Il sesso non è un fatto naturale, ma culturale

· 16 gennaio 2017

Quante volte abbiamo sentito parlare di “sesso naturale” e di “sesso antinaturale”? Definizioni elaborate sulla base di pregiudizi che per anni ci hanno perseguitato. In un’epoca più lontana da quella attuale, si pensava che i rapporti sessuali avessero solo una finalità riproduttiva. Con il tempo, si è diffusa e sostenuta l’idea che è naturale che l’essere umano pratichi il sesso per mero piacere.

Tuttavia, la “naturalità” del sesso non è così come la percepiamo. Crediamo che questo concetto implichi libertà, ma in realtà non è così. Credete di essere liberi quando avete dei rapporti sessuali? Pensate di non avere alcun limite? Niente di più lontano dalla realtà. La cultura ha un peso importante.

La cultura influenza il sesso più di quanto pensiamo.

Il sesso non è naturale, è normale

Quando diciamo che il sesso è naturale, in realtà stiamo dicendo che non viene visto come una cosa strana, ma è un atto totalmente normale, valido e accettabile. La parola “naturale”, però, si riferisce alla natura, come sostiene Valérie Tasso, scrittrice e sessuologa, in diverse conferenze a cui ha partecipato.

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Il sesso è naturale negli animali. Non sono influenzati dalla cultura, non vengono educati in base a determinate credenze o principi. Gli esseri umani, invece, sì. La nostra concezione delle relazioni con gli altri o la nostra visione del mondo non sarebbero quelle che sono se fossimo nati in un paese diverso. Per questo motivo, riteniamo importante riportare alcuni aspetti della teoria di Valérie Tasso:

  • Il sesso è un valore per noi, qualcosa in più rispetto agli animali, ci rende umani: pensiamo a quanto abbiamo riflettuto sulla “prima volta”. Abbiamo dei principi o valori in mente che ci condizionano.
  • La morale non è universale, se così fosse, tutti seguiremmo le stesse pratiche sessuali: giapponesi, arabi, americani. Tutti sono diversi per quanto riguarda il sesso perché i costumi e le regole non sono gli stessi in tutto il mondo.

D’altra parte, siamo noi a pensare che il sesso ci renda più animali. Perciò nascono i pregiudizi, le persone si reprimono e si preoccupano di ciò che è giusto o sbagliato, permesso o vietato, “naturale” o meno. Chi stabilisce tutto questo? Senza dubbio la cultura.

Il sesso nella cultura

Il sesso è un atto culturale, come andare ad una mostra al museo. Tutti lo provano da giovani. Non è forse vero che non fate sesso al parco in pieno giorno solo perché non vi va? Che riservate i momenti di piacere all’intimità? Questo perché vi hanno insegnato come avere rapporti sessuali.

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Questo è, però, un problema. Pensate a quando visitate un paese straniero e si verificano i cosiddetti shock culturali. Vale anche per il sesso. La storia di ogni paese è diversa, dunque anche la sua gente lo è. In alcuni posti, ad esempio in Giappone, si dice che gli uomini siano molto freddi. Invece gli uomini latini vengono descritti come passionali. Ci sono grandi differenze che si basano sulla cultura di ogni paese. In altre parole, ciò che ci arricchisce come esseri umani.

Senza dubbio, tutto quello che riguarda il sesso è fortemente legato alle credenze religiose. Che vi consideriate atei o agnostici, il posto in cui siete nati ha una tradizione giudeocristiana, sintoista o di altra natura. Questa tradizione è che ciò di cui si impregna la cultura che ci condiziona. Quella che determina il modo in cui vediamo e viviamo le relazioni.

Credevate che la sessualità fosse naturale? Pensavate di vederla e viverla in modo libero e incondizionato? Alla fine il sesso è come andare a teatro. Una volta ci andate con una persona, poi con un’altra e la terza volta con due persone. Andate a vedere un musical o un’opera teatrale. Tutto ciò che viene rappresentato nell’interiorità è influenzato da ciò che c’è fuori.

Immagini per gentile concessione di Tatyana Ilieva.