Potere sociale: definizione e tipologie

· 4 marzo 2018

Un insegnante ha potere sui suoi studenti. I genitori ce l’hanno sui loro figli. Un datore di lavoro ha potere sui suoi dipendenti. I politici hanno potere. Il potere sociale è presente in tutti i settori della vita. Alcune persone hanno potere su altre, alcune professioni danno più potere… ma che cos’è il potere? Non è sufficiente dire che qualcuno ha il potere, dobbiamo definire in modo chiaro che cos’è.

Il potere è la capacità di fare o di essere qualcosa. La possibilità di esercitare un dominio egemonico su uno e/o più individui. La capacità di influenzare una e/o più persone e avere la suprema autorità riconosciuta all’interno di una società. Come si può vedere, la definizione di potere è molto ampia. Nella storia sono state formulate diverse definizioni, teorie e tipologie di potere, dunque per capirlo meglio è necessario conoscere le più accettate.

Uno dei primi a parlare di potere è stato Friedrich Nietzsche (2005). Parlava della volontà di potenza intesa come l’ambizione di realizzare i desideri. Quasi contemporaneamente, Max Weber la definiva come un’opportunità o possibilità esistente in un rapporto sociale che permette a un individuo di compiere la sua volontà. Successivamente, a partire dal marxismo, diversi autori hanno studiato questo concetto. Più vicino alla nostra epoca, il filosofo francese di nome Michel Foucault ha sviluppato una delle analisi più complete sul potere.

Nonostante ci siano stati anche molti altri autori, questi sono quelli che hanno avuto maggiore rilevanza, senza dimenticare le opere sul potere sociale che sono emerse dalla psicologia.

Chiave grande che esercita potere sulle chiavi più piccole

Max Weber

Max Weber è stato uno dei più importanti pensatori del XX secolo. Anche se il suo campo di studi è molto vario, ci concentreremo sul concetto di potere e di dominio. Per Weber potere significa “la probabilità di imporre la propria volontà, all’interno di un rapporto sociale, anche andando contro a ogni resistenza e qualunque sia il fondamento di tale probabilità (Weber, 2005)”.

In questo senso, il potere comporta la potenziale capacità di imporre la volontà e può manifestarsi in modi diversi. Mentre il dominio, inteso come una forma di comando-obbedienza, sarebbe il modo più efficace per esprimere il potere.

Esistono diverse tipologie di dominio. Uno dei più importanti è la legittimità, ovvero la convinzione nella validità di un ordine o di una particolare relazione sociale. Forme di legittimazione nel dominio sono tre (Weber, 2007):

  • Dominio legale razionale: “si basa sulla convinzione della legittimità dell’ordine costituito e del diritto di dare ordini da parte di coloro che hanno la competenza per esercitare il dominio in tale ordine”.
  • Dominio tradizionale: “si basa sulla comune convinzione nella sacralità delle tradizioni esistenti da sempre e nella legittimità delle componenti per esercitare l’autorità in virtù di queste tradizioni”.
  • Dominio carismatico: “si basa sulla consegna straordinaria di santità, eroismo o esemplarità a una persona e all’ordine creato o rivelato da questa persona”.
Pedine degli scacchi che rappresentano il potere sociale

Marxismo

Secondo Karl Marx “il movimento politico della classe operaia ha come fine ultimo la presa del potere politico (lettera a Bolte, 29 Novembre 1871)”. La lotta politica di classe è la base per conquistare il potere sociale. È anche al di sopra di altre forme di lotta di classe come quella economica o quella ideologica. Anche se secondo Marx, i cambiamenti nella base economica possono influire sulla presa di potere, le pratiche politiche avranno maggior peso (Sanchez Vazquez, 2014).

Tuttavia, Marx non ha realizzato una teoria del potere. Suggerisce che “il potere politico, propriamente parlando, è la violenza organizzata di una classe per l’oppressione di un’altra (Marx ed Engels, 2011)”. Pertanto i successivi marxisti hanno approfondito ulteriormente le teorie del potere sociale. Ad esempio per Antonio Gramsci (1977) il potere delle classi dominanti sul proletariato e su tutte le classi sottomesse nel modello di produzione capitalistico non è dato semplicemente dal controllo degli apparati repressivi dello stato. Tale potere è dato essenzialmente dalla “egemonia” culturale che le classi dirigenti sono in grado di esercitare sulle classi sottomesse attraverso il controllo del sistema educativo, delle istituzioni religiose e dei media.

