La rosa e il rospo

1, ottobre 2015 in Emozioni 1 Condivisi

C’era una volta una rosa rossa molto bella. Quanto le faceva piacere sapere di essere la rosa più bella del giardino! Tuttavia, si rendeva conto che la gente la guardava sempre e solo da lontano.

Un giorno si accorse che, accanto a lei, c’era sempre un rospo grande e scuro ed era per questo che nessuno si avvicinava per guardarla più da vicino. Indignata da ciò che aveva scoperto, ordinò al rospo di andarsene subito. Il rospo, molto ubbidiente, disse: “Va bene, se è ciò che vuoi”.

Un bel giorno, il rospo passò per il luogo dove stava la rosa e si sorprese nel vederla del tutto appassita, senza foglie e senza petali. Allora le disse: “Ti vedo proprio male. Cosa ti è successo?”. La rosa rispose: “Da quando te ne sei andato, le formiche hanno iniziato a mangiarmi, giorno dopo giorno, e non posso più tornare a essere bella come prima…”. Il rospo le rispose, semplicemente: “Ovvio, quando c’ero io, mangiavo le formiche e per questo sei sempre stata la più bella del giardino”.

La morale:

Spesso disprezziamo gli altri perché pensiamo di essere meglio di loro, più belli o semplicemente crediamo che non ci “servano a niente”. Tutti abbiamo qualcosa di speciale da fare, qualcosa da imparare dagli altri o qualcosa da insegnare e nessuno deve disprezzare nessun altro. Forse, quel qualcuno rappresenta per noi un beneficio e noi non lo sappiamo nemmeno.

Per tradizione, la società è sempre stata divisa in classi e l’appartenenza a uno status socioeconomico preciso è sempre stata origine del sentirsi superiori o inferiori agli altri. Anche se ancora oggi è abbastanza comune trovare chi guarda gli altri dall’alto in basso, dobbiamo cercare di sentirci tutti uguali e altrettanto validi, niente di più e niente di meno.

Conoscere e potenziare il nostro valore è importante per sentirci bene ed equilibrati e per relazionarci in modo sano con gli altri. Non siamo né migliori né peggiori di chi ci sta intorno. Sentirsi superiori è un peso grande quanto sentirsi inferiori. Questi complessi sono i simboli per eccellenza delle persone insicure.

Disprezzare qualcuno perché ci si sente superiori indica un’autostima “gonfiata” che si basa su incongruenze con se stessi. È un modo di sovracompensare il dolore che nasce dalle carenze che uno percepisce in se stesso, risaltando le qualità in cui si eccelle o si crede di eccellere.

Alcune delle caratteristiche di queste persone sono il sentirsi perfetti, essere fermi nelle proprie convinzioni, arrabbiarsi facilmente, essere emotivamente instabili, mentire spesso (poiché voglio mantenere un’immagine finta di se stessi), essere molto competitivi e il volersi circondare di persone di status, intelligenza o capacità inferiori, poiché così possono auto-lodarsi. Di conseguenza, adottano comportamenti prepotenti e arroganti, proprio come quello della rosa nei confronti del rospo.

Potremmo dire che il complesso di superiorità è la conseguenza di un complesso d’inferiorità risolto in modo sbagliato. Di solito, inoltre, si manifesta nelle stesse persone, ma in circostanze diverse. È abbastanza ovvio: se una persona si crede inferiore in qualche aspetto della propria vita, non ha bisogno di proclamarsi superiore per qualcosa in cui eccelle, perché la realtà lo dimostrerà nel modo giusto.

È particolarmente importante sottolineare questo aspetto, perché tutti abbiamo un compito da svolgere nella nostra vita. Ciò che non impariamo da chi ci sta vicino, non lo impareremo mai da nessuno altro perché ognuno di noi, nella propria individualità, è unico e indispensabile.

Per questo motivo, è meglio essere rospo e contemplare ciò che ci circonda svolgendo i propri compiti, tranquilli con noi stessi, semplificando e godendosi la propria vita e quella degli altri. Essere belli o non esserlo, come la rosa, dipende molto da ciò che doniamo agli altri e ciò che permettiamo a loro di donare a noi.

Immagine per gentile concessione di machesini62

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