Il carretto delle emozioni

· 19 luglio 2015

“Una bambina camminava con il padre quando quest’ultimo, all’improvviso, si fermò nel bel mezzo della curva di una strada. 

Dopo un breve silenzio, chiese alla figlia:

-Cosa senti, figliola?

La bambina prestò attenzione affinando le orecchio. Qualche secondo dopo, rispose: 

-Papà, sento il rumore di un carretto che si avvicina.

-Molto bene- rispose il padre, -hai ragione, si sta avvicinando un carretto vuoto.

La bambina, stupita, chiese:

-Come fai a sapere che è un carretto vuota se ancora non l’hai visto?

Allora il padre rispose: 

-È molto semplice capire quando un carretto è vuoto, dal rumore che fa. Più è vuoto, più rumore fa. 

La bambina divenne un’adulta e ogni volta che incontrava una persona supponendo cosa possedesse, aveva l’impressione di sentire la voce di suo padre che diceva: 

-Più un carretto è vuoto, più rumore fa.”                                                                                                                                                             (Racconto popolare)

A questo punto, cercate di visualizzare il carretto.

Potremmo presumere che più è vuoto il carretto, più bella forse appare l’immagine che abbiamo. 

Noi lo immaginiamo di grandi dimensioni, perfettamente pulito, con sonagli sui lati, colori sgargianti, senza un minimo di polvere o di sporcizia. Come se avesse dimenticato il suo proposito o lo scopo per cui è stato creato. Lo immaginiamo superbo che va per la sua strada facendo molto rumore.

Con le persone succede la stessa cosa. Più sono vuote dentro, maggiore è il rumore della loro presenza, come se avessero sonagli che risuonano annunciandoli.

Le persone senz’anima, senza ricchezza interiore, mascherano le loro carenze con discorsi vuoti, si riempiono le mani di oggetti di valore, sprecano il loro tempo in cose banali perché desiderano sentirsi validi dentro.

Avvisano quando arrivano, come il reggimento di una cavalleria, perché il loro timore più grande è che non ci accorgiamo della loro presenza.

Forse il loro carretto è talmente vuoto che vogliono riempirlo a scapito del nostro. E questi furti di energia sono molto sottili, ma possono danneggiare gravemente il nostro carico.

Proteggetevi da queste persone. Imparate ad identificarle, proprio come il padre della bambina riusciva a distinguere un carretto vuoto dal rumore che faceva. L’equilibrio è essenziale

Partendo dal presupposto che non vogliamo essere persone con un carretto vuoto, il passo successivo è decidere cosa vogliamo metterci dentro. Attenzione, però! Non bisogna riempirlo troppo, altrimenti l’asse potrebbe non reggere il peso e rompersi.

Potete scegliere di cosa riempire il vostro carretto, senza dimenticare che la bellezza sta nell’armonia dell’insieme.

Emozioni

Non caricatelo troppo, pensate allo spazio. Metteteci le emozioni giuste e necessarie. Il benessere risiede nell’equilibrio.

Preoccupatevi di portare con voi l’amore, l’allegria. la tristezza, la sorpresa, il dolore. Le emozioni di base sono necessarie. Nessuna di loro può esistere senza le altre. Affinché una si sviluppi, è necessario includere le altre quattro.

– Amore per essere grande.

– Allegria per condividerla.

Tristezza per apprezzare l’allegria.

Sorpresa per sognare ad occhi aperti.

– Dolore per andare avanti.

Le emozioni essenziali pesano molto, quindi il carretto farà molto meno rumore.

Assicuratevi di includere anche le emozioni che sprecano la vostra energia, come la gelosia, l’invidia o il rancore. La loro presenza vi farà aprire gli occhi sull’autenticità delle vere emozioni. Se volete alleggerire il peso, non esitate a liberarvene.

Non dimenticate di portare sempre con voi la cosa più importante di tutte: l’umiltà. L’umiltà è ciò che distingue un carretto pieno da uno vuoto e rumoroso. Non lasciate che la superbia si faccia spazio nel carretto, perché l’umiltà costruisce, la la superbia distrugge.

Non fate salire a bordo quindici amici, portatene uno che valga come venti. Qualcuno che vi aiuti a provare l’amore, l’allegria e la sorpresa, e che vi dia la mano quando siete tristi o addolorati. Non sprecate spazio inutilmente.

I trofei e le medaglie che avete vinto lasciatele a terra. Staccatevene. Un peso eccessivo potrebbe farvi barcollare e anche andare fuori strada. I veri traguardi si conservano nel cuore, quindi liberatevi delle coppe.

In questo modo, il vostro carretto sarà il più completo possibile. Essendo così silenzioso, è probabile che crei un alone di mistero e i passanti forse vorranno verificare cosa trasportate così silenziosamente, quale tesoro si nasconde nel vostro carretto.

Permettere loro di scoprire i vostri segreti è segno di vera umiltà. Paradossalmente, il vostro carretto sarà il più bello di tutti.

Non vivete perché si noti la vostra presenza, ma perché si senta la vostra assenza.