Isaac Newton: luci e ombre di un uomo

27 Agosto 2019
Isaac Newton può essere ricordato come il più grande scienziato di tutti i tempi oppure come un uomo tormentato, che visse un'infanzia infelice e che non si sentì mai davvero parte integrante della società. Queste due sfaccettature convivevano in lui.

Il dato più sconcertante della biografia di Isaac Newton è che egli fu un uomo in cui convivevano dimensioni contraddittorie. Viene ricordato principalmente come il padre della fisica moderna, ma la verità è che dedicò buona parte della sua vita agli eventi mistici. Viene visto come un modello di razionalità, ma la sua vita fu segnata dall’irrazionalità.

Ben oltre lo straordinario scienziato che formulò la legge della gravitazione universale, c’era un uomo che fantasticava, immaginava e soffriva a causa di ciò che sentiva e che intuiva. Sebbene molti lo abbiano etichettato come il più grande scienziato di tutti i tempi, e probabilmente lo è, dedicò buona parte della sua esistenza all’alchimia, ai messaggi criptati della Bibbia… alla follia.

La verità si ritrova sempre nella semplicità e non nella complessità e nella confusione delle cose.

-Isaac Newton-

La figura di Isaac Newton è forse la prova più schiacciante del fatto che la ragione e l’illogicità possono convivere in uno stesso essere umano, senza che per questo l’una escluda l’altra. È anche modello di estrema intelligenza applicata al duro lavoro, basato su osservazione e metodo rigoroso, che danno come risultato l’assoluta genialità.

Pendolo di Newton

Isaac Newton: un’infanzia infelice

Isaac Newton venne al mondo in circostanze avverse. Suo padre morì tre mesi prima che egli nascesse. Sua madre ebbe un parto prematuro e il piccolo nacque molto sottopeso e con una corporatura esile, tanto che nessuno credeva sarebbe sopravvissuto. Contro ogni pronostico, lo fece e fu battezzato con lo stesso nome del padre: Isaac.

Sua madre si risposò con un uomo chiamato Barnabas Smith, il quale non volle farsi carico di figli non suoi e per questo motivo mandò il bambino a vivere con i suoi genitori, che Newton chiamava nonni pur non essendolo davvero. Il rapporto con il ragazzo non fu esente da avversità. Molto tempo dopo, Newton stilò una lista dei propri peccati, tra cui incluse il desiderio di bruciare vivi i suoi nonni.

All’età di 10 anni, il suo patrigno morì e Isaac tornò a vivere con la madre e i nuovi fratellastri. A 12 anni fu spedito in collegio. Durante questi anni, imparò il latino, la matematica e approfondì lo studio della Bibbia. Era un bambino esile e solitario, che non spiccava particolarmente in classe, motivo per cui era relegato all’ultimo banco.

Un ragazzino inquieto e ostile

Isaac Newton era balbuziente, e probabilmente lo fu per tutta la sua vita. Così come fu perverso. Non si relazionava molto con i suoi coetanei e se lo faceva, di solito era per far loro scherzi pesanti o per aggredirli in qualche modo. A seguito di una lite con un compagno di classe durante la quale riuscì a batterlo e a umiliarlo pubblicamente, decise di diventare più studioso.

Trascorreva molto tempo rinchiuso nella sua stanza e proprio lì iniziò a costruire oggetti meccanici, modellini e dispositivi di diverso tipo. Studiava molto e provava curiosità verso tutte le aree della conoscenza. Ancora molto giovane, conobbe Catherine Storer, l’unica donna con cui ebbe una relazione amorosa nella propria vita. Per farle un regalo, costruì per lei delle case per le bambole. La relazione non decollò e, di fatto, sappiamo che Isaac Newton morì ancora vergine. 

A 18 anni, Isaac Newton fu ammesso all’Università di Cambridge. Studiò principalmente da autodidatta, ma incontrò anche diversi maestri che contribuirono al suo sapere. Presto stabilì una corrispondenza con la Real Academia de Ciencias (la Reale Accademia di Scienze Esatte, fisiche e Naturali) che mostrò interesse per le sue scoperte e per i suoi dispositivi. Fu proprio all’epoca, inoltre, che presero forma i primi dibattiti scientifici, che Newton mantenne sempre vivi nel corso della propria esistenza.

Disegno di Newton da giovane

Un genio tormentato

Ufficialmente, Isaac Newton ebbe due collassi nervosi, ovvero un esaurimento nervoso. Il primo ebbe luogo nel 1693 e il secondo, probabilmente, nel 1703. Durante questi episodi non mangiava né dormiva. Soffriva di profonda depressione e si lasciava trascinare dalla paranoia. Si isolava drasticamente e provava sfiducia nei confronti del mondo.

Fu in quegli anni, tuttavia, che formulò la Legge della gravitazione, così come le leggi della meccanica. Per quanto disprezzasse i suoi contemporanei, presto ottenne la fama del genio che era. Occupò diversi incarichi accademici e fu persino membro del Parlamento inglese, ruolo in cui in realtà non fece nulla.

Dedicò gli ultimi 30 anni della sua vita agli studi religiosi e all’occulto. Credeva di essere l’eletto di Dio per la decifrazione dei messaggi segreti della Bibbia. Indicò nel 2060 la fine del mondo. Dichiarò che la chiesa cattolica era la bestia dell’Apocalisse e che Mosè era stato un alchimista.

Negli ultimi anni di vita affrontò diversi momenti di sofferenza: di tipo morale, a casa di un acceso dibattito con Leibniz e con dei fisici, e di tipo fisico a causa di un grave problema renale, visto che soffriva di coliche nefrotiche atroci; non a caso morì proprio durante una di esse. La sua memoria è stata onorata in diversi modi. Senza Isaac Newton e le sue scoperte, non sarebbe stata possibile la civilizzazione attuale.

  • Keynes, J. M. (1982). Newton, el hombre. Newton. CONACYT, México.