La storia della famosa poesia Desiderata

· 19 luglio 2016

La parola desiderata deriva dal latino e significa “cose che si desiderano”. È anche il titolo di una famosissima poesia che divenne particolarmente celebre durante gli anni sessanta per mano del movimento hippy. Il testo è un compendio di saggi consigli che ha fatto il giro del mondo intero grazie alla precisione delle idee e alla profondità del contenuto.

In un certo momento nacque un dibattito sull’origine di questa poesia. Iniziò a circolare una leggenda secondo la quale il testo era stato scritto da un monaco anonimo e che era stato trovato sulla panca di una chiesa di Baltimora, duecento anni fa. Secondo questa versione, la poesia sarebbe stata scritta nell’anno 1692.

In realtà era solo un errore. L’autore di “Desiderata” è il filosofo ed avvocato Max EhrmanTuttavia, il testo non fu mai pubblicato mentre questi era in vita; vide la luce solo nel 1948, quando la moglie pubblicò le sue poesie post mortem.

L’errore ebbe origine dal fatto che per molti anni “Desiderata” passò di mano in mano, come una specie di atto di benevolenza. Divenne quasi un proclama, chi lo riceveva avrebbe dovuto eseguire tutto quello che veniva consigliato in esso.

Molti omisero il nome dell’autore e fu così che giunse nelle mani di un pastore del Maryland, il quale redasse alcuni testi per un’edizione speciali di Natale. Tra questi testi vi era “Desiderata”  e, accanto al titolo, il sacerdote annotò “Chiesa di San Paolo, 1692”. Scrisse solo questi dati per identificare il suo santuario e l’anno di fondazione dello stesso.

Un fedele rimase incantato dalla poesia e chiese ad un diario di pubblicarlo. Fu così che divenne popolare l’errore che datava al 1692 la poesia e che affermava che era stata trovata nella Chiesa di San Paolo.

Ad ogni modo, quel che è certo è che si tratta di un bellissimo testo tradotto in più di 70 lingue.

A seguire il testo di questa meravigliosa poesia:

“Va’ serenamente in mezzo al rumore e alla fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.

Finché puoi farlo senza dover soccombere, sii in buoni rapporti con tutte le persone. Dì la tua verità con calma e chiarezza, e ascolta gli altri, pure l’insensibile e l’ignorante; anch’essi hanno la loro storia.

Evita le persone prepotenti e aggressive, sono un tormento per lo spirito.

Se ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro, perché ci saranno sempre persone superiori e inferiori a te.

Gioisci delle tue conquiste, così come dei tuoi progetti. Mantieniti interessato al tuo lavoro, per quanto umile; è una certezza nel futuro mutevole del tempo.

Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno d’inganno. Ma questo non ti impedisca di vedere quanta virtù c’è. Molte persone lottano per grandi ideali e ovunque la vita è piena d’eroismo.

Sii te stesso. In particolare non fingere d’amare. E non essere cinico riguardo all’amore, perché a dispetto di ogni aridità e disillusione esso è perenne come l’erba.

Accetta con benevolenza il consiglio degli anni, abbandonando con riconoscenza le cose della giovinezza.

Coltiva la forza d’animo, per difenderti dall’improvvisa sfortuna. Ma non tormentarti di fantasie. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.

Al di là di ogni sana disciplina, sii gentile con te stesso. Tu sei un figlio dell’universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto di essere qui. E che ti sia chiaro o no, non c’è dubbio che l’universo si stia svelando come dovrebbe.

Perciò sii in pace con Dio, in qualunque modo tu Lo concepisca, e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni, nella rumorosa confusione della vita, sta in pace con la tua anima. Nonostante tutta la sua finzione, il lavoro ingrato e i sogni infranti, è ancora un mondo magnifico.

Stai attento. Fa’ di tutto per essere felice.”

Immagine per gentile concessione di GillyWalker