La ricchezza nascosta nel silenzio

· 5 luglio 2015

Viviamo in un mondo in cui a ognuno importa solo di se stesso: l’individualismo è presente in ogni passo che muoviamo, sfortunatamente. Tuttavia, capita raramente di trovare qualcuno che si prenda qualche minuto al giorno per pensare davvero a se stesso, nel modo più profondo possibile. E come si può fare? Attraverso il silenzio.

Il silenzio è, infatti, un ottimo mezzo per ottenere molte cose: dall’arricchire la nostra vita interiore al diminuire i nostri “giri” quando ci sentiamo ansiosi, nervosi o stressati. È necessario smettere di parlare per un attimo, smettere di ascoltare la TV o le altre persone (che siano il partner, gli amici, i giornalisti o il politico di turno) e iniziare a stabilire una migliore connessione con il silenzio.

Gli stimoli che ci circondano (pubblicità, televisione, radio, PC, conversazioni, il rumore del traffico, ecc.) fanno sì che il nostro cervello sia sempre allerta. Siamo sempre concentrati su ciò che accade fuori dal nostro corpo, persino quando dormiamo. Senza quegli stimoli, possiamo arrivare a sentirci soli, abbandonati, impauriti, ecc.

Ma che cosa succede se rimaniamo davvero in silenzio? Quel silenzio profondo della campagna, dell’alba, del mare dell’inverno? Che cosa possiamo trovare in quel silenzio o nell’assenza di rumori? Che cos’ha di così speciale da aumentare la nostra consapevolezza di noi stessi?

Il silenzio nel mondo occidentale, secondo lo psicologo cileno Claudio Araya, che ne ha parlato nel suo libro El mayor avance es detenerse (“Fermarsi è il miglior modo di avanzare”), è sottovalutato. Si crede che sia qualcosa di negativo, che non possiamo rimanere zitti e senza ascoltare niente per dei minuti. Come possiamo osservare ogni giorno, sembra che abbiamo tutti molta paura del silenzio.

Secondo lo scrittore spagnolo Raimon Panikkar, una delle malattie dell’uomo moderno è la la fobia del silenzio. Questo è dovuto al fatto che viviamo in una società in cui il potere maggiore ce l’hanno il rumore, i suoni. Al contrario, il silenzio si presenta come un lusso costoso. Per non sentire, devi essere ricco. E non sono solo i bambini ad essere terrorizzati dal silenzio, ma anche sempre più adulti. Per questo ormai mettono della musica di sottofondo persino in alcuni ascensori (ci avete mai riflettuto?).

Queste sono le parole dello psicologo Araya:

Lo spazio intimo del silenzio

Spesso il silenzio causa imbarazzo. Ma perché? Perché rappresenta uno spazio intimo di chiunque di noi, uno spazio che non è ancora stato esplorato a fondo. Quando siamo con altra gente e per qualche motivo smettiamo di parlare, ci sentiamo in imbarazzo. Quando stiamo ascoltando un programma alla radio e il presentatore ci mette qualche secondo in più ad iniziare a parlare, pensiamo che sia successo qualcosa e ci innervosiamo. In molti casi, invece, sarebbe meglio restare zitti piuttosto che parlare a sproposito.

Stare in silenzio migliora la nostra salute mentale. Per questo gli psicologi consigliano, se vogliamo avere una vita interiore più serena e tranquilla, di riservarci alcuni momenti di silenzio, soprattutto dopo una giornata caotica al lavoro e se viviamo in una città piena di traffico e di rumori. Abbiamo tutti bisogno di fermarci un attimo e di sederci a riflettere. E questo si può ottenere soltanto con l’aiuto del silenzio. Stare da soli in casa o andarsene a qualche chilometro di distanza dalla città ci può aiutare ad analizzare alcune questioni: che cosa vogliamo, di che cosa abbiamo bisogno, che cosa ci preoccupa, come vogliamo agire, che decisioni vogliamo prendere, ecc.

Il fatto di cercare il silenzio “dentro di noi” può suonare ironico, perché la verità è che dentro la nostra mente e il nostro corpo ci sono un’infinità di suoni e rumori, che non si manifestano con le parole, ma che possono tormentarci molto più di qualsiasi altra cosa. Ciò che c’è dentro di noi deve quindi essere portato all’esterno, perché se non riusciamo ad ascoltarci, aumentiamo la nostra dipendenza dal mondo esterno per risolvere i nostri problemi.

Per colpa degli impegni quotidiani, della routine, della fretta di arrivare per primi, del riempire l’agenda d’impegni, spesso perdiamo di vista la nostra ricchezza interiore. Non riusciamo a interpretare i segnali che il nostro corpo ci manda, non siamo abituati a svolgere attività benefiche come la meditazione o lo yoga, che ci avvicinano a noi stessi e aumentano il contatto con ciò che accade dentro di noi.

Spesso troviamo delle scuse, perché se vogliamo lavorare sul rilassamento e ottenere il tanto agognato silenzio, la forza di volontà e l’atteggiamento giocano un ruolo fondamentale. Probabilmente diremo che non abbiamo tempo per sederci ad “ascoltare il nulla”, che non abbiamo tempo per fare meditazione (ma non c’è nemmeno bisogno di andare in un centro specializzato, possiamo farlo da soli in casa con l’aiuto di qualche candela, cuscino e incenso), che non siamo abituati a non accendere la tv, ecc.

Ma se lasciamo passare troppo tempo prima di iniziare la ricerca di noi stessi, avremo bisogno di un numero sempre maggiore di momenti di silenzio. Conoscersi è vitale per raggiungere quella felicità che cerchiamo costantemente, e anche per riuscire a risolvere i problemi che dobbiamo affrontare nei diversi ambiti della vita. Per questo, non dobbiamo avere paura della mancanza di suoni, rumori o parole. Al contrario, dobbiamo approfittare di quei momenti che possiamo regalarci o che il mondo ci offre ogni tanto. Non fatevi sfuggire l’opportunità di entrare in sintonia con voi stessi e con ciò che accade dentro di voi.