Perché soffriamo d’ansia?

· 23 giugno 2015

Perché, improvvisamente, cominciamo ad avvertire malessere e preoccupazione? Perché, di colpo, sentiamo che il nostro cuore inizia a battere a tutta velocità? Incominciamo a sudare e, poco a poco, arriva quella spiacevole sensazione di giramento di testa. Se almeno una volta avete sofferto d’ansia, allora sapete perfettamente a cosa ci stiamo riferendo.

L’ansia è una risposta a una situazione che riteniamo pericolosa, o meglio, a un pericolo che non è presente in questo momento, ma che supponiamo che si mostrerà in futuro. Per esempio: ritrovarci attorniati da serpenti velenosi ci infonde paura; tuttavia, il pensiero di poterci trovare in questa situazione ci produce ansia.

Il problema si aggrava quando queste sensazioni sono tali da limitare il nostro quotidiano: non usciamo di casa perché temiamo che incominci a girarci la testa, rifiutiamo degli inviti perché non vogliamo che nessuno si renda conto della nostra condizione e iniziamo ad avere paura di tantissime altre cose.

Poco a poco, perdiamo la speranza, sentiamo che non ci divertiamo più, la nostra mente è sempre un garbuglio di pensieri, i quali sono perlopiù catastrofici o ripetitivi; in poche parole, avvertiamo che non siamo più gli stessi da quando soffriamo d’ansia.

Tuttavia, l’ansia non è una malattia: è solo un sintomo del fatto che qualcosa nella nostra vita non funziona a dovere, probabilmente a livello emotivo o personale (cioè con gli altri o con sé stessi). Per essere più chiari, possiamo fare una similitudine con la tosse: la tosse è solo un sintomo, non una malattia, ed è bene capire da cosa è stata scatenata affinché non si trasformi in qualcosa di più grave. Per affrontarla, cerchiamo prima di tutto di calmarla e poi trattiamo la causa; entrambe le azioni sono necessarie. Quando si ha a che fare con l’ansia, accade la stessa cosa: prima si tenta di ridurla e poi bisogna scoprire cosa si cela dietro ad essa.

Tutte le reazioni provocate dall’ansia ci spaventano molto, ma, se cerchiamo di controllarle, incrementiamo la paura e ne amplifichiamo i sintomi: ricordatevi che la ricerca ossessiva di controllo porta alla perdita del medesimo.

Se, invece, siamo capaci di comprendere il nostro malessere, si genera una sensazione di tranquillità. Per esercitarvi, potete porvi le seguenti domande:

Come inizio ad avvertire l’ansia?

Quali immagini e pensieri attraversano la mia mente?

Da cosa capisco che determinate cose mi provocano ansia?

Cosa dico tra me e me?

Queste paure sono reali?

Cosa dovrei cambiare della mia vita per smettere di soffrire d’ansia?

Bisogna imparare a percepire le sensazioni nel modo corretto, per poi poterle gestire; è per questo che è bene che vi prepariate, prima di tutto, con degli esercizi di rilassamento e respirazione: se non vi allenate quando siete sereni, non servirà a nulla impiegare queste tecniche nel pieno di un attacco d’ansia.

Immagine per gentile concessione di KieferPix