Bisogna perdonare per superare il dolore?

· 1 agosto 2016

Perdonare è un gesto davvero difficile da mettere in pratica a volte. Perdonare consiste nel mandare un messaggio a chi ci ha causato dolore e sofferenza, ovvero che la nostra vita va avanti nonostante tutto e che non perderemo il nostro tempo prezioso pensando a qualcuno che non merita i nostri pensieri né le nostre lacrime, che non merita la nostra attenzione un minuto di più.

Il perdono, quindi, ha la capacità di renderci liberi perché se è un gesto vero e ci crediamo davvero, lasciamo alle spalle il rancore, la sete di vendetta e l’odio, sentimenti che, se alimentati, non faranno altro che danneggiare noi stessi e chi ci sostiene.

Tuttavia, è importante non confondere il perdono con il dimenticare. Se qualcuno ci ha fatto molto male a livello fisico o psicologico, ad esempio come accade in un abuso sessuale, non lo dimenticheremo mai perché la nostra mente è predisposta all’apprendimento, in particolare attraverso l’esperienza.

Quella traccia rimarrà nella nostra anima per sempre, ma è importante imparare a convivere con essa e a condurre una vita il più normale e funzionale possibile, nonostante tutto.

Cos’è perdonare e cosa non lo è?

Come abbiamo anticipato, perdonare è smettere di sprecare il nostro tempo, il nostro essere e la nostra vita soffrendo per qualcosa che non può più cambiare. Quello che è successo è successo e, purtroppo, non abbiamo la facoltà di cancellare un fatto penoso del passato, ma abbiamo il potere di costruire il nostro presente e il nostro futuro.

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Perdonare è capire che non abbiamo molto tempo davanti a noi per realizzare nuovi progetti appassionanti, per conoscere persone meravigliose in grado di donarci tanta saggezza e benessere, per innamorarci, viaggiare, goderci le nostre passioni…

Nessuno, proprio nessuno, può tarparci le ali e impedirci di fare tutto questo, a meno che non siamo noi a permetterglielo e a concedergli questo potere.

Perdonare significa lasciare più spazio al presente e al futuro nei nostri pensieri, e non al passato. Significa abbandonare il dolore per ciò che non è più nelle nostre mani e sostituirlo con la speranza di ciò che potrà arrivare. Significa non lasciare la nostra mente in balia di ricordi angosciati e bui, ma obbligarla ad essere presente nel qui ed ora.

Attenzione, però! Perdonare non significa lasciar perdere come se nulla fosse, come se non fosse importante quanto successo, perché è ovvio che lo sia. Per questo motivo, perdonare è accettare, ma non significa adattarsi. Bisogna agire, muoversi, attivarsi affinché chi ci ha fatto del male riceva un trattamento adeguato per quello che ha fatto, che le sue azioni abbiano delle conseguenze.

Perdonare non è dimenticare tutto dal giorno alla notte, è impossibile. Abbiamo dei sentimenti e questa ferita deve essere curata per poter guarire.

Ne abbiamo il diritto e magari risulta utile intraprendere una terapia, che qualcuno ci ascolti, capisca come ci sentiamo e con cui possiamo parlare liberamente. Con il tempo, le ferite cicatrizzano…

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Il dolore porterà al perdono

Come già detto, perdonare è un atto difficile; considerando ad esempio un caso di abuso sessuale, la nostra autostima verrebbe completamente annullata, la paura si approprierebbe di noi e la speranza ci abbandonerebbe. Ed è normale, per questo è importante sapere che si può perdonare solo quando il dolore è già stato elaborato.

Se le emozioni esistono, un motivo c’è. La natura non ha messo a disposizione le cose senza motivo. Le emozioni negative, ma sane, come la tristezza, ci aiutano ad assimilare tutto quello che è successo e ad esprimere il nostro dolore. Una volta concluso questo processo, potremo perdonare e riprendere le redini della nostra vita o anche apportare dei cambiamenti per renderla migliore.

Per elaborare il dolore, la prima cosa da fare è sapere che la tristezza, la rabbia verso tutto e tutti e i pensieri negativi sono completamente normali, non bisogna giudicarsi in modo negativo per questo. Si tratta di una ferita che sta sanguinando.
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Si passa per diverse fasi: negazione, ira, depressione, accettazione. Non ci dobbiamo preoccupare, ma viverle come parte del processo di guarigione emotiva che dobbiamo affrontare. Dopo tutte queste tappe e aver accettato quanto è accaduto, possiamo, ed è un bene farlo, passare all’azione e perdonare chi ci ha fatto del male.

Per questo motivo, bisogna pensare che le persone che commettono errori e azioni cattive non sono cattive persone, ma persone malate o confuse. In fondo, la maggior parte delle volte per fortuna si tratta proprio di questo e diciamo ‘per fortuna’ perché su queste due cause si può intervenire.

Abbiamo ancora tanto tempo davanti a noi affinché accadano cose belle e non vale la pena passare più tempo del necessario aggrappati al passato.

Abbiamo la capacità di resilienza, vale a dire, di uscire in superficie nonostante le avversità che incontriamo. Dobbiamo trovare questa forza dentro di noi e andare avanti con la nostra vita nel modo più normale possibile, un passo alla volta, senza abbandonare i nostri progetti e le nostre speranze.

Alla fine, ci renderemo conto che solo il perdono ci rende liberi.