La regola delle tre “S”: scaccia i pensieri, sorridi, senti

· 23 giugno 2018

La regola delle tre “S” racchiude una semplice, ma preziosa lezione. Nella vita bisogna imparare a lasciarsi andare per poter liberare il proprio potenziale. Bisogna sorridere per poter entrare in contatto con se stessi e generare ottimismo e fiducia. Bisogna sentire il momento e mostrarsi recettivi a tutto quello che sta per arrivare.

Abbiamo tutti il dovere di cercare la libertà. Tuttavia, e questo lo sappiamo bene, a volte la libertà richiede una certa dose di coraggio a cui non sempre siamo pronti. Da piccoli ci insegnano ad attraversare la strada quando il semaforo è verde, a ricavare il minimo comune multiplo di due o più numeri naturali, a distinguere le cellule eucarioti da quelle procarioti e mille altre informazioni che a lungo andare non hanno grandi ripercussioni sulla nostra felicità e crescita personale.

“Alla fine di tutto, siamo quello che facciamo, ma soprattutto siamo quello che facciamo per cambiare quello che siamo.”
-Eduardo Galeano-

Secondo lo psicologo James O. Prochaska, famoso soprattutto per aver elaborato il modello di cambiamento di Prochaska e Di Clemente, le persone dovrebbero conoscere fin da subito due pilastri fondamentali per la crescita personale: la perseveranza e il sano processo del cambiamento.

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La perseveranza è la capacità di impegnarsi nel raggiungimento di un obiettivo. Significa riunire risorse, motivazione, tempo ed energie per un traguardo, un sogno, una persona. A volte questo impegno smette di avere senso quando non c’è alcun beneficio, quando lo alimentiamo con false illusioni e non con la realtà. È in quel momento che dobbiamo applicare la regola delle tre “S”. Vediamo in cosa consiste.

Lanterne

La regola delle tre “S” per la crescita personale

In diverse occasioni abbiamo affermato che l’educazione che riceviamo in genere non ci prepara ai cambiamenti. Ad esempio, nessuno ci ha insegnato cosa fare quando la rabbia, la delusione o la frustrazione si fanno strada dentro di noi. Questo puzzle emotivo, disordinato e impossibile da risolvere, viene messo da parte come se niente fosse.

Il popolo hawaiano del XIX secolo ignorava questa realtà: era convinto che la mente, il corpo e l’anima fossero relazionati, dunque chi accumulava emozioni negative e combatteva battaglie interiori in solitudine alla fine si ammalava. Per evitare che questo malessere causasse un’infinità di disturbi fisici e psicologici, gli hawaiani idearono una meravigliosa pratica che è stata poi descritta da David Kaonohiokala Bray, un sacerdote che ha fatto conoscere al mondo le tradizioni di questo popolo.

Si tratta del sacco nero e della regola delle tre “S”.

Ragazza hawaiana al mare

Il sacco nero e il bisogno di lasciare andare

Quando un membro della comunità hawaiana attraversava un brutto momento, il gruppo si riuniva e organizzava la cerimonia del sacco nero. La persona in questione doveva elencare a voce alta tutto quello che le arrecava dolore, la preoccupava o temeva. Ogni pensiero veniva rappresentato con una pietra che poi veniva messa in un sacco.

Il sacco veniva poi interrato in un luogo segreto. Solo quando il membro della comunità aveva completato la regola delle tre “S”, si procedeva a dissotterrare e distruggere il sacco nero. Il primo passo era imparare a lasciare andare.

Questa pratica fondamentale per la crescita personale richiedeva un’adeguata “pulizia emotiva”. Così come si lavano i vestiti, la casa o gli utensili da cucina, allo stesso modo bisogna pulire le emozioni e lasciar andare quelle che causano pressioni. Quelle che ci “sporcano” dentro.

Sorridere in maniera sincera

Il passo successivo è sorridere. Anche se stamparsi in faccia un sorriso non sempre è facile quando si è lasciato andare qualcosa, bisogna provarci. Il motivo è chiaro: quando qualcuno si libera delle emozioni negative perché sono inutili e non apportano alcun beneficio, spesso prova una sensazione di vuoto.

È come ritrovarsi sospesi in aria. Siamo consapevoli di esserci lasciati alle spalle un bagaglio importante, tante pietre lungo il cammino e davanti a noi c’è una tabula rasa. Per evitare che questo vuoto ci spaventi, dobbiamo sorridere. Dobbiamo abbracciare con ottimismo tutto quello che arriverà.

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Ragazza sorride con gli occhi chiusi

Sentire il piacere della libertà

L’ultima regola è piena di speranza, invita a sentire la libertà. Fermatevi a riflettere: quando è stata l’ultima volta che vi siete sentiti davvero liberi? Una sensazione simile sorge quando non sentiamo pesi dentro di noi, quando non ci sono sacchi neri che occupano i nostri pensieri e che invadono il nostro corpo rubandoci la salute.

Sentire significa abbracciare il presente, significa avere fiducia in se stessi, ascoltarsi e sintonizzarsi con l’ambiente circostante. Sentire è vivere senza paura ed è su questo che dovremmo lavorare giorno dopo giorno, proprio come faceva l’antico popolo hawaiano. Perché solo quando una persona arrivava a quest’ultimo passo, quello di sentirsi emotivamente libera, il gruppo si riuniva di nuovo per distruggere quel sacco nero che ne raccoglieva preoccupazioni, paure, rabbia, timori.

Riflettete su questo, applicate anche voi la regola delle tre “S” nella vostra vita quotidiana.