La scrittura come strumento terapeutico

· 1 agosto 2018

La terapia psicologica ci aiuta ad affrontare molteplici problemi, disturbi e difficoltà personali. Nel creare, adattare e scegliere i diversi strumenti terapeutici con cui ”toccare i tasti giusti”, gli psicoterapeuti  devono essere particolarmente creativi. Una delle tecniche più adoperate nella psicoterapia è la scrittura e in questo articolo spiegheremo perché viene impiegata come strumento terapeutico.

Esistono diversi modi di utilizzare la scrittura come strumento terapeutico, tutti basati sul mettere per iscritto i processi mentali quali pensieri, dubbi, desideri, obiettivi, piani, ma anche sentimenti ed emozioni. Tuttavia, mettere nero su bianco tutto ciò, senza il supporto e i consigli di un professionista, può rivelarsi controproducente. Vale a dire che per trarre dei benefici terapeutici dalla scrittura, deve essere ”orientata”, ritualizzata e basata su direttive ben precise.

Con quali pazienti si usa la scrittura come strumento terapeutico?

Nonostante la scrittura intesa come strumento terapeutico possa essere impiegata in diverse situazioni e per diversi motivi, è una tecnica adatta a precisi pazienti e problemi. Anzitutto, si tratta di una tecnica consigliata solo nel trattamento di pazienti che abbiano sufficienti capacità di lettura e scrittura per affrontare al meglio il compito che viene loro assegnato. In altre parole, questo metodo è rivolto a persone che non provino ansia nel dover scrivere, che siano quindi capaci di portare a termine il compito senza sentirsi incapaci o inferiori.

A tal proposito, tale compito deve essere ”una scommessa sicura”. Se sappiamo per certo che il paziente possiede le abilità necessarie, ma nonostante ciò non lo riteniamo capace di scrivere a scopo terapeutico, prima di tutto bisognerà lavorare su aspetti come l’autostima, l’autoefficacia, e l’autoconcetto. Una volta affrontati questi problemi, si potrà usare la scrittura come strumento terapeutico.

Appunti

In secondo luogo, la scrittura aiuta molto i pazienti che hanno difficoltà ad esternare verbalmente ciò che accade loro e che provano, pensano o desiderano. Per queste persone scrivere è un modo per ”buttare fuori” tutto quello che li riguarda, senza subire pressioni né provare vergogna. Scrivere i propri sentimenti, pensieri e desideri è uno dei modi migliori di fare ordine nella propria testa.

In questo modo, al caos subentrano idee tangibili e chiare. La scrittura, dunque, può rivelarsi particolarmente adatta per le persone introverse.

Quando è opportuno impiegare la scrittura come strumento terapeutico?

Una volta appurato che il paziente è in grado di affrontare le attività di scrittura a fini terapeutici, bisogna adattarle al suo caso. Le situazioni in cui si opta più spesso per un terapia basata sulla scrittura sono le seguenti:

  • Gestione di sentimenti negativi riguardo eventi del passato.
  • Ricordi traumatici.
  • Disturbo Post Traumatico da Stress.
  • Abusi sessuali.
  • Elaborazione di un lutto.
  • Accettazione di cambiamenti del proprio ruolo e del ciclo vitale.
  • Necessità di guardare i problemi in prospettiva.
  • Necessità di miglioramento dell’autostima.
  • Prevenzione delle ricadute (sia nel caso delle dipendenze sia nel caso di disturbi come ansia e depressione).

Oltre che nei casi sopracitati, tutti riguardanti la psicologia clinica, ossia quella basata su una diagnosi vera e propria, la scrittura può rivelarsi uno strumento terapeutico anche nei percorsi di coaching e crescita personale.

Quando si tratta di definire i propri obiettivi ed elaborare un piano d’azione per raggiungerli, la scrittura può rivelarsi la strategia migliore. Avere davanti ai propri occhi, su carta, ciò che si vuole realizzare e pensare a come riuscirci è anche una strategia motivazionale che ci permette di concentrarci al meglio sui nostri obiettivi.

Quali sono le attività di scrittura terapeutica più comuni?

La scrittura terapeutica viene adoperata per raggiungere obiettivi ben precisi. Tuttavia, comprende diverse attività raggruppabili in tre categorie: lettere, frasi o messaggi e diari. La lettera è piuttosto diffusa in psicoterapia, di solito al paziente viene chiesto di scrivere una lettera a se stesso, a qualcun altro o persino a un sintomo. Nella lettera, il paziente deve esprimere tutto quello che pensa o prova e durante la seduta psicologica potrà discuterne col terapeuta.

Ragazza prende appunti

Altrimenti si utilizzano frasi e messaggi quasi sempre rivolti a se stessi in cui si cerca di porre l’attenzione sulle proprie qualità fondamentali per automotivarsi ed evitare di scontrarsi con i soliti ostacoli. In questo caso al paziente viene chiesto di scrivere dei post-it e di posizionarli in un luogo visibile oppure gli viene suggerito di mettere nel proprio portafogli una frase, un biglietto che possa aiutarlo a ritrovare la carica e la motivazione nel momento del bisogno.

Infine, anche i diari vengono spesso utilizzati in terapia. Questa attività prevede che il paziente affronti ogni giorno un argomento ( che va scelto con cura). In questo modo, il paziente può vedere con i suoi occhi l’evoluzione del suo problema, i suoi miglioramenti e i suoi cambiamenti, tuttavia, affinché il diario si riveli utile, non basta mettere su carta i propri pensieri, bensì è necessario analizzarne il contenuto con il terapeuta. Solo in questo modo sarà possibile sfruttare al massimo le potenzialità del diario, ciò non toglie che il paziente possa provare un certo sollievo già scrivendo un diario personale.