando le cose esteriori, casuali ed effimere. Tutti, quindi, possono raggiungere la felicità e, una volta ottenuta, non la si può perdere.

(…)

Al giorno d’oggi, i termini «cinico» e «cinismo» vengono usati per indicare un atteggiamento indifferente e insensibile verso gli atri esseri umani.

Dopo i cinici, molti i filosofi hanno recuperato questa idea di felicità. È seducente pensare che riducendo il numero di elementi da cui dipendiamo (di cui abbiamo bisogno), saremmo più vicini a sentirci completi. In questo modo diventerebbe più facile fissare degli obiettivi o non sentirsi schiacciati dai propri desideri.

Questo è solo un assaggio del libro che ha sedotto diverse generazioni e ha convinto molti a studiare la filosofia, oltre a togliere dai guai quanti, tra gli insegnanti, non riuscivano ad avvicinare con facilità gli altri a questa materia.