La tecnica del mandala

· 7 ottobre 2015

Mandala è un termine sanscrito che significa “centro, circolo, anello magico”. Nell’Enciclopedia Treccani è definito come un complesso diagramma concentrico che vuol rappresentare la reintegrazione dell’esperienza individuale nell’unità primordiale del cosmo. Raffigura l’universo intero e può servire da sostegno nella meditazione.

Generalmente, un mandala è un’immagine simbolica basata su figure geometriche come il cerchio e il quadrato, che rimanda alla sfera spirituale.

Esiste un’infinita varietà di mandala, che spazia dalle figure più semplici ad altre complesse con la forma del loto o della ruota. Disegnati su un foglio, dipinti o tessuti su tela, possono persino costituire in architettura la planimetria di alcuni edifici.

Si utilizzano da tempi remoti e sono originari dell’India, ma si sono presto diffusi nella cultura orientale e, più tardi, anche in quella occidentale, grazie allo psichiatra Carl Gustav Jung. Si può riscontrare la loro importanza nel modo in cui si sono diffusi trasversalmente tra le culture e le religioni più diverse. Jung affermava che essi sono la rappresentazione della mente nella sua totalità, dal conscio all’inconscio.

I benefici dei mandala

Da un punto di vista spirituale, i mandala sono come centri energetici di equilibrio e purificazione che ci aiutano a trasformare la visione che abbiamo di tutto ciò che ci circonda, oltre che alla visione di noi stessi.

Qualsiasi persona, a prescindere dall’età, può disegnare e dipingere un mandala al fine di ottenere, secondo quanto confermano svariati studi, innumerevoli benefici. Il semplice atto di colorare può aiutare una persona a raggiungere lo stato di calma.

Le forme e i colori usati nel mandala stanno a rappresentare pensieri, emozioni e intuizioni della persona che lo realizza. A quanto pare, la scelta non è mai casuale. Uno stesso colore può persino assumere connotazioni diverse in base allo stato d’animo di ciascuno.

I mandala tendono a rappresentare la connessione tra il mondo interiore e la realtà esterna. Il disegno e l’interpretazione di un mandala consentono di entrare in contatto con la propria intimità, e ciascuno di essi conserva in sé un’espressione della persona che lo ha disegnato.

I mandala possono essere utilizzati nella meditazione e come tecnica di rilassamento, andando in questo modo a rinforzare il processo creativo della persona.

Una ricerca realizzata nel 2005 da Nancy A. Curry e Tim Kaser, ha dimostrato che le elaborazioni dei mandala sulla sabbia sono efficaci per ridurre i livelli di ansia e stress.

È possibile considerare i mandala come una sorta di meditazione in atto. Man mano che la persona li crea e li osserva, si libera dei suoi pensieri, sgombera la mente. Essi aiutano ad incrementare la concentrazione e l’attenzione, così come a raggiungere la stabilità mentale e l’equilibrio spirituale, offrendo la possibilità di approfondire la conoscenza di se stessi.

Al giorno d’oggi, la tecnica del mandala viene utilizzata negli ambiti educativi e di riabilitazione.

Nel primo caso fungono da strumento per migliorare l’attenzione e la concentrazione dei bambini e sviluppare la motricità prassica, e sono al tempo stesso utilizzati come mezzo di comunicazione, espressione e superamento di situazioni emotive stressanti.

In alcuni ospedali diurni si offre addirittura ai pazienti malati di cancro la possibilità di colorare mandala come mezzo di rilassamento e concentrazione.

Esistono diversi modi di lavorare con i mandala:

-Osservare un mandala, in un luogo tranquillo, per tre o cinque minuti. Questa pratica funge da esercizio per meditare, ed utilizza il mandala come supporto per raggiungere uno stato di rilassamento e calma interiore.

-Colorare un mandala. Per fare questo, si può cercare su internet o sfogliare un libro di mandala e scegliere quello che più ci attrae o interessa. Una volta fatta la selezione, si può cominciare a colorarlo, facendo molta attenzione a come lo si fa.

-Creare un mandala. In questo caso, per prima cosa si esegue il disegno del mandala, e poi lo si va a colorare. È la pratica più consigliata nell’ambito del lavoro personale. Una volta disegnato e colorato, dovrà essere osservato al fine di coglierne il significato espressivo. Se non riuscite a trovarne uno, forse il mandala sta sortendo i suoi effetti dentro di voi, senza che voi ne siate consapevoli.

E voi, avete voglia di scoprire i benefici del mandala?