Cosa può insegnarci una persona introversa

27 aprile 2016 in Psicologia 68 Condivisi

Durante gran parte della sua infanzia, Albert Einstein non si distinse per essere un alunno particolarmente brillante, quanto più per le sue qualità di persona introversa. Tuttavia, con il passare del tempo e con l’avanzare del suo lavoro, finì per lasciare alla storia un bagaglio scientifico fra i più importanti del ventesimo secolo. Uno progresso teorico nel campo della fisica che soltanto un genio come lui avrebbe potuto portare avanti.

Sono state scritte varie biografie sulla sua vita e tutte concordano su un aspetto: la sua personalità fortemente introversa. Esistono molti altri personaggi, come Einstein, noti per la loro creatività ed intelligenza, ma caratterizzati da un carattere chiuso ed introverso, come Bill Gates o Ghandi.

L’introversione e l’estroversione non sono, però, categorie a sé stanti, talvolta si confondono; esistono infatti persone estroverse che a seconda delle situazioni possono mostrarsi timide, così come persone introverse con alcuni tratti di vivacità, socievolezza e altre qualità tipiche di chi è estroverso.

Studi su introversione ed estroversione

Il primo a studiare i concetti di introversione ed estroversione fu Carl Jung. Nel suo libro Psychologische Typen (Tipi Psicologi), Jung fa riferimento ai due modi d’agire che definiscono ciascun individuo: un atteggiamento orientato verso l’esterno, gli altri e la società, ed uno che si focalizza invece sull’ambito privato. Questi due modi di agire descrivono i due tipi psicologici: l’introversione e l’estroversione.

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Jung, inoltre, collega ciascun tipo psicologico ad un archetipo. L’introversione viene associata all’archetipo Apollo (caratterizzato dall’introspezione, dalla razionalità e dalla misura), mentre l’introversione si ricollega all’Archetipo Dionisio (noto per il disordine, la ricerca del nuovo e l’interesse per le sensazioni).

In seguito, lo psicologo tedesco Hans Eysenck portò avanti gli studi relativi al tema facendo però riferimento al metodo scientifico. Eysenck si focalizzò sulle basi biologiche e genetiche dell’essere umano, vale a dire tutto ciò che non si impara mediante l’esperienza, ma che si esprime attraverso le modalità di adattamento al proprio intorno.

Per questo motivo, Eysenck definisce la relazione tra introversione ed estroversione come una dimensione del temperamento presente in tutti gli individui, la quale viene definita dalla nostra fisiologia, in base al grado di eccitazione o inibizione di fronte agli stimoli esterni.

Cosa c’è da apprendere da una persona introversa

L’università di Harvard ha realizzato una ricerca volta ad analizzare i possibili modelli di riferimento dei cervelli di persone identificate come introverse. Durante lo studio è emerso che le persone introverse possiedono una maggiore quantità di materia grigia e che essa, inoltre, è più grossa in alcune zone della corteccia prefrontale legate al pensiero astratto e alla presa di decisione.

Questo potrebbe essere il motivo per cui le persone introverse dedicano più tempo al pensiero astratto e vengono descritte come meno impulsive, più attente ai dettagli e non a loro agio in ambienti in cui non ci siano vie di fuga dall’interazione sociale o non esista altro rimedio che lavorare in squadra. Di seguito, analizzeremo alcune lezioni che è possibile apprendere da una persona introversa.

Saper approfittare della solitudine

Una persona introversa sa stare da sola e approfitta dei momenti di solitudine per leggere, andare al cinema, scrivere, comprare, viaggiare e via dicendo. Sfrutta il suo tempo e tutto ciò che le piace fare non ha bisogno della presenza di nessun altro. Quest’isolamento ha una sua ragion d’essere, poiché una persona introversa ricarica le sue energie restando sola.

 “Perché, in generale, si fugge dalla solitudine? Perché sono pochi coloro che si trovano in buona compagnia con se stessi”
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-Carlo Dossi

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Saper ascoltare

Quando una persona introversa parla, lo fa soltanto dopo aver riflettuto ed ascoltato. Una persona introversa preferisce tacere e stare attenta a quanto dicono gli altri per intervenire in seguito. Questo suo atteggiamento non è legato alla paura di intervenire nella conversazione, bensì alla volontà di farlo soltanto quando sa di poter apportare qualcosa di veramente costruttivo.

Essere analitici e riflessivi

Una persona introversa prende le decisioni d’accordo con le sue precedenti esperienze ed attraverso la ricerca, l’osservazione e l’interpretazione. Le piace provare, analizzare, pensare, e spesso si tratta di persone poco irruenti e piuttosto prudenti.

Essere meticolosi

Uno studio dell’Università di Cornell (New York) ha permesso di arrivare alla conclusione che le persone introverse vantano stimoli cerebrali maggiori per la processione delle informazioni visive, il che le aiuta ad individuare dettagli che per altri passerebbero inosservati.

Apprezzare le relazioni sociale diversamente

Anche le persone introverse hanno piacere nel relazionarsi con le altre persone, ma lo fanno in modo diverso rispetto a chi è estroverso. Una persona introversa preferisce rapportarsi con le altre persone una alla volta, per evitare gruppi numerosi all’interno dei quali assumerebbe un ruolo secondario, ottenebrata dalla grande quantità di stimoli.

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Essere sensibili

Nonostante a volte possano sembrare fredde e distanti, le persone introverse tendono ad essere piuttosto sensibili. Alcune delle opere letterarie più profonde e capaci di descrivere al meglio i sentimenti umani sono state scritte proprio da persone introverse, a seguito di una grande introspezione.

Essere creativi

La riflessione e l’introspezione tipiche delle persone introverse le rendono più creative. Esse si servono infatti dei momenti di solitudine per dedicarsi alla riflessione, arrivando a livelli di concentrazione tali da consentir loro di creare cose nuove e trovare nuove soluzioni ai problemi.

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