Michel Foucault

Foucault sosteneva che il potere è ovunque, perché non proviene da nessuna parte. Pertanto il potere non può essere situato in una istituzione o in uno stato e l’idea marxista di presa del potere non sarebbe possibile. Il potere è una relazione di forze che ha luogo in una data società e in un dato momento. Quindi essendo il risultato di rapporti di potere, è ovunque. E i soggetti non possono essere considerati indipendenti da questi rapporti.

Foucault, rigirando le precedenti concezioni del potere, si chiede come i rapporti di potere possano produrre norme giuridiche che a loro volta producono discorsi di verità. Sebbene il potere, la legge e la verità si alimentino, il potere mantiene sempre una certa influenza preponderante sul diritto e sulla verità.

Videocamere che registrano due ragazze

Anche se Foucault analizza il potere in diversi contesti ed epoche, uno dei concetti più importanti è quello di biopotere (Foucault, 2000). Il biopotere è una pratica degli stati moderni con cui controllano la popolazione. Il potere moderno, secondo l’analisi di Foucault, è codificato in pratiche sociali e nel comportamento umano a mano a mano che il soggetto accetta gradualmente le norme e le aspettative di ordine sociale. Con il biopotere si apre la strada a una regolarizzazione biologica della vita. Un esempio classico si può ritrovare nelle strutture psichiatriche, nelle carceri e nei tribunali, i quali definiscono le norme con cui una parte della popolazione si divide dalla società (Foucault, 2002).

Il potere sociale in psicologia

All’interno della psicologia sociale, John French e Bertram Raven (1959) hanno proposto cinque forme di potere. Su queste cinque forme si baserebbero le risorse di cui dispongono coloro che esercitano il potere. Tali forme di potere sono le seguenti:

  • Potere legittimo: il potere di un individuo o di un gruppo per via della posizione relativa e degli obblighi del capo all’interno di un’organizzazione o di una società. Il potere legittimato conferisce a chi lo esercita un’autorità formale delegata.
  • Potere di riferimento: la capacità di alcuni individui di persuadere o influenzare gli altri. Si basa sul carisma e sulle capacità interpersonali di chi ha il potere. Qui la persona sottomessa al potere prende come modello colui che lo esercita e cerca di agire come lui.
  • Potere esperto: deriva dalle competenze o dall’esperienza di alcune persone e dalla necessità che l’organizzazione o la società hanno di queste competenze. Contrariamente ad altre categorie, tale potere è di solito molto specifico e limitato al particolare ambito in cui l’esperto è qualificato.
  • Potere di ricompensa: dipende dalla capacità del leader di concedere ricompense materiali. Si riferisce al modo in cui l’individuo può dare agli altri come ricompensa un beneficio, ad esempio tempo libero, regali, promozioni, aumenti di stipendio o di responsabilità.
  • Potere coercitivo: si basa sulla capacità di imporre punizioni da parte di chi lo detiene. Può essere paragonato alla capacità di togliere o di non dare ricompense e ha la sua origine nel desiderio di colui che si sottomette a esso di ottenere ricompense con valore, ma avendo paura di perderle. Questa paura è ciò che, in ultima analisi, garantisce l’efficacia di questo tipo di potere.
Mano che blocca l'effetto domino

Come si è visto, le concezioni del potere sociale sono state diverse e fortemente influenzate dalle epoche. Da una concezione del potere come dominio su una persona si è passati a intenderlo come una complessa rete di relazioni. Questa concezione di potere, più vigente, dimostra che siamo sempre coinvolti in rapporti di potere. Ogni interazione che realizziamo sarà caratterizzata dalle differenze di potere esistenti. Essere consapevoli del potere sociale, dunque, è un primo passo per evitarne l’influenza e per non esercitarla.

Bibliografia

Foucault, Michel (2011). Storia della follia nell’età classica. Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli.

Foucault, Michel (1979). Microfisica del potere. Interventi politici. Editore: Einaudi.

Foucault, Michel (2000). Bisogna difendere la società. Editore: Feltrinelli.

French John e Raven, Bertram (1959). The bases of social power. En Studies in Social Power, D. Cartwright, Ed., pp. 150-167. Ann Arbor, MI: Institute for Social Research..

Antologia degli scritti di Antonio Gramsci. Editore: Editori Riuniti Univ. Press.

Marx, Karl ed Engels, Friedrich (2005). Manifesto del partito comunista. Editore: Laterza.

Nietzsche, Friedrich Wilhelm (1976). Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno. Editore: Adelphi.

Sánchez Vázquez, Adolfo (2014). Tra realtà e utopia. Saggio sulla politica, morale e il socialismo. Fondo di Cultura Economica.

Weber, Max (2017). Economia e società. Comunità religiose. Editore: Donzelli.

Weber, Max (2014). Sociologia del potere. Editore: Pgreco.