La tristezza è percepita come negativa, ma non lo è

· 15 ottobre 2016

Quante volte qualcuno vi ha detto “non piangere”, quando in realtà piangere era l’unica cosa che avreste voluto fare? Quante volte avete finto di star bene, anche se in fondo dentro di voi eravate distrutti? Quante volte vi hanno detto “non essere triste,” quando vi sentivate proprio così? Cosa succede alla tristezza, che tanto non piace a chi non ne soffre? È davvero così negativa? È sbagliato essere tristi?

Da un punto di vista strettamente teorico, la tristezza è un’emozione basilare e, di conseguenza, non è né buona né cattiva. In pratica, essere tristi non è sbagliato, anzi è sano, perché ci permette di esprimere un sentimento che altrimenti resterebbe inespresso. La tristezza passa quando il dolore viene liberato, ma se non si libera il dolore, il danno peggiora e diventa più profondo.

Amo la luce perché mi mostra la vita, ma amo anche il buio perché mi mostra le stelle.”

-Og Mandino-

La tristezza non è negativa

Evitare la tristezza non farà scomparirne la causa, non farà andar via il dolore. Per quanto vi dicano di non essere tristi e per quanto vi affanniate nel mostrare un volto più sorridente, non accadrà. Sicuramente il buon umore e l’ottimismo aiutano a rendere più leggera una situazione dolorosa, ma forzare uno stato d’animo allegro o dissimulare il dolore non è la soluzione al problema.viso-tristezza

In realtà la tristezza è negativa solo quando si trasforma in abitudine, quando vi abituate ad usarla per evitare di affrontare i problemi. Nella vita c’è un momento per tutto, anche per essere tristi. Negarlo a se stessi o negarlo agli altri non aiuta a liberare il dolore, al contrario.

Rispettare la tristezza, la propria e quella altrui, è l’unico modo per farla svanire, senza pressioni, senza giudizi. I sentimenti sono quelli che sono, e nessuno ha il diritto di dirvi come dovete sentirvi o come dovete esprimere il vostro dolore.

Di fatto, non saper gestire la tristezza in modo naturale porta molte persone ad esprimere il proprio dolore in modo pericoloso. È in questi casi che si scopre l’importanza dell’intelligenza emotiva, il tipo di dialogo che siamo abituati ad avere con noi stessi e la bontà con la quale siamo soliti trattarci.

“Ridi, e il mondo riderà con te; piangi, e piangerai da solo.”

-Charles Chaplin-

Perché la tristezza è mal vista

Il fatto è che non ci piace vedere gli altri tristi. Perché? Ci sentiamo forse impotenti, colpevoli, responsabili? Ci intristisce e non vogliamo sentirci così a nostra volta? Ci ricorda forse che la vita non è un prato fiorito? Qualunque sia il motivo, quando qualcuno è triste attorno a noi, non ci sentiamo a nostro agio.

Ci sentiamo altrettanto a disagio quando siamo noi a mostrare la nostra tristezza in pubblico, come se farlo pregiudicasse la felicità degli altri o ci ponesse in una posizione di debolezza. In più, non è nemmeno di moda. Il dettame sociale ordina che si superi la tristezza e si vada avanti. Ma una cosa non esclude l’altra. Si può essere coraggiosi, si può guardare avanti, ma prima va lavato via il dolore, va tirato fuori.

“Le lacrime disinfettano il dolore”

-Ramón Gómez de la Serna-

La tristezza è più facile da affrontare se si accetta che segua il suo corso

Tutti noi siamo stati tristi qualche volta. E per esperienza sappiamo tutti che è più facile superarla quando lasciamo che fluisca, quando diamo briglia sciolta a qualsiasi cosa ci chieda, che sia piangere o cercare la solitudine e il colpo di vento sulla pelle. Più cerchiamo di dissimulare, più sarà difficile uscire dal tunnel.ragazze-tristi

Quando lasciate fluire la tristezza, date modo ai vostri personali meccanismi di difesa di emergere e venire alla luce. C’è chi è capace di scherzare, ridere e mostrarsi ottimista senza versare lacrime né essere triste. Ma questo dipende dalla natura di ognuno di noi.

Allo stesso modo, c’è chi ha bisogno solo di piangere e restare da solo per un attimo per poter liberare la propria tristezza, per poi riprendere le redini e cominciare a pensare in modo razionale. Altri hanno invece bisogno di più tempo per calmarsi o di stare in compagnia dei propri cari. Di fatto, la tristezza è una delle emozioni davanti alle quali mostriamo le reazioni più differenti.

È importante rispettare il modo che ognuno ha di superare i momenti più amari, soprattutto all’inizio. In quei momenti, perfino strategie come la negazione possono rivelarsi utili per ammortizzare un dolore che è arrivato all’improvviso e che pretende travolgere tutto.