La scienza lo conferma: alcune persone prosciugano le nostre energie

· 15 settembre 2017

Vengono spesso definiti vampiri emozionali o emotivi. Sono persone che ci contagiano con le loro emozioni negative fino al punto di prosciugarci le energie, lasciandoci esausti, con cefalee e avvolti nel grigio velo dello sconforto. Secondo gli scienziati, questa dinamica può annullare del tutto il nostro benessere psicologico a causa del curioso impatto che esercita sul nostro cervello.

È stupefacente quanto alla psicologia popolare piaccia sempre fare uso di terminologie che descrivono molto bene determinati processi comportamentali. Chiamare “vampiri emozionali” tutte le persone che con i loro comportamenti, le loro parole o atteggiamenti ci provocano un malessere indefinibile è proprio una metafora azzeccata.

“Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia, fa sì che non sia la tua mente”
-Dalai Lama-

Tuttavia, qualche esperto del settore ci dirà che oltre a prosciugarci le energie -cosa che fanno e che è stata scientificamente dimostrata- riescono anche a trasmetterci il loro stato d’animo. Facciamo un esempio: arriva un nuovo collega, a mano a mano che lo conosciamo, ci rendiamo conto che non parla solo di eventi negativi e che trascorre tutto il suo tempo a lamentarsi“.

Quando siamo con questa persona, nonostante ci domandiamo di continuo “perché devo stare ad ascoltare queste cose?”, non possiamo evitare di farci contagiare da questa negatività che la caratterizza, fino al punto di ravvisare come, in alcune occasioni, riesca persino a diminuire la nostra produttività lavorativa. Ci sono degli studi interessanti che definiscono questo genere di persone “mele marce”.

In altre parole, sono individui presenti in ogni realtà lavorativa che, con il loro atteggiamento negativo, possono “contagiare” tutto l’organico trasmettendogli la loro stessa carica emotiva. Allo stesso modo, creano ambienti davvero ostili dove più di un lavoratore può mettersi in aspettativa poiché si sente letteralmente “devastato”.

Tuttavia, il fenomeno della mela marcia o del vampiro emozionale caratterizza molti altri contesti e provoca altrettante dinamiche…

Cosa accade nel cervello quando ci “rubano” le energie?

Facciamo un piccolo viaggio nel passato per comprendere ciò che avviene quando dobbiamo relazionarci ogni giorno o stare vicino ad una persona vittimista, negativa o semplicemente distruttiva. Pensate che il nostro cervello, per la teoria della selezione naturale, è programmato per intendere la socievolezza e il contatto coi nostri simili non come positivo, ma necessario. Per incrementare le loro possibilità di sopravvivenza, i nostri antenati formarono nuclei di vari individui.

Abbiamo bisogno, dunque, di altre persone per sentirci bene, relazionarci e creare vincoli significativi. Quando questo accade, il nostro cervello libera ossitocina. Viceversa, quando non riusciamo a “legare” con qualcuno, quando riceviamo una certa ostilità o diffidenza, il nostro cervello libera il cortisolo, l’ormone dello stress. In questo modo, nella nostra mente albergherà una sensazione concreta: quella della minaccia.

Allo stesso tempo, non possiamo ignorare ciò che accade in questa sofisticata rete di cellule interconnesse che caratterizza il nostro sistema di neuroni specchio, orientato non solo a registrare e processare ogni espressione facciale delle persone o il loro linguaggio corporeo, ma spesso anche a farsi contagiare da questi stessi stati d’animo che ci circondano. Gli studiosi sostengono anche che c’è chi è più sensibile di altri a questa “impregnazione”, dalla quale poco a poco si forma un cocktail velenoso per la nostra salute e il nostro equilibrio psicologico.

In questo modo, l’effetto dello stress chimico che erompe nel nostro cervello per la sensazione di minaccia permanente, si combina con le emozioni negative che gli altri ci trasmettono e ci fa provare un unico e persistente desiderio: quello di scappare.

Cosa fare per mantenere un buon livello di energia

Sarebbe bello potervi dire che, per affrontare i vampiri emozionali o le personalità ruba-energia, è sufficiente allontanarsene. Ma è poco più che un eufemismo perché sappiamo tutti che pochi possono lasciare il posto di lavoro solo perché vi è una “mela marcia”. Non è neanche possibile mantenere per sempre le distanze con quella madre o quel fratello che ci privano di voglia, felicità ed energie ogni volta che li incontriamo.

Un ottimo libro per imparare di più sull’argomento e continuare ad approfondirlo in studi scientifici è “Emotional Contagion, Studies in Emotion and Social Interaction” . In cui ci viene spiegato che la cosa migliore da fare in questi casi è imparare ad essere “impermeabili” a queste interazioni per riuscire a salvaguardare il nostro benessere fisico ed emotivo

A seguire, vi proponiamo di riflettere su alcune idee.

3 soluzioni per conservare le proprie energie

-Esistono dei meccanismi di difesa per controllare queste persone. Una strategia molto efficace su cui esercitarsi consiste nel “disinnestare” l’impatto che possono avere su di noi. Non esitate, per esempio, a ripetere a voi stessi e a titolo di mantra che: “prosciugheranno le mie energie solo se sarò io a permetterglielo”.

-Razionalizzate. Ci sono persone che hanno l’insistente abitudine di parlare solo di cose negative, di quanto la vita sia cattiva con loro. Un modo per fermarle è razionalizzare con assertività: “invece di lamentarti, reagisci contro tutto ciò che non ti piace”, “mi piacerebbe che almeno una volta, fossi capace di parlarmi di cose positive”.

-Imparate a dire di “no”. Questa strategia è semplice ed efficace. Spiegate sin da subito al vostro vampiro emozionale che non avete tempo di ascoltare le sue critiche, che non siete disposti a prendere parte a pettegolezzi e, soprattutto, ad essere maltrattati in nessun modo.

Per concludere, c’è un momento in cui dobbiamo prendere coscienza delle nostre necessità per evitare che altri parassitino la nostra vita e la nostra tranquillità. Poiché non ci è sempre possibile circondarci solo di persone portatrici di equilibrio e felicità, dobbiamo imparare a gestire con rispetto e maturità chi ci espone a uragani di vento, restando, però, sempre sicuri e consapevoli di ciò che vogliamo.