La diseguaglianza e il suo impatto psicologico

· 18 novembre 2018
La diseguaglianza influisce sul nostro stile di vita e sulla sua qualità. Ma ha anche diverse conseguenze a livello psicologico. 

La diseguaglianza è un fenomeno particolarmente presente nella nostra società. In alcuni aspetti è più evidente, in altri meno e questo fenomeno si applica sia al denaro che alle opportunità.

Evidentemente, ciò influisce sul nostro stile di vita e sulla sua qualità. La diseguaglianza ha infatti anche diverse conseguenze a livello psicologico.

Il contesto attuale, caratterizzato dalle difficoltà e dall’instabilità economica, tende ad amplificare le differenze tra classi sociali. Vi sono tre classi ben definite: i ricchi (che possiedono quasi tutto), la classe media (che possiede un piccolo capitale in confronto a quello dei ricchi) e i poveri (che non possiedono nulla).

L’economia e la classe sociale di appartenenza determinano gli effetti psicologici di cui stiamo per parlarvi.

Quartiere povero e quartiere ricco

La diseguaglianza nella quotidianità

La classe sociale a cui apparteniamo definisce il modo in cui percepiamo la realtà, il modo in cui ci sentiamo e il nostro comportamento.

Le persone che appartengono alla classe povera pensano che gli eventi che succedono intorno a loro dipendano da forze esterne che fuggono al loro controllo. Di solito sono più empatiche e compassionevoli, sono altruiste; in altre parole, tendono a compiere più azioni positive nei confronti degli altri, senza chiedere nulla in cambio. Questo, almeno, facendo un confronto con la classe ricca.

Dall’altra parte, c’è l’economia, il denaro. La differenza tra la quantità di denaro posseduto dai più ricchi e dai più poveri determina la diseguaglianza economica di una società. Se in un contesto sociale i ricchi hanno venti volte più denaro dei poveri e in un altro mille volte di più, il primo esempio di società presenterà una minore diseguaglianza economica rispetto al secondo.

Le persone che appartengono a società in cui la diseguaglianza è più forte, saranno più sfiduciate nei confronti di una giustizia sociale ed economica. 

La diseguaglianza e le classi sociali

Cresciamo tutti all’interno di una specifica classe sociale e la maggior parte di noi vivrà sempre in un ceto molto simile a quello di origine. Per questo, sviluppiamo un modo di pensare, sentire e agire molto simile a quello delle persone che ci circondano; ciò determina anche il modo in cui ci relazioniamo agli altri.

Le persone che appartengo a una classe sociale bassa tendono a vivere in contesti di incertezza, in cui si sentono particolarmente vulnerabili e caratterizzato da continue minacce esterne. Questo li porta a pensare che le proprie azioni e opportunità non dipendano da se stessi, ma da elementi esterni, che non possono controllare. Ciò le induce a essere più sensibili al contesto circostante.

Chi appartiene a una classe sociale alta disporrà di maggiori risorse economiche e il proprio posto nella gerarchia sarà più in alto. Vive in contesti sociali altamente sicuri, in cui spicca una maggiore libertà di scelta e sono caratterizzati dalla stabilità.

Per questo motivo, queste persone percepiscono di avere una notevole influenza sul contesto sociale e -al contrario di quanto succede nella classe bassa- sono più sensibili alle opinioni altrui. Sebbene chi appartiene alla classe bassa sviluppi maggiore empatia, gli appartenenti alla classe alta riescono meglio a riconoscere le emozioni delle persone con cui interagiscono (empatia cognitiva).

Coefficiente di Gini

La diseguaglianza economica

È chiaro che la diseguaglianza economica è una conseguenza del modo in cui le risorse economiche sono distribuite all’interno di una società. Essa può essere più o meno omogenea.

Come possiamo notare, le società caratterizzate dalla diseguaglianza sono più problematiche per i più poveri. Alcuni possono dover affrontare problemi di salute, obesità, gravidanze indesiderate e abuso di droga, oltre a un maggior numero di crimini. Ma non è tutto; esistono anche i problemi psicologici.

Le persone che vivono in contesti sociali ad alto tasso di diseguaglianza sono più demotivate e, dunque, sgradevoli verso gli altri e partecipano meno alle attività sociali.

C’è una minore interazione, soprattutto quando si vive in quartieri diversi. D’altra parte, le società in cui spicca la diseguaglianza sono più competitive. Ciò comporta il forte timore di essere sminuito, soprattutto tra le persone con uno status particolarmente basso; questo nonostante l’individuo tenda a sopravvalutarsi per evitarlo.

Si vive meglio nei contesti sociali in cui la diseguaglianza è minore, in quanto i benefici materiali e psicologici sono maggiori. Sono minori invece le differenze tra le classi sociali. Infine, maggiore è la diseguaglianza in un Paese, più probabilità ci sono che gli abitanti accettino una società fatta di diseguaglianze o che se ne preoccupino poco o nulla.