Anelli, scarpe o relazioni: se stringono, non sono della misura giusta

4 settembre 2016 in Psicologia 40 Condivisi

Se stringe, non è della misura giusta per voi. Questa frase può essere applicata a qualsiasi cosa che, in un modo o nell’altro, deve adattarsi a noi, che si tratti di capi di abbigliamento, relazioni, amicizie o altro. La maggior parte di noi si riconoscerà in una situazione in cui ci innamoriamo di un vestito in vetrina, entriamo nel negozio e ci dicono che non c’è della nostra taglia. Allora chiediamo una taglia più grande o più piccola per vedere se abbiamo un po’ di fortuna.

Spesso ci ostiniamo a farci andare bene qualcosa e non ci rendiamo conto che, in realtà, ci sta facendo male. L’inerzia, i messaggi negativi che ci invia la società, le aspettative, le opportunità. Tutto ciò, tradotto in una relazione disfunzionale, non può che finire in un solo modo: apportando dolore.

La causa di queste situazioni è la mancanza di amore, ma non di un amore qualsiasi, bensì dell’amor proprio. Mettere da parte le proprie speranze e aprire gli occhi per rendersi conto che i sentimenti positivi non sono mai accompagnati dalla sottomissione è una vera e propria vittoria.

Maturare e crescere

L’amore non si elemosina: se non vi amano, non implorate

L’amore non si elemosina né si implora. Se non vi amano, impegnarsi perché lo facciano è un suicidio emotivo assicurato. Non possiamo aspettarci che avvenga un miracolo e che l’amore sorga dal nulla. E di certo non possiamo mantenere quelle aspettative a discapito della nostra salute emotiva e della nostra libertà.

Si tratta di una conseguenza dell’educazione che riceviamo. Per esempio, siamo stanchi di vedere che in televisione continuano a trasmettere sempre più film che parlano della dipendenza e che mostrano che l’amore è in grado di superare ogni ostacolo.

La realtà è ben diversa, una relazione troppo stretta e che fa male ci impedisce di crescere e di respirare in libertà. È semplice, è come se stessimo affogando, come se dovessimo riemergere dall’acqua. Tuttavia, uscire da una relazione complicata non è facile e, soprattutto, fa molta paura…

Barca che naviga fino alla morte

Cicatrizzare le ferite delle relazioni troppo strette

Le perle e le ostriche rappresentano una bellissima realtà che può essere utile per capire come sanare nel modo giusto le ferite nate da una relazione d’amore o di amicizia troppo stretta. Vediamo di cosa si tratta.

A questo proposito, la prima cosa da sapere è che un’ostrica che non è mai stata ferita non può produrre una perla, perché le perle sono le ferite cicatrizzate di questi molluschi. Le perle, dunque, sono il risultato del dolore, dell’ingresso di una sostanza estranea o indesiderata dentro l’ostrica, come può essere un parassita o un granello di sabbia.

Dentro l’ostrica troviamo una sostanza brillante conosciuta come madreperla. Quando un granello di sabbia entra nel mollusco, le cellule della madreperla si mettono in moto e lo ricoprono con diversi strati, proteggendo così il corpo indifeso dell’ostrica. Il risultato è una splendida perla.

Ora che conoscete questo processo, potete usarlo come una metafora. Cicatrizzare le ferite non è per niente facile, ma è l’unica strada che ci permetterà di chiudere un periodo doloroso della nostra vita.
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In una situazione difficile dal punto di vista emotivo è normale sentirsi come se il nostro mondo stia crollando, come se avessimo toccato il fondo, come se non riuscissimo più a dare un equilibrio alla nostra vita senza quella persona o quel gruppo di relazioni che avevano tanta importanza per noi.

Bambina con barattolo pieno di cuori

Nonostante ciò, possiamo usare proprio quella “debolezza” che tanto ci spaventa per darci forza. Per spiegare questo concetto, faremo riferimento a una tecnica giapponese conosciuta come Kintsugi e usata per riparare la ceramica rotta. Consiste nel rimettere insieme i frammenti di ceramica rotta usando l’oro, in modo da trasformare ciò che un tempo era rotto nella caratteristica più bella e forte dell’oggetto stesso.

Facendo uso della saggezza orientale per comprendere questo concetto, capirete anche che quello che ci ha fatto soffrire è anche fonte di valore. Anzi, c’è di più, perché la bellezza della nostra rottura dipende da ciò che approfondiamo dentro di noi e da come lavoriamo sul nostro dolore.

Per questo motivo, vi consigliamo di rivestire d’oro le ferite della vita, di accettare la necessità di chiudere i cicli e di dire addio e di non complicarvi la vita cercando di entrare in un vestito che non va bene per voi.

Cercare di riscrivere un libro con una storia che, ormai, non ha un futuro, significa ingannare se stessi. Per questo motivo, dobbiamo essere coscienti del fatto che una ferita non guarirà mai se continuiamo a toccarla.

Forse sulla nostra pelle resteranno delle cicatrici, è normale, ma saremo sempre in grado di sfoggiarle con orgoglio e, soprattutto, in tutta libertà, senza che niente e nessuno ci vada stretto.
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