Suggestione: l’effetto di qualcosa che è solo nella mente

· 2 novembre 2017

La suggestione è uno dei fenomeni più interessanti della mente umana. Viene definito come uno stato psichico in cui una persona presenta sensazioni e idee indotte o suggerite da altri e, allo stesso tempo, smette di vivere quelle che le vengono precluse. Essa si radica nella mente senza che ce ne accorgiamo.

Il concetto di suggestione sembrerebbe molto antico. In effetti, è stato dimostrato che già migliaia di anni fa si faceva uso di tecniche ipnotiche in Cina, India, Grecia, Messico e in molte altre culture. Abbiamo testimonianze che indicano che più di 3000 anni fa la cultura egizia impiegava un tipo di ipnosi molto simile a quella attuale. Allora tale fenomeno veniva associato ad un’esperienza magico-religiosa.

“Le convenzioni sociali non sono altro che il prodotto della suggestione. Ciò che si indossa, l’atteggiamento, fino al cibo che si ingerisce: sono tutti il risultato della suggestione”

-Swami Sivananda-

Franz Anton Mesmer, nel XVIII secolo, fu il primo a proporre una spiegazione razionale del fenomeno. Tuttavia, combinò osservazioni scientifiche e ciarlataneria, perdendo così notevole credibilità. In seguito, fu il Dr. James Braid ad attribuire uno status scientifico a questi fenomeni. Molti altri uomini di scienza lo seguirono e riuscirono a spiegare l’ipnosi, soprattutto partendo dal concetto di inconscio.

I tipi di suggestione

Al giorno d’oggi si riconoscono quattro tipi di suggestione: diretta, ipnotica, indiretta e autosuggestione.

  • La suggestione diretta è il risultato dell’autorità esercitata da una persona su un’altra ad essa sottomessa.
  • La suggestione ipnotica viene ottenuta a partire da uno stato di trans ipnotico, raggiunto tramite diversi metodi.
Viso di donna in mezzo alle nuvole

  • La suggestione indiretta si verifica quando si adottano come proprie le idee di altri.
  • L’autosuggestione è quella che l’individuo esercita su sé stesso, in modo più o meno deliberato. Lo stesso soggetto cerca di spingersi a incorporare un’idea o una sensazione nella propria mente: “Non ho freddo, non ho freddo…”, con il proposito di autoconvincersene.

Esiste, inoltre, un sottotipo di autosuggestione. l’autosuggestione involontaria. Ha luogo quando un individuo, senza volere, finisce per convincersi di un’idea. A volte, si tratta di un’idea indesiderata. Per esempio, quando si ha un’eruzione cutanea e si comincia a pensare di avere una malattia grave, non si va dal medico per evitare che quest’ultimo lo confermi, ma si ha la certezza di soffrire di un male terribile.

Il potere della suggestione

La suggestione esercita un enorme potere sulle nostre azioni e, ovviamente, sul nostro modo di percepire la realtà. La suggestione ipnotica è stata impiegata principalmente a fini terapeutici. La sua efficacia è limitata, in primo luogo, perché non tutti sono sufficientemente suggestionabili per essere ipnotizzati. In secondo luogo, perché i traguardi raggiunti in stato di semi-incoscienza non perdurano nel tempo.

Riflesso viso di un uomo in frammenti di vetro

La suggestione indiretta ha origine negli individui che riescono a persuadere gli altri, anche con idee pericolose. Sono individui che non fanno appello al pensiero logico delle persone, ma alle loro emozioni. In particolare, alle paure e ai desideri. In questo modo, ottengono che la volontà degli altri si pieghi e che facciano ciò che desiderano. Si tratta di un tipo di suggestione associato a un potere non necessariamente grande e che può essere esercitato da un partner, un commerciante, fino ad un capo di stato o un dittatore.

La suggestione indiretta è più complessa e difficile da individuare

Proviene dal “mondo delle idee” che gravita attorno alla società. Sono diverse le istituzioni che la costruiscono e la promuovono. In questo gruppo rientrano le credenze religiose, come ad esempio l’esistenza di un Aldilà. Molti ci credono ciecamente, anche senza alcuna prova che lo certifichi, e vedono perfino una minaccia chi tenti di provare il contrario.

L’autosuggestione, soprattutto involontaria, è più presente nelle nostre vite di quanto non vogliamo. Buona parte di ciò che pensiamo non è altro che un insieme di convinzioni prive di fondamento. Facciamo molte cose perché abbiamo visto che altri le hanno fatte o per semplice abitudine, ma non sempre ci soffermiamo a cercarne il perché. È senz’altro chiaro che abbiamo delle convinzioni su noi stessi e, più in generale, su tutto, ma non riuscirebbero a superare un’analisi rigorosa. Siamo fatti così.