La mente ha bisogno di un comandante, non di un soldato

· 29 marzo 2017

A volte, la mente può risultare un vero e proprio carcere. I pensieri si trasformano in nemici implacabili e permettono all’ansia di divorare i nostri progetti, le nostre speranze e la nostra forza. Recuperare le redini dei nostri processi mentali fa parte dell’arte della sopravvivenza, della qualità di vita e della libertà.

Sentiamo dire spesso che la mente non è un bicchiere da riempire, ma una lampada da accendere o un paracadute che funziona solo se siamo capaci di aprirlo. Siamo abituati a leggere ed ascoltare cose di questo tipo e finiamo per pensare che la mente possieda un interruttore che dovremmo premere per farla funzionare in maniera ottimale.

Potremmo immaginare la mente come un’imbarcazione che avanza in un mare che oscilla tra la calma e la tormenta. Se siamo semplici clandestini nascosti nella cantina, la nave andrà alla deriva. Tuttavia, un buon comandante non si limita a guidare il timone. Chi ha il controllo della barca conosce molteplici tecniche di navigazione per affrontare il mare in tempesta, il temporale.

Di seguito vi invitiamo a riflettere a riguardo.

Comprendere i processi della propria mente prima di esercitare il controllo

Tutti conosciamo qualche libro di auto-aiuto o gestione dei cambiamenti che ci invita a prendere il controllo della nostra mente e ad essere più positivi. Ebbene, è necessario comprendere che non è giusto provare a dominare qualcosa senza sapere come funziona. È come cercare di aiutare una persona depressa dicendole di essere più ottimista. Questi approcci non sempre sono utili, perché la mente è complessa, è delicata e, ancor più, ostinata.            

Il libro “La regolazione delle emozioni” dell’Istituto di Neuroscienza Cognitiva del Massachussets, offre un approccio cognitivo e neuroscientifico molto utile, oltre che semplice, per comprendere questi processi. In primo luogo, viene presentata una metafora molto simbolica riguardo a quei momenti durante i quali la mente agisce come il nostro peggior nemico: è come un roveto avvelenato che emerge dal nostro sostrato emotivo, invadendo ogni cosa.  Spegnendo la luce.

Sono istanti durante i quali iniziamo ad applicare strategie di risoluzione dei problemi poco efficaci, compare la stanchezza mentale, i pensieri ossessivo-negativi e la mancanza di autoregolazione emotiva. Come vedete, sono molteplici i processi che danno forma ad un tutto in cui, poco a poco, rimaniamo prigionieri. Quel roveto avvelenato occupa ogni angolo e ci spinge verso il basso. Non serve a niente che ci dicano di essere positivi, perché in quei momenti vitali stiamo affrontando la positività.

Tutti noi siamo stati educati e anche convinti di essere entità libere, fatte per crescere, per raggiungere i nostri sogni e per essere gli autentici protagonisti della nostra felicità. Tuttavia, poco a poco, ci rendiamo conto che il mondo ci mette in ginocchio, e che anche noi abbiamo limiti personali che ci impediscono di crescere, di avere una vita piena.     

Decifriamo un enigma. Il migliore e il più complesso: quello che si nasconde nella nostra mente e che ci impedisce di avanzare. Molti esperti in psicologia emotiva e cognitiva ci avvertono che tutti noi abbiamo un modello di infelicità. Vale a dire che applichiamo determinati tipi di processi psicologici che agiranno come radice del problema. A volte è l’indecisione, altre gli atteggiamenti limitanti, altre ancora l’educazione ricevuta o la mancanza di assertività…

È necessario decifrare tale mistero interiore. A tale proposito, potremo seguire le seguenti strategie.

Strategie per prendere il controllo della propria nave mentale

Sappiamo già che nessuno può prendere il controllo della propria nave mentale senza sapere come funziona e che fattori ne impediscono il corretto avanzamento. Al fine di riuscirci, queste strategie ci saranno utili:  

  • Scoprite. Innanzitutto dovete capire che avrete bisogno di tempo e di molta dedizione personale. Quindi, ritagliatevi qualche momento per voi stessi e per comprendere cosa accade nella vostra mente. Per riuscirci, non c’è niente di meglio che prendere un foglio e creare due colonne, una intitolata “cosa provo” e l’altra “cosa provoca questa emozione”.
  • Confrontate. Ora sapete cosa provoca il vostro malessere, la vostra inquietudine. Sapete che il vostro presente manca di qualità. È giunto il momento di fare dei paragoni. Alla lista di cui vi parlavamo prima, aggiungerete altre due colonne: “come desidero sentirmi” e “quali strategie devo mettere in pratica per sentirmi così”.
  • Prendetevi cura di voi stessi. La terza strategia è il punto chiave fondamentale sul quale investire ogni giorno. Si basa sul prendersi cura di se stessi, favorire il proprio equilibrio e benessere ad ogni costo…

Per sviluppare quest’ultima strategia, ricordate che non è sano fare o iniziare qualcosa che vada contro i vostri valori o principi. Ricordate sempre che ogni comandante possiede una bussola interna che gli indica quale è il tragitto migliore, quali mari è meglio attraversare o che venti sono più favorevoli per spiegare le vele. Praticate l’ascolto interno, comprendete tutto ciò che accade nella vostra mente ed imparate da ogni processo, da ogni difficoltà superata. 

Ogni investimento su voi stessi si traduce in una maggiore capacità di essere felici.    

Immagini per gentile concessione di Artyom Chebokha