La Terapia della Gestalt per trattare la depressione

20 febbraio 2018 in Psicologia 535 Condivisi
Paesaggio con mare e deserto la Terapia della Gestalt

Trattare la depressione con le tecniche che offre la Terapia della Gestalt è una strategia molto utile e interessante. Ci permette, per esempio, di rinnovarci in maniera più creativa, risolvendo i blocchi emotivi per relazionarci con noi stessi e tutto ciò che ci circonda in un modo più valido e sicuro.

Si tratta di un approccio che, bisogna essere sinceri, non ha incontrato ancora il suo posto nel mondo della terapia clinica. Tuttavia, la sua efficacia è evidente, dunque vale la pena approfondire questa corrente psicologica. Per esempio, il concetto cardine che la definisce è l’idea che le persone sono in continua trasformazione.

“Sii come sei, in modo tale da poter vedere chi sei e come sei. Abbandona per un attimo ciò che devi fare e scopri ciò che realmente fai.”

-Fritz Perls-

In questo modo e in questa mutazione costante è facile che sorgano conflitti, squilibri e tensioni. In questa interazione continua tra il nostro organismo e ciò che ci circonda, spesso ci sono pezzi che non combaciano e che rompono quell’equilibrio tra noi stessi e il “tutto” che ci circonda.

La depressione è senz’altro uno dei problemi (o squilibri) più comuni. C’è di più, secondo la psicoterapia della Gestalt i disturbi depressivi si presentano quando esiste un blocco, quando la nostra realtà cessa di avere armonia, fino a perdere anche la capacità di connettere con noi stessi e i nostri bisogni.

È chiaro che ogni approccio psicologico e ogni scuola terapeutica ha la sua strategia per affrontare questa patologia; tuttavia, le tecniche offerta dalla terapia della Gestalt sono molto efficaci per lavorare su questi blocchi e favorire la nostra autorealizzazione. Scopriamo qui di seguito la sua metodologia di lavoro.

Donna s'avvicina a un uomo con cuore in testa

La terapia della Gestalt per trattare la depressione

1. Tecniche espressive

Con le tecnice espressive che offre la Terapia della Gestalt si cerca di raggiungere un obiettivo concreto: portare alla luce le nostre tensioni interiori, canalizzare quell’energia che genera il nodo dei nostri conflitti e definire, a poco a poco e a voce alta, la radice dei nostri problemi.

  • Non possiamo dimenticare che, secondo questo approccio, per l’essere umano la depressione è un’esperienza avversa che lo allontana e isola. Siamo talmente concentrati su noi stessi che accumuliamo solo energia negativa. Alimentarci esclusivamente di quel torrente di sensazioni e pensieri avversi ci frammenta ancora di più…

È necessario, pertanto, esprimere quello che proviamo, prendere contatto con le nostre emozioni e lasciarle andare, permettere che vengano alla luce.

2. Le tecniche sopressive

Per il trattamento della depressione, secondo la Terapia della Gestalt, è molto utile far sì che il paziente applichi un approccio “soppressivo”. Ma che cosa s’intende per tecnica soppressiva? Così come indica la parola stessa, si tratta di eliminare qualcosa che rompe la nostra armonia con tutto quello che ci circonda e che, a sua volta, blocca questa unione salutare con il nostro essere interiore.

  • Dobbiamo “sopprimere”, controllare e gestire tutti i pensieri e le dinamiche che ci allontanano dal momento presente, dal qui ed ora.
  • Invece di sommergerci in uno sterile torrente di preoccupazioni che non ci portano da nessuna parte, dovremmo permetterci di vivere il momento, percepire ogni secondo in modo aperto e ricettivo.
  • Dobbiamo eliminare dal nostro discorso interiore i “dovrei”, i “può darsi che”, i “forse”, “è possibile che”… Tutto ciò ci allontana dal qui ed ora.

Albero a forma di testa

3. Tecniche integrative

Secondo la terapia della Gestalt, l’esperienza depressiva comporta una deframmentazione personale. La nostra realtà si trova scomposta e, a nostra volta, noi stessi ci troviamo disconnessi dalle nostre necessità interiori e dal contesto che ci circonda dove, a breve, non ci sentiremo più identificati. La Terapia della Gestalt cerca di favorire quell’integrazione tra il nostro organismo e l’ambiente circostante, quell’equilibrio che adesso si è perso. Le tecniche integrative hanno questo scopo e lo raggiungono attraverso due strategie:

  • L’incontro intrapersonale. Quel luogo dove favorire un dialogo abile ed efficace. Uno scambio dove prendere coscienza di certi elementi e circostanze. Per esempio: “penso di non valere niente” ⇔ Quali fatti concreti mi fanno arrivare a questa conclusione?
  • Assimilazione di proiezioni. Per esempio “penso che tutti i miei colleghi di lavoro mi odiano” proiezione Ora mettiti nei panni di tutti i tuoi colleghi di lavoro e immagina che sei tutti loro. Che ragioni concrete e logiche hanno per odiarti?

Questo processo tra il terapeuta e il paziente ottiene risultati eccellenti purché si verifichi la “awareness”. Ovvero, quel passo attraverso cui la persona “si rende conto”, prende coscienza di ciò che pensa, sente e succede nel suo interiore.

4. Il processo creativo

Il lavoro terapeutico della Gestalt non cerca soltanto di liberarci dai nostri blocchi o di risolvere questioni in sospeso che a volte rompono l’equilibrio con la totalità che ci plasma. Il terapeuta cercherà di renderci persone più libere, più creative nella risoluzione dei nostri problemi quotidiani.

Non si accontenta, dunque, di guarire e superare la depressione. È necessario apprendere da quel percorso  attraverso un processo creativo tirando fuori qualcosa di nuovo, un impulso con cui acquisire nuove risorse e capacità per creare un presente più ricco, più favorevole e, naturalmente, felice.

Persona con testa di cubo a colori

Come disse Fritz Perls, il processo creativo è un impulso trasformatore. Un impulso che ci permette di andare avanti, sentendoci rinnovati, più forti e anche più abili. Non possiamo dimenticare che in quel cammino, per riconquistare la nostra omeostasi interna e quella sintonia perfetta con ciò che ci circonda, è necessario integrare nuove abilità per fluire nel viaggio della vita con maggiore solidità.

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