La pazienza: l’arte di aspettare

11 giugno 2016 in Psicologia 4089 Condivisi

La pazienza non può essere considerata uno dei punti di forza della società odierna. Essere impazienti porta soltanto sofferenza e insoddisfazioni. L’impazienza ci impedisce di goderci il presente, a causa dei pensieri sempre fissi sul futuro. E quando quel futuro arriva, raramente ci soddisfa: riusciamo a concentrarci solo su ciò che verrà dopo.

La pazienza è una qualità necessaria per poter vivere nel qui ed ora, godendo appieno del momento presente, vivendolo, sentendolo e prendendone consapevolezza. Per questo motivo, è necessario dare più forza agli atteggiamenti che ci permettono di concentrarci nel momento presente.

La vita a ritmo frenetico

La frase “il tempo è denaro” suggerisce che non c’è tempo da perdere. Sembra che siamo stati programmati per fare e fare, senza poterci mai fermare, per non perdere tempo né soldi. Tutto ciò ci costringe a vivere a ritmi frenetici, mettendo a repentaglio la nostra salute.

Questa dinamica ci sta lentamente portando verso l’autodistruzione, perché il ritmo e il tempo della vita non possono essere accelerati. Anche se desidereremmo andare più in fretta, ogni cosa ha il suo ritmo: si corre il rischio di vivere nella sofferenza e nella frustrazione a causa di ciò che non abbiamo raggiunto, piuttosto che goderci ciò che è alla nostra portata di mano.

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Non sappiamo aspettare, ci hanno insegnato a correre, a vivere sotto stress e inseguiti dall’incubo delle scadenze. Ci manca quindi il tempo di fermarci a meditare sulle decisioni da prendere, sui risultati attesi, e vogliamo che tutto passi in fretta anche se ciò significa sbagliare o lasciarsi scappare le grandi opportunità della vita.

Lo voglio “adesso”

Abbiamo trasformato la società in un mondo di “Adesso”. Non riusciamo ad aspettare fino a domani, a quando saremo a casa, all’arrivo di una persona… Sembra che tutto ci incalzi per risolvere subito ogni cosa, facendo tutto “adesso” e senza impiegare del tempo per pensare, quasi come a liberarci di un’ansia che ci opprime.

Parliamo o inviamo messaggi mentre camminiamo, mentre guidiamo o persino mentre beviamo un caffè in compagnia, perché nessuno ci ha insegnato ad aspettare. La tecnologia, inoltre, va in supporto del concetto di ”Adesso”. Siamo in costante comunicazione con chiunque, rintracciabili in ogni momento, senza riuscire a trovare mai del tempo per disconnetterci e stare da soli con noi stessi. Nel tentativo di anticipare il domani, non facciamo altro che perderci il presente.

La società istiga all’impazienza, al ritmo frenetico, allo stress…e noi ci lasciamo trasportare senza badare alle conseguenze, fino a che d’un tratto ne veniamo colpiti. Prima o poi veniamo sopraffatti dalla consapevolezza di non aver vissuto per noi, ma piuttosto per gli altri, per il sistema, per l’azienda.

Come se non bastasse, non saper aspettare ci porterà a dover affrontare conseguenze fisiche e mentali. Si presenteranno malattie e conflitti personali ed interpersonali, poiché non tutto è come vorremmo e gli altri non potranno darci tutto e subito.

La pazienza: vivere in sala d’attesa

Tuttavia, è possibile vivere la vita con pazienza aspettando che le cose capitino in modo naturale, senza forzarle, senza pressioni, e spesso senza nemmeno cercarle. Dopo ogni tramonto, c’è un’alba, e questo non dipende da noi: possiamo solo goderci il momento e, nell’attesa, apprezzare ciò che già abbiamo, tutte quelle cose di cui ci siamo dimenticati perché troppo impegnati a esprimere il desiderio successivo.

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Per nutrire la pazienza, è necessario abbassare i ritmi, concentrarci nel presente e viverlo con coscienza. Con la certezza e la tranquillità di sapere che il futuro arriverà a condizione che lo accompagniamo con buone pratiche sane e atteggiamenti positivi.

La pazienza ci consente di vivere la vita in modo attivo, ma paziente. Ci mettiamo in marcia, continuiamo ad andare avanti e accompagniamo la vita, adeguandoci al suo ritmo. Non bisogna desiderare che la realtà vada diversamente, si tratta di saper aspettare e mantenere la calma, lasciando che le cose succedano quando devono succedere.

Essere pazienti, lasciar scorrere

Lasciare che il tempo scorra non vuol dire “stare fermi a guardare la vita che passa”. Scorrere con il tempo significa fare scelte e al tempo stesso rinunce, scegliere la rotta che si desidera intraprendere. E cominciare a camminare seguendo il ritmo che fa per noi, ovvero con calma, senza pretendere di arrivare in un giorno specifico. Non si tratta di restare fermi, ma di camminare a passo lento.

Essere pazienti significa saper aspettare l’arrivo di opportunità. Vuol dire anche saperne godere nel momento in cui accadono, né prima né dopo. Essere pazienti vuol dire osservare la vita e apprendere da essa, assecondando il suo ritmo naturale.

“Chi ha pazienza può ottenere ciò che vuole.”

-Benjamin Franklin-

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