La felce e il bambù: una favola per capire la resilienza

· 27 luglio 2018

La felce e il bambù è una favola che ci parla di un uomo in difficoltà. Era un falegname e gli affari gli stavano andando molto bene. Tutto cambiò quando in città aprì una grande azienda che fabbricava mobili. Avevano molti soldi, macchinari eccellenti e numerosi dipendenti. Ben presto diventarono una vera e propria attrazione locale.

La fabbrica produceva i mobili a tempo di record. E li faceva anche con una qualità molto buona. Come se non bastasse, li vendeva a prezzi inferiori rispetto a quelli del falegname. Le cose per lui, quindi, iniziarono ad andare sempre peggio. In un paio di mesi capì che era sulla strada della bancarotta e questo lo angosciava.

“Dobbiamo accettare la delusione che è limitata, ma non dobbiamo mai perdere l’infinita speranza.”

-Martin Luther King-

Come se tutto ciò non bastasse, iniziò anche ad avere problemi con la moglie. Lei era un’insegnante e il suo stipendio non era sufficiente per mantenere i loro tre figli. Il falegname cercò di trovare un nuovo lavoro, ma non ci riuscì. Sua moglie glielo rimproverava e la situazione alla fine si ripercosse anche sui bambini, il cui rendimento scolastico iniziò a peggiorare.

La felce e il bambù, un grande insegnamento

Il falegname della nostra storia era davvero disperato. Aveva una disponibilità economica sempre più ridotta. E assieme ai soldi, diminuivano anche l’energia e l’ottimismoNon riusciva a vedere una via d’uscita. Un giorno pensò di fare una passeggiata nel bosco vicino nel tentativo di riordinare le idee. Stava per conoscere i segreti della felce e del bambù.

Percorso in mezzo al bosco

Camminava già da mezz’ora quando incontrò un anziano gentile che lo salutò. Aveva una casa umile e quando vide il falegname lo invitò a prendere un tè. Notò la preoccupazione sul suo volto e gli chiese cosa lo turbava. Il falegname gli raccontò le sue disgrazie, mentre l’anziano ascoltava attentamente e con calma.

Quando ebbero finito il tè, l’uomo invitò il falegname in uno splendido spazio verde che si trovava nel retro della sua casa. C’erano la felce e il bambù, assieme a dozzine di alberi. Il vecchio gli chiese di osservare entrambe le piante e gli disse che doveva raccontargli una storia.

La storia promessa: la felce e il bambù

Il falegname era molto interessato a ciò che l’anziano uomo doveva dirgli. Questi iniziò la narrazione. Disse: “Otto anni fa ho preso alcuni semi e ho piantato la felce e il bambù nello stesso momento. Volevo che entrambe le piante crescessero nel mio giardino, perché mi infondono entrambe una grande pace. Ho fatto tutto il possibile per prendermene cura, come se fossero un tesoro”.

Sentiero in mezzo ai bambù

“Poco tempo dopo ho notato che le due piante rispondevano in modo diverso alle mie cure. La felce cominciò a germogliare e in pochi mesi divenne una pianta maestosa che adornava ogni cosa con la sua presenza. Il bambù, invece, era ancora sotto terra, non mostrava segni di vita“.

L’anziano continuò con la sua storia, mentre il falegname ascoltava con grande interesse. “Trascorse un anno intero e la felce continuò a crescere, ma il bambù no. Tuttavia, non mi arresi. Continuai a prendermene cura con maggiore attenzione. Nonostante ciò, passò un altro anno e il mio lavoro non aveva dato frutti. Il bambù rifiutava di mostrarsi“.

Il tempo e la resilienza

L’uomo proseguì con il suo racconto: “Non mi arresi nemmeno dopo il secondo anno né il terzo né il quarto. Quando trascorsero cinque anni, un giorno finalmente vidi che un timido ramoscello usciva dalla terra. Il giorno dopo era molto più grande. In pochi mesi crebbe senza sosta e divenne un bambù di oltre 10 metri. Sai perché gli ci è voluto così tanto tempo per venire alla luce?”.

Anziano nel bosco che rappresenta la favola della felce e il bambù

Il falegname ci pensò per un momento, ma non sapeva cosa dire. L’anziano parlò di nuovo e disse: “Ha avuto bisogno di ben cinque anni perché durante quel tempo la pianta ha lavorato per mettere radici. Sapeva che doveva crescere molto in alto e non poteva spuntare finché non avesse una solida base che le permettesse di alzarsi in modo soddisfacente. Capisci?”

Il falegname recepì il messaggio. Capì che a volte le cose richiedono tempo, perché hanno bisogno di avere solide radici. Che l’importante è persistere e non perdere la fede. Prima di salutarlo, l’anziano lasciò un messaggio al falegname, in modo che potesse tenerlo per sempre. Recitava: “La felicità ti mantiene dolce. I tentativi ti mantengono forte. I dispiaceri ti mantengono umano. I fallimenti ti mantengono umile. E il coraggio ti fa andare avanti”.