L’autostima: pilastro basilare nella nostra vita

15 gennaio 2015 in Psicologia 3220 Condivisi

L’amore per se stessi è il punto di partenza della crescita di una persona che comprende l’importanza di rendersi responsabile della propria esistenza. (Viktor Frankl)

Cos’è l’autostima?

“Il modo in cui ci sentiamo riguardo a noi stessi influisce in maniera decisiva su tutti gli aspetti della nostra esistenza. Le risposte che emettiamo dinanzi agli avvenimenti dipendono da chi e da cosa pensiamo e siamo. I drammi della nostra vita sono i riflessi della visione intima che possediamo di noi stessi. L’autostima, pertanto, è la chiave del successo o del fallimento.

Di tutti i giudizi a cui ci sottoponiamo, nessuno è importante come il nostro. L’autostima positiva è il requisito fondamentale per una vita piena” (Nathaniel Branden)

L’autostima consiste nella valutazione che diamo a noi stessi. La capacità di amarci, volerci bene, rispettarci e valorizzarci, che comprende un insieme di condotte ed atteggiamenti, i quali costituiscono la base della nostra identità personale. Si tratta di una percezione valutativa di noi stessi, uno dei pilastri principali su cui ci appoggiamo.

L’autostima, inoltre, comprende due componenti importanti: il sentimento di capacità personale ed il sentimento di valore personale. Si tratta, quindi, della somma di fiducia e rispetto per noi stessi ed in questo modo condiziona la nostra qualità di vita.

Una buona autostima ci permette di accettare i nostri limiti e le nostre difficoltà. Significa, quindi,  volerci bene per quello che siamo, sia per i nostri successi sia per i nostri sbagli ed errori. Dovremmo sentirci bene, amarci ed accettarci, apprezzarci e rispettarci, a prescindere dai risultati o da quelli che non siamo in grado di fare o che non ci piace.

Autostima ed opinione altrui

Quanto dobbiamo tenere in considerazione la parola degli altri? Quanto di quello che gli altri dicono sul nostro conto è vero?

La maggior parte dei problemi che nasce quando ci relazioniamo si basa sul convincimento che gli altri devono conoscerci, capirci ed accettarci. Tuttavia, se non impariamo a dare il giusto valore alle parole degli altri, la nostra autostima potrà distruggersi facilmente.

Ognuno di noi stabilisce dei vincoli con gli altri, ci relazioniamo con essi in modo diverso. Il vincolo che abbiamo stabilito con nostra madre, per esempio, non è lo stesso di quello stabilito con i nostri migliori amici o i nostri colleghi di lavoro. Nei rapporti che manteniamo, quindi, ci comportiamo in modo diverso in base al vincolo stabilito con le altre persone e dal ruolo che adottiamo. In questo modo, abbiamo peculiarità e limiti distinti in base alle persone che ci troviamo davanti. I rapporti che manteniamo con le persone, quindi, sono solo una parte di noi, una piccola porzione, non la nostra totalità. Alle persone è dato conoscere solo alcune manifestazioni della nostra personalità, non tutte le nostre reazioni e motivazioni intime, né la totalità della nostra storia né di quello che siamo. Le persone sono molto più che le relazioni che instaurano.

Le opinioni che gli altri possono avere su di noi derivano solo da quello che hanno potuto osservare, così come dal “colore” che ognuno ha potuto conferire a queste osservazioni in base alle proprie caratteristiche personali. Noi facciamo lo stesso con gli altri. È possibile, quindi, che quello che gli altri apprezzano di noi, e che noi apprezziamo di loro, non corrisponda davvero alla realtà. È sbagliato, infatti, pensare che quello che diciamo degli altri sia del tutto vero, così come quello che pensano gli altri di noi. L’opinione che hanno gli altri di noi costituisce una porzione di quello che siamo, non la nostra totalità.

Il tutto, inoltre, dipende anche dal vincolo stabilito, dalla frequenza, dal modo in cui ci comportiamo, etc. Gli altri possono conoscere più o meno aspetti di noi, ma non possiamo dimenticare che siamo noi gli unici a conoscerci del tutto. Siamo solo noi ad avere il panorama completo della nostra persona. Non aspettiamoci troppo dagli altri, poiché il nostro giudizio deve essere sostenuto da quello che pensiamo di noi stessi e non dalla visione parziale che hanno gli altri di noi.

Immagine per gentile concessione di Markus Sander

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