La teoria del cigno nero di Nassim Taleb

Viviamo nell'era dell'imprevisto. Abbiamo raggiunto un momento storico in cui nessuno sa cosa succederà domani, una realtà che può essere tradotta nella metafora del cigno nero enunciata da Tassim Taleb. La analizziamo in questo articolo.
La teoria del cigno nero di Nassim Taleb

Ultimo aggiornamento: 28 luglio, 2021

Pandemia da Coronavirus. Brexit. La crisi sociale negli Stati Uniti. Gli attacchi terroristici. L’enorme impatto della tecnologia sulle nostre vite. La teoria del cigno nero di Nassim Taleb definisce molti di questi fenomeni che stanno alterando il nostro equilibrio personale, psicologico, economico e politico. Non mancano, di fatto, le voci che sottolineano che stiamo attraversando un’epoca segnata da questa metafora.

Affermare che viviamo in un’epoca segnata dall’imprevedibilità è poco più che un’ovvietà. Così, anche se è vero che le crisi sono una costante nel flusso del tempo e nell’esistenza personale di ognuno di noi, non siamo mai abbastanza preparati al loro arrivo. Ci disturbano, ci sorprendono e ci fanno perdere l’equilibrio. Si tratta di dinamiche che non piacciono a nessuno.

Perché se c’è una cosa a cui gli esseri umani tendono ad aggrapparsi, è la stabilità. Il cervello non tollera molto bene il cambiamento, l’incertezza e tutto ciò che ha il sapore dell’inaspettato. Forse è per questo che tendiamo ad adottare una routine in cui diamo per scontato che la stabilità di oggi continuerà domani.

Raramente lasciamo spazio al caos, alla possibilità di un disastro, alla comparsa di un cambiamento a 180º. Alcune figure della nostra cultura, come Nassim Taleb, ci incoraggiano, però, a esserne consapevoli. L’inaspettato è sempre dietro l’angolo e dobbiamo essere preparati.

La teoria del cigno nero di Nassim Taleb.

La teoria del cigno nero di Nassim Taleb

Probabilmente quando pronunciamo o leggiamo “cigno nero” pensiamo quasi subito al thriller psicologico del 2010 con Natalie Portman. Tuttavia, qualsiasi esperto di rischio economico ha questa metafora ben presente nella sua vita quotidiana.

La teoria del cigno nero è stata presentata dal saggista libanese Nassim Nicholas Taleb nel suo libro del 2008 The Black Swan: The Impact Of The Highly Improbable. L’essenza del suo pensiero è semplice: il mondo può essere fortemente influenzato da eventi rari e difficili da prevedere. Le implicazioni della sua proposta si concentrano sul mondo dei mercati e degli investimenti economici.

Dopo la pubblicazione del suo lavoro, tuttavia, molti settori hanno cominciato a integrarla, visti il suo impatto e la sua utilità. Non possiamo negare, di fatto, che la vita quotidiana è segnata da eventi che accadono inaspettatamente.

Sia i grandi scenari pubblici sia le sfere più private e personali sono condizionate da eventi che ci abbattono, che fanno tremare la terra sotto i nostri piedi e davanti ai quali non sempre abbiamo le risorse per affrontarli. Analizziamo ora le componenti che definiscono la teoria del cigno nero di Nassim Taleb.

Sono eventi con una bassa probabilità di verificarsi

Ovviamente, buona parte di quello che accade rientra nel campo delle possibilità, ma (quasi) nessuno può prevederelo. Non è stata attribuita a questi eventi un’alta probabilità di accadimento e ancor meno di immediatezza.

Nassim Nicholas Taleb formulò questa teoria sulla base di un’esperienza che gli esploratori del XVII secolo ebbero al loro arrivo in Australia. Fino a quel momento si dava per scontato che tutti i cigni in natura fossero bianchi. Tuttavia, quando arrivarono nel paese oceanico, scoprirono l’esistenza dei cigni neri.

Sappiamo che ci sono cigni neri, ma diamo per scontato che non li vedremo mai. Lo stesso accade con le avversità, le crisi e le catastrofi, si presume che possano accadere, ma non domani o dopodomani.

La teoria del cigno nero: gli eventi hanno un grande impatto

Quando sopraggiunge un cigno nero, tutto cambia. La sua apparizione scuote quasi ogni scenario: sociale, economico, politico e anche culturale.

Tutto è alterato, le increspature del suo impatto raggiungono quasi ogni area della nostra realtà e noi siamo presi alla sprovvista, senza risorse e senza una chiara risposta e capacità di far fronte.

Prevedibilità retrospettiva: una volta successo, “tutti sapevano che sarebbe successo”.

Questo fatto è sorprendente ed è senza dubbio ben noto a molti di noi. Una volta che quell’evento, quella crisi, quella situazione inquietante e imprevista è accaduta, non mancano le voci esperte e meno esperte che avevano già intravisto ampie evidenze che quell’evento sarebbe accaduto e (ancora peggio) che si sarebbe potuto evitare. Questo è il momento in cui si accende il ventilatore e si distribuisce la colpa.

Cigno nero in acqua.

Nei momenti difficili, si preparano le menti: i cigni neri ci sono sempre stati

Gli epidemiologi hanno avvertito l’emergere di nuove pandemie per molti anni, quindi la comunità scientifica non vive la crisi attuale sotto la teoria del cigno nero. Lo stesso vale per eventi come la Brexit, l’ascesa del terrorismo o il modo in cui le tecnologie stanno cambiando le nostre vite.

È vero che ci sono eventi che accadono in modo completamente improvviso. Eventi che non rientrano in nessun calcolo di probabilità, è la verità. Tuttavia, alcune dinamiche, lungi dall’essere altamente improbabili, lasciano indizi giorno per giorno per mostrarci la loro probabilità di verificarsi.

Se è vero che molte delle cose che sono accadute negli ultimi tempi (e che accadranno) non possono essere evitate, dovrebbero coglierci almeno preparati a gestirle.

Così, dobbiamo almeno prepararci mentalmente, permetterci di accettare che il mondo è imprevedibile e affrontare meglio le avversità. Non è un compito facile, ma un percorso che tutti possiamo intraprendere e che ci renderebbe senz’altro più facile navigare in quest’epoca in cui i cigni neri nuotano più spesso nelle acque della nostra realtà.

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  • Taleb, Nassim (2011) El cisne negro. El impacto de lo altamente improbable. Madrid: Paidós