Il MUM effect: cos'è e come influisce su di noi

Il MUM effect si riferisce alla difficoltà riscontrata al momento di comunicare una cattiva notizia, nonché alla tendenza a resistere a queste ultime. Ma cosa sappiamo di questo fenomeno sociale? Perché si manifesta?
Il MUM effect: cos'è e come influisce su di noi

Ultimo aggiornamento: 02 dicembre, 2020

Nel quadro della psicologia sociale sono tanti i fenomeni interessanti che ci aiutano a capire perché agiamo in un determinato modo quando ci rapportiamo agli altri. Il MUM effect è uno di questi e descrive il fenomeno per cui si mostra una certa resistenza alle cattive notizie a causa delle possibili conseguenze.

Il contesto sociale condiziona il nostro modo di agire e questo si spiega, tra l’altro, con l’influenza esercitata dagli altri sul nostro comportamento e sul nostro modo di pensare o di percepire.

Come vedremo, ciò è strettamente relazionato a un effetto molto frequente volto a prevenire il senso di colpa e a tutelare la nostra autostima: il MUM effect.

Chi è umile influisce sugli altri, nel bene o nel male.

-Henry Ward Beecher-

Donna pensierosa sul divano.

Cos’è il MUM effect?

Il MUM effect si produce quando ci opponiamo alla condivisione di cattive notizie, arrivando persino a distorcerle o a mascherarle affinché non risultino troppo dolorose.

Ciò implica una certa reticenza a comunicare eventi spiacevoli per paura di essere associati a essi (ovvero che siamo in qualche modo artefici degli stessi). Questa paura, inoltre, si fonda sul timore di risultare meno attraenti.

Questo effetto si produce dinnanzi a qualunque tipo di notizia negativa; per esempio, la morte di qualcuno, un incidente, una condizione medica critica o compromessa, ecc. Il MUM effect, inoltre, si produce in qualunque circostanza e a prescindere dal destinatario della notizia (familiari, amici, il partner).

Sebbene si tratti di un fenomeno molto comune, non possiamo dire che sia universale; un chiaro esempio di ciò sono i miti, i pettegolezzi o i telegiornali: non avete la sensazione che trasmettano sempre cattive notizie?

In che modo ci condiziona?

il MUM effect si verifica soprattutto quando le cattive notizie condizionano o coinvolgono il nostro benessere o quello del nostro interlocutore. Ma in che modo?

Nel comunicare una cattiva notizia, ne modifichiamo inconsciamente il messaggio affinché risulti più piacevole. Come anticipato, questo succede per paura di essere associati a tale notizia, come se avessimo a che fare con essa, anche se è del tutto irrazionale.

Chi per professione deve dare spesso cattive notizie, i medici per esempio, è senz’altro più resistente a questo effetto ed evita di alterare il messaggio. Fa parte del suo lavoro e non può distorcere la realtà, ma ciò non significa che non soffra.

Siamo esseri umani ed è normale provare questa paura, questo malessere e sentirsi a disagio. Chi ama dare brutte notizie? Probabilmente nessuno.

Ebbene, con l’effetto MUM cerchiamo di ridurre questa paura e il possibile dolore che potremmo causare agli altri comunicando loro la brutta notizia.

Cause del MUM effect

Perché si verifica questo fenomeno? Abbiamo anticipato che dipende dalla paura di apparire meno attraenti agli occhi altrui. Ma per quale motivo? Perché vogliamo piacere agli altri?

Secondo le teorie del rinforzo (Lott e Lott, Byrne), si produrrebbe una forma di attrazione verso le persone presenti o le cui azioni sortiscono un certo effetto, positivo o negativo, su di noi. Al di là delle teorie del rinforzo, piacere agli altri è un desiderio universale.

D’altra parte, una distorsione cognitiva influenza il nostro punto di vista sulla realtà: la cosiddetta “convinzione che possa esistere un mondo giusto”. Nutriamo così l’idea irrazionale che il corso degli eventi debba essere giusto con tutte le persone coinvolte oppure che “ognuno ha ciò che si merita”.

Questa convinzione infondata potrebbe spiegare perché siamo restii a dare cattive notizie a coloro che pensiamo non se lo meritino.

Perché non vogliamo dare cattive notizie?

Tornando al MUM effect, a nessuno piace dare brutte notizie. Ma perché? La scienza ci dice che alcuni dei motivi che spiegano questa tendenza sono:

  • Ci preoccupiamo per il nostro benessere, quindi vogliamo evitare di sentirci in colpa quando comunichiamo una brutta notizia.
  • Non vogliamo ferire gli altri e questo potrebbe essere spiegato perlopiù con l’empatia.
  • Ci serviamo di alcune norme sociali come linee guida per i nostri comportamenti (abbiamo una serie di idee su “come fare bene le cose”).
  • Ci preoccupa (o ci spaventa) essere associati alla brutta notizia da noi comunicata e, di conseguenza, di risultare meno simpatici.
Uomo che non parla per il mum effect.

Non esistono formule magiche per dare brutte notizie

Non esistono regole universali che indichino comportamenti sempre validi. Lo stesso vale con le brutte notizie: non esiste un protocollo perfetto né una formula magica per comunicarle tale da attutirne del tutto l’effetto negativo.

Ciononostante, il Protocollo Baile-Buckman, pubblicato nel 2006 su una rivista medica, ci offre alcune pratiche idee su come riuscirci.

Ebbene, il MUM effect probabilmente esiste da sempre, proprio per questa tendenza umana a voler evitare di ferire gli altri. Questa inclinazione potrebbe essere spiegata perlopiù con il desiderio di essere accettati e di preservare un buon livello di autostima. Anche l’empatia potrebbe spiegare questo fenomeno.

Per concludere: preferiamo dare belle notizie agli altri, perché ci piace essere associati a eventi positivi!

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  • Álvaro, J. L., Garrido, A. & Torregrosa, J. L. (1996). Psicología Social Aplicada. Madrid: McGraw-Hill.
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