Dona e dimentica, ricevi e non dimenticare

· 14 febbraio 2016

Ringraziare, si sa, è segno di buona educazione. Tuttavia, anche se è bene ricordare quello che abbiamo ricevuto dagli altri con l’intento di ringraziarli in qualche modo, quando siamo noi a realizzare una buona azione, non dobbiamo aspettarci una ricompensa.

Essere generosi e tenere sempre conto degli altri lascia un segno in noi e in chi ci sta attorno. Vale a dire che il semplice fatto di fare qualcosa per aiutare gli altri genera una ricompensa emotiva e ci fa stare bene da molti punti di vista.

Aiutando gli altri, lasciamo tracce in molti percorsi; esse, con il passare del tempo, diventeranno richiami, segni che ci trasformeranno in persone di “acciaio indimenticabile“. Niente è come dare per illuminare e scoprire la migliore versione di noi stessi.

Così, in qualche modo, offrendo qualcosa agli altri, riusciamo a riaffermarci e a conoscerci, a maneggiare la nostra autostima e il nostro affanno di superamento. Tanto quello che riceviamo quanto quello che diamo segnano un prima e un dopo nella nostra vita, e in quella degli altri. 

donna e tartaruga

La bontà non ha bisogno di ricompense

Di solito le persone solidali, generose e buone non si rendono conto di quanto possano significare le loro azioni per gli altri. Il loro atteggiamento è così naturale da non preoccuparsi di come verranno trasformati dalle loro azioni. 

In questo senso, le persone buone non aspettano che le loro azioni facciano guadagnar loro qualcosa, poiché il benessere è generato dalla consapevolezza del fare qualcosa di corretto, che provoca soddisfazione.

Tuttavia, il pericolo del mettersi a totale disposizione degli altri è che questi ultimi ne approfittino e che si perda il diritto all’individualità. Molte volte l’aiutare sempre gli altri ci si può rivoltare contro, facendoci perdere la forza che caratterizza il donare, stupiti dall’egoismo che regna le esigenze altrui.

“Nessuna ingratitudine imprigiona un grande cuore, nessuna indifferenza lo stanca”.
Tolstoj

Anche le brave persone commettono errori

Anche le brave persone possono ferirci, ma non per questo perdono la loro luce. L’importante, quindi, è essere riconoscenti per ogni momento ed ogni gesto, senza condannare gli altri né offrirgli meno diritti.

Tuttavia, non dobbiamo smettere di riconoscere gli sforzi altrui, che fanno bene e facilitano la vita. Non bisogna giudicare né privare gli altri di buoni attributi solo perché hanno commesso un errore, perché in questo modo si debiliterà il mondo e la rete di bontà che lo avvolge.

ragazza in bici con i fiori

Non tutti sono totalmente buoni o totalmente cattivi. Non siamo sempre ciò che sembriamo, che ci piaccia o no, ognuno di noi ha in sé luci ed ombre. A renderci buoni o cattivi sono le strade che scegliamo, perché ci descrivono e ci trasformano in ciò che siamo davvero.

Si dice che le persone perdano valore quando non sono umili. Non si tratta di prendere grandi decisioni, ma di apportare piccoli granelli di sabbia, per un mondo migliore. Le brave persone si misurano dalla lealtà di cuore e dalla grandezza del loro animo. 

Per concludere, e ricordando le parole di Cicerone, bisogna tener presente che la gratitudine non è solo la più grande delle virtù, ma anche la madre di tutte queste. Questo perché è un valore che nasce dal cuore e ci rende capaci di rispettare, valorizzare e riconoscere quello che gli altri fanno per noi.

La vita può confonderci, ma non possiamo dimenticare l’importanza della gratitudine e del non perdere tempo a lamentarsi. Accettate che il mondo non è solo bianco o nero, ma esiste sempre un’infinita gamma di colori. Date sempre il massimo, il meglio che potete e ricordate sempre che la migliore ricompensa siete voi stessi.