La psicologia umanistica di Carl Rogers

· 14 dicembre 2017

La psicologia umanistica di Carl Rogers suscitò ammirazione a tal punto che fu definita una rivoluzione silenziosa. Rogers apportò l’ottimismo più vitale alla psicoterapia per convincerci che meritiamo tutti di diventare la persona che sogniamo. Parlava di relazioni autentiche e del bisogno di “fiorire” nel nostro massimo potenziale di esseri umani.

In psicologia troviamo molte teorie della personalità; tuttavia, occorre dire che condividono tutte degli assi comuni, dei punti in cui confluiscono idee e approcci somiglianti. Se diamo un piccolo sguardo retrospettivo a tutte esse, però, all’interno di questo ventaglio di teorie interessanti, quella di Carl Rogers, con la sua visione positiva dell’essere umano, risalta poiché apporta un cambiamento necessario.

Lasciandosi alle spalle o mettendo da parte la visione passiva o determinista enfatizzata dalla psicoanalisi e dal comportamentismola psicologia umanistica di Carl Rogers ci parla della libertà dell’essere umano. Enfatizza la nostra capacità di progredire e creare un mondo migliore, ci incoraggia a essere responsabili di noi stessi, ad aprirci all’esperienza attraverso una terapia non direttiva con la quale favorire l’autoconoscenza.

La psicologia umanistica di Carl Rogers rispondeva in realtà a un obiettivo preciso ed essenziale: fornire assistenza. Di fatto, fu proprio Rogers, dopo la Seconda Guerra Mondiale, a offrirsi pdi er dare sostegno psicologico a tutti quei soldati rimasti menomati o traumatizzati. Fino a quel momento, l’unico intervento che ricevevano quei giovani era quello medico: nessuno negli Stati Uniti era andato oltre le ferite fisiche, nessuno aveva cercato di analizzare e intervenire su quelle emotive.

Poco dopo, fu invitato in Giappone per insegnare agli psicologi del paese le sue tecniche, il suo modo di assistere. Quasi senza rendersene conto, Rogers forgiò un tipo di psicoterapia che abbagliò e affascinò tutto il mondo, il che gli valse la candidatura al Premio Nobel per la Pace.

Immagine di Carl Rogers

La psicologia umanistica di Carl Rogers

La vita stessa di Carl Rogers riflette uno dei principi più conosciuti della sua teoria: l’aggiornamento e lo sforzo continuo per realizzarci, per trovare a poco a poco ciò che ci definisce in una continua ricerca volta a raggiungere le nostre mete. Egli stesso, per quanto possa sembrare strano, cominciò orientando la sua carriera verso un ambito molto diverso da quello della psicologia: la scienza agricola.

In seguito, si interessò allo studio delle religioni, orientali e occidentali, poi si laureò in storia e in teologia ma, in  un secondo momento, si sentì attratto dal mondo della psicopedagogia e da quel complesso processo mediante il quale ci trasformiamo in ciò che siamo. Fu allora che scoprì le teorie di uno dei suoi eroi personali, John Dewey, che gli insegnò che l’educazione non doveva basarsi solo su un processo intellettivo, ma anche su un’apertura all’esperienza.

Influenzato anche dall’esistenzialismo, cominciò a pubblicare libri, studi e lavori, fino a ottenere una cattedra di psicologia clinica. Non tardò  a diventare la pietra miliare della psicologia umanistica grazie alla sua terapia centrata sul cliente. A suo parere era ormai superata la figura del “paziente” come essere passivo: adesso era qualcuno capace di diventare un esperto nel proprio percorso di autoconoscenza e nella propria crescita personale.

Nella psicologia umanistica di Carl Rogers comparve per la prima volta il termine “cliente” per unmotivo preciso: perché in questo modo si enfatizzava la relazione fra pari con il terapeuta (a differenza della psicoanalisi). Intendeva dimostrare la fiducia assoluta nell’essere umano e nella sua trasformazione positiva, nella sua capacità di trovare le forze, di abbattere i meccanismi di difesa e dare forma a quell’impulso vitale con il quale realizzare se stesso.

Chiavi della psicologia umanistica di Carl Rogers

Ci saremo posti tutti la domanda: “perché sta accadendo proprio a me?”. Quello che farebbe la psicologia umanistica di Carl Rogers, come prima cosa, sarebbe identificarsi con noi in modo genuino, interfacciarsi a quel cliente e preoccuparsi della situazione che sta vivendo. È un incontro fra due esseri umani uniti da un obiettivo comune: esplorare il nostro autentico “io” affinché si possano prendere delle decisioni più soddisfacenti.

Vediamo a seguire alcuni dei punti più importanti della psicologia umanistica di Carl Rogers.