Il peso dell’autosabotaggio

· 14 marzo 2017

L’autosabotaggio comprende tutte quelle azioni che realizziamo per offuscare o annullare i nostri obiettivi. Questi obiettivi repressi sono esattamente quelli che ci permetterebbero di ottenere risultati importanti nella vita e sfiorare il successo. Le forme più comuni di autosabotaggio includono condotte come l’indecisione, la posticipazione, le dipendenze di qualsiasi tipo, come dormire poco o mangiare in eccesso.

D’altro canto, le persone si autosabotano anche quando negano i propri sentimenti, quando si paragonano agli altri per sentirsi inferiori o quando avviano relazioni che le demoliscono emotivamente. In molti casi questo comportamento deriva dal fatto che si ignora quello che si vuole o di cui si ha bisogno.

Ci sono persone che si sottomettono a diete rigide per perdere peso e godere di buona salute, che accompagnano addirittura ad esercizio fisico. Tuttavia, a fine giornata si autosabotano mangiando cibo spazzatura in abbondanza, e molte volte in eccesso, trovando qualsiasi scusa. Il risultato finale è che mandano all’aria lo sforzo fatto durante il resto della giornata.

In altri casi, ci prepariamo scrupolosamente per ottenere una promozione al lavoro, perché consideriamo seriamente la possibilità di migliorare la nostra qualità di vita o perché siamo impazienti di affrontare sfide maggiori. Tuttavia, al momento di realizzare il desiderio per cui abbiamo lavorato tanto, giunge l’autosabotaggio.

Veniamo assaliti da uno stato di indecisione e di angoscia che ci fa desistere dall’idea iniziale e continuiamo come prima: i dubbi sulla nostra effettiva preparazione, sulle nostre reali capacità finiranno per farci rimanere nel posto che occupavamo all’inizio, senza ulteriori responsabili della nostra staticità se non noi stessi.

Origine dell’autosabotaggio

Quando ci riproponiamo di raggiungere una meta e sabotiamo il nostro progresso, compromettiamo seriamente la nostra autostima. Nel fondo, ad imporsi è una paura dalla natura inconscia. È, sicuramente, il risultato di un’esperienza negativa acquisita durante l’infanzia che non siamo ancora riusciti a chiarificare e, men che meno, risolvere.

Molti di questi modelli di condotta hanno origine durante l’infanzia. Probabilmente sono associati con il tipo di rapporto che avevamo con il genitore di sesso opposto, ovvero tra una bambina e suo padre oppure tra un bambino e sua madre. Eravamo il centro dell’attenzione del nostro genitore del sesso opposto, mentre l’altro genitore veniva messo da parte.

Da questa ipotesi, che consideriamo reale, derivano due conseguenze. La prima è che non possiamo essere il partner del nostro genitore, nonostante vi sia un forte desiderio inconsapevole di esserlo. La seconda è che si genera un insostenibile senso di colpa perché abbiamo messo da parte sul piano affettivo il genitore del nostro stesso sesso. In un senso o nell’altro, se partecipiamo in questa dinamica sin da piccoli, ci faremo carico di un peso che non esiste, ma che avrà effetti sulla realtà agendo come una potente zavorra.

Come evitare l’autosabotaggio?

La prima cosa da fare è essere consapevoli di autosabotarsi. Non è facile come sembra, perché ricordiamo che si tratta di un comportamento inconsapevole. Il fallimento all’inizio ci fa provare colpa e frustrazione. Tendiamo ad essere implacabili con le valutazioni che facciamo di noi stessi e dei nostri risultati. Per questo motivo, risulterebbe positivo essere flessibili e cercare di identificare con maggiore precisione cosa ci induce a fallire.

Ci resta da identificare con chiarezza il problema. Convincerci che siamo davvero bravi in qualcosa e che meritiamo questo qualcosa che migliorerebbe significativamente la nostra vita. Anche se abbiamo paura di fallire, sembra che tutti i nostri sforzi si incamminano affinché si verifichi quello che non vogliamo.

Bisogna aggiungere, anche se risulta paradossale, che le persone falliscono dopo aver trionfato. Così il risultato iniziale genera momentanei sentimenti di soddisfazione e piacere. Poi, però, si trasformano in stato di angoscia e, in alcuni casi, arrivano a somatizzarsi. Questa situazione sparisce quando si distruggono i risultati ottenuti con tanto sforzo.

Punti chiave per non autosabotarsi

È importante riconoscere cosa vogliamo nella vita, per questo bisogna stabilire obiettivi specifici. Non c’è niente di male a permettersi di sognare in grande e superare le proprie paure sapendo che nulla ci proteggerà dalle delusioni. Ogni sfida costituisce un’esperienza nuova ed un rischio calcolato che bisogna correre per guadagnarci in fiducia, per raggiungere i propri propositi.

Risulta fondamentale rimuginare meno sulle idee ed agire di più. Da ciò l’importanza di un dialogo interiore e riflessivo che allontani dai pensieri catastrofici. L’idea è liberarsi di tutte le zavorre che frenano nell’intento di raggiungere le proprie mete, di realizzare i propri sogni.

Infine, realizziamo esercizi di onestà con noi stessi. Siamo molto abili ad autosabotarci e ad incolpare gli altri oppure a cercare scuse quando non riusciamo ad ottenere quello che vogliamo. Per questo motivo, è bene adattarci, governare la nostra vita ed assumerci la responsabilità che deriva da ogni nostra decisione.