La fata della casa nella letteratura infantile

26 Marzo 2019
La fata della casa è una delle figure predominanti dalla letteratura infantile tradizionale: un'immagine di donna idealizzata presente in numerosi racconti.

Figura molto presente nei racconti tradizionali per bambini, la fata della casa è rappresentata anche nel cinema e nella letteratura. Si tratta di un personaggio femminile caratterizzato dai classici stereotipi sulla donna.

Come altri personaggi delle favole infantili, la fata della casa possiede una grande forza emotiva. È stata pertanto spesso utilizzata per trasmettere ai più piccoli alcuni messaggi importanti.

Molti racconti tradizionali in cui la protagonista è una donna trasmettono un messaggio di discriminazione sessista. Con i cambiamenti avvenuti nei secoli, però, alcune di queste storie si sono rivelate inadeguate. Non hanno retto il passo del tempo, perché rappresentano un modello chiuso, immobile e discriminatorio.

Nell’articolo di oggi vi proponiamo un approfondimento su questo interessante aspetto della letteratura infantile.

Cosa rappresenta la fata della casa?

I racconti sono lo specchio della mentalità di un’epoca. Attraverso i racconti di fate, si è diffuso il mito della fata della casa, che esprime l’ideologia imperante della supremazia dell’uomo sulla donna. In questi racconti i ruoli interpretati dai due sessi influiscono sulla nozione di genere, ancora in formazione nei bambini.

Fa riferimento ai personaggi femminili delle fate e delle streghe. Queste due figure femminili condividono alcuni aspetti simili, come la capacità di fare prodigi o possedere poteri magici. Ma mentre le fate sono donne belle e buone, le streghe sono brutte e sole.

Fate e streghe nelle favole

Il ruolo secondario adottato dalla donna nelle fiabe gira intorno alla casa, alla cura dei figli e del resto della famiglia. La meta principale per la fata della casa è dedicare la sua vita agli altri, con un unico obiettivo: il matrimonio.

Simboli che rappresentano la fata della casa

Se la caratterizzazione e distinzione dei personaggi dipende principalmente dal sesso, i valori trasmessi portano alcune conseguenze. Ad esempio, definiscono le funzioni e i ruoli maschili e femminili, che in molti casi sono completamente opposti. Nel 1955, la scrittrice Turin condusse uno studio dei simboli più rappresentativi dei racconti di fate:

  • Gli occhiali: di solito non sono usati dai personaggi maschili. Simbolizzano la saggezza in contrapposizione alla bellezza.
  • Gli utensili domestici (grembiule, scopa, straccio, pannolini, ecc…): simbolizzano la perfetta casalinga e madre di famiglia, dedicata solo ed esclusivamente alle sue mansioni.
  • Le finestre: le fate e le principesse si nascondono dal mondo che le circonda, simbolizzando l’apatia e l’insensibilità.

Viceversa, i personaggi maschili che appaiono nelle fiabe rappresentano uomini forti e coraggiosi. Se ricoprono il ruolo di maggiordomo o servo, sono sottomessi. Ma mai e poi mai vengono rappresentati mentre svolgono i lavori domestici, perché mantengono la loro forza e il loro coraggio.

I racconti di fate

Le favole come Cenerentola, Biancaneve o La bella addormentata nel bosco, sono esempi di racconti di fate e principesse. Qui, le protagoniste sono sempre bellissime e si dedicano esclusivamente ai lavori domestici. Vivono recluse nella loro sfera privata a sociale. In questi racconti, la bruttezza è sempre associata alla cattiveria. La maggior parte degli scontri avviene per invidia della bellezza altrui o per rivalità in amore a causa del principe.

La fata della casa viene rappresentata perfettamente in queste favole. Ricopre il ruolo della donna di casa perfetta, impossibile da raggiungere dalle donne comuni. Questi stereotipi svalutano il lavoro della donna e rendono difficile un’educazione sessuale ugualitaria.

Ruoli dei personaggi nelle favole

È possibile paragonare questi personaggi, compresa la fata della casa, a strumenti che consentono di perpetrare i ruoli sessuali. Attraverso di loro si è diffusa l’idea del castigo o del premio in base al comportamento tenuto.

Per fortuna, al giorno d’oggi questi valori trasmessi da generazione in generazione sono considerati obsoleti e fuori tempo. Tuttavia, è necessario continuare a lavorare su altri aspetti atemporali, come il concetto di bene e male, il valore dello sforzo, del rispetto, dell’amicizia…

Laínez, C.M. (2016). Los estereotipos sociales de la mujer y la familia durante el franquismo.

López, A. (s.f). Coeducación y estereotipos de género en la literatura infantil.