La zattera del piacere: strano esperimento sul sesso

4 Ottobre 2019
L'esperimento sul sesso e sulla violenza conosciuto come "la zattera del piacere" o "la zattera della passione" non ha dato i risultati che il suo ideatore si aspettava. Il suo scopo era quello di studiare i comportamenti violenti e sessuali degli esseri umani in condizioni di isolamento, ma fu sorpreso dall'esito.

Santiago Genovés era uno spagnolo emigrato in Messico a soli 15 anni, in fuga dalla Guerra Civile Spagnola. Era antropologo e, insieme al collega norvegese Thor Heyerdal, ideatore di un famoso esperimento che in molti intesero come un esperimento chiamato La zattera del piacere. In realtà lo era, ma non nel modo in cui molta gente lo percepì.

Genovés mostrò sempre uno spiccato interesse per l’analisi del comportamento umano, in particolare verso le condotte violente. Proprio la violenza lo aveva strappato al suo paese natio e lo ritrovò nel novembre del 1972, quando a bordo dell’aereo su cui viaggiava venne sequestrato da un gruppo di estremisti.

Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho torto.

-Albert Einstein-

Fu esattamente questo sequestro a dargli l’idea di eseguire un esperimento sul sesso e la violenza. Negli animali, sesso e violenza vanno di pari passo. Potrebbe succedere lo stesso negli umani? Come scoprirlo?

Profilo di persona con ingranaggi

La zattera del piacere

Due anni prima del sequestro, Genovés e Thor Heyerdahl avevano intrapreso un viaggio dall’Africa all’America a bordo di una imbarcazione fatta di canne di papiro. Genovés voleva dimostrare che gli africani sarebbero potuti arrivare in America come Colombo. Ma l’aspetto importante non era questo, bensì il fatto che scoprì che la vita in alto mare è un contesto perfetto per osservare da vicino il comportamento umano.

Questa esperienza – insieme a quella del sequestro – finirono per dare forma alla sua intenzione di realizzare un esperimento per conoscere meglio il comportamento umano. Propose allora di creare un contesto perfettamente adatto al conflitto. Si trattava anche di un esperimento sul sesso, basato sull’ipotesi che la condotta umana, come quella animale, associa sesso e violenza.

Alla fine, costruirono una piccola imbarcazione, dove il comfort era quasi assente e con davvero poco spazio. Su di essa si sarebbe imbarcato un gruppo di volontari che avrebbe dovuto navigare per 101 giorni, senza possibilità di rinuncia. Genovés si occupò di scegliere i fortunati e di fare tutto il possibile perché fossero persone tra loro incompatibili.

Un esperimento sul sesso

La piccola zattera del piacere partì dalle Isole Canarie con destinazione Cozumel, in Messico. I volontari erano sei donne e quattro uomini. Genovés affidò alle donne i ruoli di autorità in merito alla traversata e relegò gli uomini a compiti di minore importanza. Pensò che in questo modo avrebbe dato loro maggiori motivi di scontro.

La stampa iniziò a speculare sull’esperimento, visto che Genovés non spiegò in dettaglio il proprio obiettivo. Nascondere gli scopi dell’esperimento era fondamentale per permettere che i comportamenti emergessero spontaneamente. Di conseguenza, la stampa etichettò quel “laboratorio umano” come un esperimento esclusivamente sul sesso. 

I titoli dei giornali parlavano di orge e di qualunque forma di perversione. Sostenevano che Genovés si aggirasse in bikini in barca. Iniziarono a etichettarla come “la zattera della passione”. Un fondo di realtà c’era, in quanto l’ideatore si aspettava delle condotte sessuali molto marcate e per questo aveva scelto volontari sessualmente attraenti.

Donna e piacere

L’enorme sorpresa

Una volta in mare aperto, le cose non andarono come aveva previsto. In realtà solo uno dei viaggiatori iniziò a mostrare condotte aggressive: lo stesso Santiago Genovés, che iniziò a disperarsi vedendo che nessuna delle sue ipotesi stava avendo seguito. Al contrario, i volontari avevano raggiunto una convivenza armonica e pacifica.

Sebbene alcuni dei partecipanti intrattennero dei rapporti sessuali, la situazione fu ben lontana dal diventare un esperimento sul sesso. Non si verificò nemmeno quello che Genovés si sarebbe aspettato, cioè che il sesso generasse violenza. Per questo motivo, giunti a destinazione, divenne molto intollerante ed estremamente contrariato.

Anni dopo, i volontari si riunirono per parlare dell’esperienza. Scoprirono che avevano fantasticato tutti sull’omicidio di Genovés. In effetti, alcuni erano arrivati persino a pensare ai metodi più adatti per farlo. Nessuno lo sopportava. Era diventato talmente autoritario che nessuno ne poteva più di lui. D’altra parte, tra i volontari si formarono legami di solidarietà e di amicizia che rimasero intatti anche dopo il viaggio.

Il progetto di Genovés non può certo essere definito il migliore; inoltre l’associazione meccanica tra comportamento animale e comportamento umano forse non era così geniale. Quello che sappiamo con certezza è che si trattò di un’esperienza così unica che a essa si ispirò un film chiamato The Raft (Flotten)in cui viene narrato questo curioso esperimento di antropologia.

  • Genovés, S. (1991). Expedición a la violencia (Vol. 453). Fondo De Cultura Economica USA.