La personalità: cos'è davvero?

Cos'è la personalità? Quale definizione ne ha dato la psicologia? Quali sono le sue caratteristiche? Stiamo per rispondere a queste e ad altre domande su questo concetto che definisce ognuno di noi.
La personalità: cos'è davvero?

Ultimo aggiornamento: 06 dicembre, 2020

Siamo esseri unici e irripetibili e la nostra psicologia è individuale e idiosincratica tanto quanto la nostra personalità. Tutte le esperienze che viviamo fanno presa su di essa, anche se alcune ci segnano più di altre. Al giorno d’oggi sappiamo che la personalità ha delle componenti sia genetiche ed ereditarie che ambientali.

Ma cos’è davvero la personalità? Riguarda esclusivamente le nostre azioni oppure anche il nostro mondo interiore (pensieri, ricordi, etc)? Di certo ha a che vedere con tutto ciò e con molto altro.

Della sua analisi si è fatta carico la psicologia della personalità, che ha studiato questo concetto. In che modo? Stiamo per scoprirlo.

Tutte le nostre esperienze si fondono con la nostra personalità. Tutto ciò che abbiamo passato è un suo ingrediente.

-Malcolm X-

La personalità di un uomo.

Cos’è la personalità?

Questo concetto è stato definito in tanti modi. Si tratta di un costrutto ipotetico che deduciamo dal temperamento di una persona e che coinvolge una serie di tratti caratteristici della stessa.

Oltre a ciò, coinvolge anche il modo in cui pensiamo o percepiamo e si modella nel corso della vita grazie alle nostre esperienze, soprattutto a quelle dell’infanzia e dell’adolescenza.

Una delle definizioni più complete per questo concetto è quella proposta da Bermúdez (1996) che la descrive nel seguente modo: “la personalità è un’organizzazione relativamente stabile delle caratteristiche strutturali e funzionali, innate e acquisite sulla base di determinate condizioni, nel corso dello sviluppo, e che costituiscono l’insieme dei tratti peculiari e definitivi dell’atteggiamento con cui ogni individuo affronta le diverse situazioni”.

Qual è l’utilità della personalità? Oltre a definirci come le persone uniche che siamo e ad aiutarci a costruire la nostra identità, la personalità ci permette di adattarci con successo al contesto. Possiede, cioè, specifiche caratteristiche adattive.

La psicologia della personalità

La psicologia della personalità è la disciplina che si occupa di studiare l’effetto delle differenze individuali sul comportamento. Nello specifico, si tratta di una branca della psicologia che si pone l’obiettivo di studiare questo concetto e il modo in cui varia tra le persone (differenze individuali).

Uno degli autori principali in questo ambito è Gordon Allport (1897-1967), psicologo statunitense e autore de La personalità (1936). Allport viene praticamente considerato uno dei fondatori di questa branca della psicologia e ha posto particolare enfasi sul carattere proprio di ciascun individuo e sull’importanza del contesto attuale (in contrapposizione alla storia passata).

Quali elementi prevede il concetto di personalità?

Il concetto di personalità prevede due grandi gruppi comportamentali o relativi alle caratteristiche proprie dell’individuo. Tali condotte sono:

  • Il comportamento manifesto (quali azioni compie o quali atteggiamenti assume una persona).
  • L’esperienza privata (vale a dire, i desideri, i ricordi, i pensieri, le esigenze, le opinioni).

Dunque, la personalità è un tratto distintivo di ciascuno di noi. Ci rende unici e irripetibili. Eppure, è anche vero che esistono degli schemi specifici, ovvero delle tendenze a essere in un determinato modo; tra queste rientrano i cosiddetti disturbi della personalità.

Questo significa che anche se una persona è in un determinato modo, alcuni schemi possono essere comuni a molte persone. Ci riferiamo ai cosiddetti tratti, ampiamente studiati dalla psicologia della personalità.

Come possiamo studiarli?

Sono tre i grandi modelli impiegati per studiare questo concetto. Ognuno di essi si concentra sullo studio del comportamento allo scopo di elaborare un’ipotesi, questo perché il comportamento ci dice molto su una persona. Esistono tre modelli:

  • Internistici, per cui il comportamento è determinato da variabili personali.
  • Situazionisti: le cause della condotta sono esterni all’individuo. L’enfasi è sulla condotta in sé.
  • Interazionisti: il comportamento è il risultato dell’interazione tra variabili personali e variabili del contesto.

Tratti della personalità e Modello Big Five

I tratti sono quell’insieme di caratteristiche comuni a determinate personalità. Esempio di tratti sono: l’ottimismo, l’allegria, la sincerità, la trasparenza, il pessimismo, l’introversione.

Uno dei modelli principali in questo ambito è il cosiddetto Modello Big Five messo a punto da Raymond Cattell, che ritiene esistano 5 fattori, ognuno dei quali definisce una particolare personalità:

  • L’estroversione (in contrapposizione all’introversione).
  • Il nevroticismo (in contrapposizione alla stabilità emotiva).
  • La coscienziosità o responsabilità (in contrapposizione all’irresponsabilità).
  • L’apertura mentale (in contrapposizione alla chiusura).
  • L’amicalità (opposta all’insensibilità).

Questi 5 fattori (e i rispettivi opposti) hanno ricevuto diverse denominazioni, tutte con lo stesso significato. Secondo questo modello, tramite questi 5 fattori (e i loro rispettivi tratti) possiamo definire la personalità di chiunque.

I disturbi della personalità

Anche se la personalità è unica, alcuni schemi possono ripetersi plasmando diversi tipi. Quando questi ultimi includono tratti estremi, disfunzionali, disadattivi o normativamente deviati, si parla di disturbi della personalità (DP).

Inoltre, per poter diagnosticare un DP la persona deve manifestare malessere o mostrare condotte controproducenti. Le diverse DP sono state raccolte nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) e nella Classificazione internazionale delle malattie (CIE-19). A seconda delle caratteristiche, i DP possono essere distinti in tre grandi gruppi (o cluster: A,B e C).

  • A: DP paranoide, DP schizoide e DP schizotipico.
  • B: DP antisociale, DP limite, DP istrionico e DP narcisista.
  • C: DP evitante, DP dipendente e DP ossessivo-compulsivo.
Donna vestita di nero.

Riflessioni conclusive

La personalità prende forma poco per volta, soprattutto nel corso dell’infanzia. A un certo punto della nostra vita si stabilizza (e resta immutata per sempre). Secondo lo psicologo Luis Muiño, possiamo cambiare piccoli aspetti del nostro modo di essere, ma la personalità non può essere stravolta.

Essa ha una base genetica, ma prende forma mediante l’apprendimento, il contesto, le relazioni e le situazioni vissute; è composta da tutto ciò che siamo dentro, ma anche da come ci comportiamo fuori.

La personalità ha inizio laddove hanno fine i paragoni.

-Karl Lagerfield-

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  • American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5a ed.). Washington, DC: Author.
  • Avia, MD (1995). Personalidad: aspectos cognitivos y sociales. Madrid: Pirámide
  • Bermúdez, J. (2003). Psicología de la personalidad. Teoría e investigación (vol. I y II). Madrid: UNED
  • Cattell, R.B., (1947). Confirmation and clarification of primary personality factors. Psychometrika, 12, 197-220.