Impotenza sessuale maschile: siamo troppo esigenti?

· 16 maggio 2017

Il tema dell’impotenza sessuale maschile preoccupa al giorno d’oggi un numero sempre più elevato di uomini. L’incapacità di raggiungere e mantenere un’erezione che consenta una relazione sessuale di qualità e soddisfacente per entrambi i membri della coppia rappresenta per la persona che ne soffre un forte senso di frustrazione e di svalutazione di se stessa.

Sono proprio il forte peso che si dà all’argomento e l’eccessiva preoccupazione ad esso che determinano il protrarsi dell’impotenza e del senso di sprofondamento che affligge chi ne è vittima. 

Nonostante di norma colpisca maschi adulti in età avanzata, la disfunzione erettile non riguarda soltanto l’età. Uno su quattro delle persone con questo problema ha, infatti, meno di quarant’anni, secondo quanto rilevato da uno studio portato a termine presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e pubblicato sulla rivista The Journal of Sexual of Medicine.

Come mai anche gli uomini più giovani possono soffrire di impotenza, quando vivono un’età in cui dovrebbero essere al culmine della loro virilità? Nonostante lo stile di vita abbia molto a che vedere in questo senso, sembra che il fenomeno sia strettamente legato al fatto che il sesso viene sempre più spesso divinizzato e posto su un piedistallo. Pensieri come “Devo avere una prestazione da campione” o “non posso deludere la mia compagna” potrebbero essere alla base del fenomeno dell’impotenza sessuale.

Un “devo” distruttivo

Lo stress con cui ci troviamo a fare i conti al giorno d’oggi è all’origine di moltissimi patologie psicologiche – e non solo –, come per l’appunto il mal funzionamento degli organi sessuali. Sebbene sia vero che i fattori di rischio legati all’impotenza siano vari, come l’obesità, il tabagismo o l’abuso di alcol, sembra che la causa principale sia legata al fenomeno dell’auto-esigenza. In altre parole, l’impotenza sessuale nasce da un problema psicologico più che fisico.

La vera causa dell’impotenza è la divinizzazione del sesso, l’averlo posizionato su un piedistallo. Anche se è vero che il sesso comporta un’infinità di benefici sia a livello personale sia per la relazione di coppia, non dovrebbe occupare il primo posto nella scala dei valori di un uomo.

L’idealizzazione del sesso, della quale è in certi termini responsabile l’industria pornografica, non fa altro che seminare esigenze mentali quali “devo fare”, “devo raggiungere l’orgasmo”… Nel momento in cui tali pretese non vengano soddisfatte, l’uomo si trasforma automaticamente in un “uomo di poco valore”, incapace di rendere felice una donna, un fallito. L’uomo tende a ragionare secondo l’idea che non possa sbagliare, ed è proprio il terrore di fallire a generare l’impotenza.

Questo tipo di pretese sono il risultato della cattiva educazione sessuale ricevuta, oltre che dei preconcetti, che di realistico hanno ben poco, che circolano nella società con la stessa leggerezza dei batuffoli di polvere. È un’idea di questo tipo quella che afferma che l’uomo sia il responsabile del piacere di una donna.

Qual è il risultato di queste esigenze e del valore che tolgono se non si realizzano? Ebbene, nient’altro che ansia. Un’ansia che come tutti sappiamo ci impedisce di scioglierci e godere appieno. L’ansia, frutto di simili assurde pretese, ci blocca mentalmente e si trasmette nel corpo. È un’emozione che alimenta se stessa.

Il sistema nervoso parasimpatico è il responsabile dell’erezione. Si tratta della parte del sistema nervoso incaricata di rilassare e far riposare il corpo a seguito di uno sforzo. Sebbene si tenda a collegare l’erezione con l’eccitazione, la verità è che affinché si produca la persona deve essere rilassata. Soltanto in questo caso si consente ai corpi cavernosi di riempirsi di sangue provocando l’erezione.

Il problema, tuttavia, risiede nel fatto che quando percepiamo un pericolo e reagiamo provando ansia, attiviamo il sistema nervoso simpatico, il cui compito è attivare l’organismo per sopravvivere – inibendo così quello parasimpatico. È a questo punto che si verifica la disfunzione, dato che l’organismo dà la priorità alla sopravvivenza piuttosto che all’atto sessuale.

Cosa fare per disfarsi dell’impotenza?

La prima cosa che si può fare è accettare quello che sta succedendo. Ricordate che più aumentano l’ansia e gli sforzi per riuscirci, più aumenterà l’impotenza. Occorre, dunque, uscire da questo circolo vizioso e per farlo, è bene cominciare con l’accettarsi.

Una volta accettati i fatti, bisognerà renderli normali, parlando con il proprio partner o magari con un amico, oltre che svolgendo alcuni esercizi appositi per risolvere il problema. Naturalmente senza pretendere troppo da voi stessi, altrimenti sarete al punto di partenza.

Uno degli esercizi a livello cognitivo consiste nel modificare le proprie convinzioni e idee sbagliate riguardo l’erezione e il sesso.

Per riuscirci, potrete cercare informazioni oppure consultare un esperto in grado di smontare tutte le vostre credenze irrealiste sul tema. Potrete riuscirci anche da soli, cambiando i vostri “devo” e “dovrei” con “mi piacerebbe” e “preferirei”.

A livello comportamentale, praticherete con il vostro partner la cosiddetta intenzione paradossa. Questa tecnica consiste nell’obbligare se stessi a non avere un’erezione o una relazione sessuale completa. L’obiettivo è quello di scambiarsi massaggi volti al piacere sessuale, ma senza volersi spingere oltre. Se l’esercizio è fatto in modo corretto, la cosa più probabile è che l’erezione sorga spontanea poiché ci si è lasciati andare senza farsi sopraffare dall’ansia.

Infine, non è mai di troppo praticare qualche tecnica di rilassamento, come lo yoga o la mindfulness, pensati per concentrare la mente sul presente e attivare il sistema nervoso parasimpatico.

Se siete affetti da questo problema, non nascondetevi e non provate vergogna, altrimenti non lo supererete mai. Consultatevi con uno specialista e praticate questi esercizi. Vedrete che l’impotenza sparirà e la fiducia in voi tornerà a crescere; riprenderete a provare piacere, se non altro, come prima.