Il programma SCIENCE di M. Mahoney

Il programma SCIENCE aiuta ad allenarsi alla risoluzione dei problemi. Uno strumento elaborato da M. Mahoney che richiede la partecipazione attiva della persona in 7 tappe.
Il programma SCIENCE di M. Mahoney

Ultimo aggiornamento: 13 maggio, 2021

Il programma SCIENCE è volto alla risoluzione dei problemi insegnando alla persona a osservare, analizzare e valutare le possibili alternative dinnanzi a un dilemma. Lo scopo è che tale valutazione escluda l’ansia e lo stress che di solito caratterizzano la gestione di questioni importanti per l’individuo.

Il programma SCIENCE di M. Mahoney, che rientra nella corrente della psicologia costruttivista, è inquadrato nel gruppo dei protocolli che aiutano la persona ad acquisire abilità di analisi, individuazione e risoluzione dei problemi, modificando aspetti come la condotta o i pensieri.

Il costruttivismo vede le sue origini in autori come Piaget e nella sua epistemologia genetica, il cui obiettivo era la ricerca delle origini delle cognizioni dell’essere umano.

La base di partenza era la considerazione dell’essere umano in quanto agente attivo -non passivo o “paziente”- nel processo di acquisizione delle abilità e delle conoscenze, ed esecutore del cambiamento.

Questo significa che l’essere umano non è semplicemente la somma di condizioni casuali su cui non ha alcun potere. L’uomo è artefice di se stesso grazie al suo relazionarsi in modo dinamico al contesto in cui si muove.

Il costruttivismo sostiene che qualunque forma di conoscenza deriva da una precedente consapevolezza. Piaget affermava che tutto ciò che è nuovo si costruisce sulla base di conoscenze pregresse e che di solito lo supera per completarsi e per completare.

Sin da piccoli iniziamo a dare forma, poco per volta, a schemi mentali dai quali derivano il nostro modo di pensare, di percepire, dunque di agire.

Visto che gli schemi prendono forma durante l’infanzia, questi si ripetono in autonomia, deviando le interpretazioni, come i pensieri irrazionali dei modelli cognitivo-comportamentali.

Ecco perché la persona impara ad agire, mentre alcuni schemi piuttosto che altri interferiscono con quella determinata azione. Alcuni esempi di schema potrebbero essere l’abbandono, il fallimento o la magnificenza. 

Donna preoccupata per il suo partner.

La scienza personale di Mahoney

Per progettare il suo programma SCIENCE di risoluzione dei problemi, Mahoney parte dal costruttivismo. Sostiene che ogni individuo abbia un modo personale di costruire, che risponde in modo coerente alla sua identità, al suo Io.

Questo modo di costruire sembra ripetersi nel tempo grazie a strutture che hanno preso forma nel passato e che tutt’oggi sono attive. Ecco perché Mahoney battezza questo programma SCIENCE.

Riconosce nell’essere umano un vero scienziato della sua personale condotta conflittuale -o almeno di quella in cui in quel dato momento sembra essersi incastrato- in modo tale che alla fine del processo diventi in grado di attuare i cambiamenti utili a risolvere il conflitto.

Fedele alle sue radice costruttiviste, il programma SCIENCE richiede la partecipazione attiva durante l’allenamento e l’applicazione; questo perché mette nelle mani della persona in questione le emozioni, l’autocontrollo e l’autoregolazione. La responsabilità di impegnarsi e padroneggiare l’indirizzo delle sue reazioni è sua responsabilità.

Mahoney sostiene che l’origine di questi problemi dipenda da una discrepanza tra “ciò che è” e ciò che “dovrebbe essere”. Dunque, ubica il problema in una data situazione, in un dato pensiero o in un determinato atteggiamento.

Protocollo SCIENCE: sigle e ordine di applicazione

Mahoney presenta il suo programma associando a ogni sigla della parola “science” (in italiano, “scienza”), le linee guida da seguire per una risoluzione ottimale dei problemi. Queste sigle corrispondono a:

  • Specify (S): specificare. Individuare in generale il problema da risolvere. Questo può derivare da reazioni emotive forti, pensieri ansiogeni, conseguenze di un comportamento.. In questa fase si cerca di determinare l’elemento che genera stress.
  • Collect (C): raccogliere. Prima di cercare delle soluzioni, o persino di prendere decisioni sbagliate o controproducenti, bisogna cercare le informazioni. Capita spesso di non sapere cosa sta succedendo, il fatto di non capire perché la realtà non risponde alle aspettative, oppure sbagliarsi nella determinazione del problema che si vuole risolvere.

Ecco perché ci si concentra particolarmente sulla scienza personale, sulla conoscenza di sé e sull’individuazione di ciò che non funziona. Per riuscirci, si potrebbe partire da esercizi di psicologia positiva, con particolare attenzione al disegno di schemi o piani di azione, oltre che ai pensieri distorsivi che potrebbero insorgere..

  • Identify (I): identificare. Mediante tecniche come l’analisi funzionale dei modelli cognitivo-comportamentali possiamo individuare le cause dalle quali si presuppone possa derivare la problematica in questione. Questo permette di studiare i fattori normativi propri della persona, quelli ambientali del contesto, di protezione, di rischio.
  • Examinate (E): esaminare. Ottenute tutte le informazioni, si mira a una soluzione in grado di ridurre la distanza tra ciò che “deve essere” e ciò che “è”. Queste soluzioni aspirano non solo ad adattarsi alla natura del problema, ma anche al modo di essere e all’identità della persona.

Ecco perché il lavoro precedente sugli schemi e la ricerca di informazioni sono così importanti. Possiamo barattare diverse soluzioni e metterle in pratica. L’errore non penalizza visto che parliamo di scienza personale e qualunque azione viene intesa come un’opportunità di crescita.

Le altre sigle e il programma SCIENCE

  • Narrow (N): delimitare. Allo stesso modo, nella ricerca della nostra “scienza personale”. Mahoney propone di mettere in pratica la soluzione scelta come fosse un esame o un esperimento. Se non funziona, ne cercheremo un’altra. Si richiede semplicemente che la persona sperimenti.
  • Compare (C): mettere a confronto. Una volta attuata questa soluzione, si richiede all’individuo di osservare il proprio punto di partenza -quello da cui ha iniziato, ovvero il momento in cui si era presentato il problema- e di metterlo a confronto con il momento presente, in modo da decidere se la soluzione è valida. Non deve aver necessariamente risolto il problema, bensì aver migliorato la situazione o averla cambiata.
  • Extend (E): espandere. In quest’ultima fase, Mohoney propone di passare al setaccio questa soluzione, modificarla o sostituirla in caso di esito negativo dal confronto. Qualora la soluzione avesse risolto efficacemente il problema in questione, allora l’ideale sarebbe estenderne l’applicazione a possibili problemi simili futuri.
Uomo guarda dal finestrino.

In tal modo l’individuo potrà contare su un ventaglio di soluzioni dei problemi che sia adatto ai suoi schemi personali, alla sua storia di apprendimento e ai tentativi-errori che fanno parte della sua esperienza anziché lasciarsi guidare da soluzioni generalizzate e standardizzate.

Il processo di modellamento, il rafforzamento dei processi sulla base di approcci o sulla realizzazione progressiva di azioni, o l’acquisizione di abilità di autovalutazione potrebbero essere strategie complementari in grado di migliorare la nostra capacità di risolvere problemi.

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