La teoria linguistica di Noam Chomsky

Uno degli aspetti più curiosi della grammatica generativa è che è rivolta a oratori-ascoltatori ideali. In altre parole, quelle persone che conoscono perfettamente il linguaggio e che non commettono mai errori.
La teoria linguistica di Noam Chomsky

Ultimo aggiornamento: 21 aprile, 2021

La teoria linguistica di Noam Chomsky è una delle più importanti teorie relative al linguaggio umano. Essa è anche nota come grammatica generativa o biolinguistica.

Secondo tale sistema di idee, esiste una struttura mentale innata che ci consente di comprendere e produrre qualsiasi affermazione in un qualsiasi linguaggio naturale che conosciamo. Grazie a ciò, ol processo di acquisizione e padronanza del linguaggio richiederebbe poca elaborazione da parte del cervello e si svilupperebbe quasi automaticamente (1).

Nonostante la sua importanza, la teoria linguistica di Noam Chomsky è attualmente oggetto di controversia. Molti accademici, di fatto, non la reputano una spiegazione ottimale dell’acquisizione del linguaggio e del suo funzionamento.

Tale critica è legata a due aspetti. Il primo riguarderebbe il modo in cui Chomsky spiega l’inclusione dei concetti nella mente; il secondo si deve al fatto che Chomsky ritiene che alcuni principi sintattici sono universali, noti in tutte le lingue (2).

Aspetti generali della teoria linguistica di Noam Chomsky

La prima distinzione di Chomsky riguarda la competenza linguistica e la performance linguistica. La competenza corrisponde alla capacità di un oratore-ascoltatore ideale di associare i suoni e i significati secondo regole inconsce e automatiche.

D’altro canto, con performance linguistica si intende l’interpretazione e la comprensione di frasi in accordo con la competenza, ma anche in base a principi extralinguistici. Alcuni potrebbero essere restrizioni di memoria o credenze, ad esempio (3).

Un aspetto curioso della grammatica generativa è che si rivolge principalmente a oratori-ascoltatori ideali. In altre parola, a quelle persone che conoscono perfettamente il linguaggio e che non commettono mai errori, in quanto non influenzate da distrazioni o da limitazioni del contesto (4).

Sembra quindi che la teoria linguistica di Chomsky sia una teoria della competenza e non della performance. Questo perché non spiega la produzione o la percezione del linguaggio nelle circostanze quotidiane.

La teoria linguistica di Chomsky spiega il linguaggio in stati astratti e ideali, difficilmente traducibili nel reale uso del linguaggio.

Donna che produce lettere.

La teoria linguistica e la grammatica generativa

Nell’opera Le strutture della sintassi, Chomsky propone l’esistenza di un dispositivo mentale attraverso il quale si può generare una qualsiasi frase di una qualsiasi lingua naturale, collegando significati e suoni.

Si tratta del dispositivo di acquisizione del linguaggio, il quale possiede tre componenti: sintattica, semantica e fonologica.

Componente sintetica

Questa componente presenta una base e una componente trasformazionale. In primo luogo, la base è costituita da una componente categoriale e dal lessico.

Secondo la grammatica generativa, le voci lessicali corrispondono strettamente a matrici di caratteristiche semantiche, sintattiche e fonologiche che si possono associare a parole diverse in lingue diverse (4).

In tal senso, il lessico sarebbe costituito più da concetti che da termini, i quali esisterebbero già prima delle loro associazioni con altre parole.

D’altra parte, la componente categoriale è costituita da un insieme di regole che consentono la riscrittura di frasi o insiemi di frasi, in modo da poterne ricavare derivazioni.

Tali regole sono note come regole della struttura delle frasi e appartengono alla grammatica trasformazionale, considerata dallo stesso autore insufficiente come teoria grammaticale globale, ma  adeguata a spiegare una parte dell’acquisizione e del funzionamento del linguaggio.

In secondo luogo, la componente trasformazionale attua le regole trasformazionali. Esse comportano dei cambiamenti nella struttura delle catene già generate mediante le regole della struttura delle frasi.

Componente semantica

La componente semantica consiste in un insieme non specifico di regole semantiche che assegna dei significati alla struttura profonda. Lo scopo è trasformare una struttura profonda in una rappresentazione di significato (2).

Teste che parlano.

Componente fonologica

Questa componente è formata da un insieme di regole morfofonemiche che regolano la conversione dei morfemi in fonemi. Pertanto, per rendere l’idea, regolano la pronuncia delle parole e delle frasi (5).

Inoltre, secondo la teoria linguistica, tutte le regole che permettono la comprensione e la produzione del linguaggio sono logiche e inconsce. Queste regole determinerebbero, ad esempio, che nella lingua inglese la combinazione ig si pronunci [ay] quando precede la fine di una parola “nasale”, come nel caso di sign [sayn].

Conclusioni

Negli anni ’50 Chomsky propose la sua teoria per spiegare l’acquisizione, la comprensione e la produzione della lingua parlata.

Questa teoria ipotizza che si acquisisca la lingua materna in modo automatico e allo stesso modo in tutti gli esseri umani. Motivo per cui, la teoria linguistica di Chomsky è stata criticata per mancanza di realismo ed è fonte di controversie.

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  • Berwick, R. C., & Chomsky, N. (2011). The Biolinguistic Program: The Current State of its Evolution and Development. Biolinguistic Investigations, ed. by A.-M. DI SCIULLO & C. AGUERO.
  • Birchenall, L. B., & Müller, O. (2014). La teoría lingüística de Noam Chomsky: del inicio a la actualidad. Lenguaje, 42(2), 417-442.
  • Chomsky, N. (1975). Aspectos de la teoría de la sintaxis (No. 415 C4Y).
  • Hierro, J. (1976). La teoría de las ideas innatas en Chomsky. Labor, Barcelona.
  • Chomsky, N. (1956). Three models for the description of language. IRE Transactions on information theory, 2(3), 113-124.