Le cicatrici dell’abuso emotivo

15, settembre 2015 in Emozioni 54 Condivisi

Le cicatrici dell’abuso emotivo a volte sono difficili da individuare. A differenza dell’abuso fisico, spesso quello emotivo si fa e si riceve senza che le persone vicine alla vittima se ne rendano conto.

La cosa peggiore è che la vittima stessa non si rende più conto che la gravità dell’abuso aumenta in modo graduale, il che gli fa giustificare maltrattamenti che non avrebbe mai tollerato se fossero sorti dal nulla (Leggete anche: Come riconoscere una relazione d’abuso).

L’abuso emotivo può essere più nocivo dell’abuso fisico, perché può distruggere le fondamenta di ciò che pensiamo di noi stessi. Può paralizzare tutto ciò che siamo destinati a essere: permettiamo che accada e lo trasformiamo in qualcosa di falso per definirci in modo erroneo. L’abuso emotivo può stabilirsi tra genitori e figli, marito e moglie, tra parenti, tra impiegati e superiori, e tra amici.

Di solito l’aggressore proietta le proprie parole, i propri comportamenti e le proprie azioni sulla vittima o vittime che ha scelto. È una delle sue strategie preferite per sfuggire a qualsiasi conflitto cognitivo che possa minare la sua autostima. Inoltre, è un modo di attaccare l’autostima della propria vittima, rendendola dipendente e facendola sentire abbandonata.

Come si fa a capire se siamo vittime di abusi emotivi? Rispondere alle seguenti domande forse vi aiuterà a trovare la risposta:

L’umiliazione, il degrado, la negazione. Giudicare, criticare:

C’è qualcuno che si prende gioco di voi o vi umilia davanti agli altri?

Si prende gioco di voi, usa il sarcasmo come una strategia per buttarvi giù e degradarvi?

Vi dice che le vostre opinioni o i vostri sentimenti sono “sbagliati” o che non hanno importanza?

Qualcuno vi fa sentire spesso ridicoli, vi rifiuta, non prende in considerazione le vostre opinioni, le vostre idee, i vostri consigli o i vostri sentimenti?

Dominio, controllo e vergogna:

Pensate che questa persona vi tratti come se foste dei bambini?

Vi corregge o vi punisce costantemente perché il vostro comportamento è “inappropriato”?

Sentite il bisogno di “chiedere il permesso” prima di andare da qualche parte o di fare qualcosa, o persino prima di prendere piccole decisioni?

Tiene sotto controllo le vostre spese?

Vi tratta come se foste inferiori a lui?

Vi fa sentire come se abbia sempre ragione?

Vi ricorda i vostri difetti?

Non dà la giusta importanza ai risultati che ottenete, ai vostri piani o persino a chi siete?

Fa commenti dispregiativi o sdegnanti sui vostri sguardi, sulle vostre opinioni e sul vostro comportamento?

Accusare e incolpare, richieste o aspettative banali o poco ragionevoli, rinnegare i propri difetti:

Vi accusa di essere falsi quando sapete di non esserlo?

È in grado di ridere di sé stesso?

È estremamente sensibile quando ha a che fare con altre persone che si prendono gioco di lui o fanno dei commenti che gli mancano di rispetto?

Giustifica i propri problemi?

Avanza delle scuse per il proprio comportamento e tende a dare la colpa agli altri o alle circostanze per i propri errori?

Come vi chiama, con il vostro nome o con un soprannome o un nomignolo?

Vi incolpa dei propri problemi o della propria infelicità?

Vi manca spesso di rispetto?

Allontanamento emotivo e “trattamento del silenzio”, isolamento, abbandono o negligenza emotiva:

Non dimostra attenzione o affetto?

Non rispetta le necessità di base o usa la negligenza o l’abbandono come una punizione?

Gioca a proiettare la colpa su di voi invece di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e comportamenti?

Non si rende conto o non gli importa come vi sentite?

Non mostra empatia o no fa domande per ottenere informazioni?

Co-dipendenza e intreccio:

Qualcuno vi tratta non come se foste un individuo, ma come un’estensione di se stesso?

Non rispetta i limiti personali e condivide informazioni private?

Pensate che non rispetti le vostre decisioni e faccia ciò che crede sia meglio per voi?

Ha bisogno di un contatto continuo e non ha sviluppato una rete di sostegno sana con i propri conoscenti?

Se la risposta a una qualsiasi di queste domande è sì, allora dovreste considerare l’idea di affrontare attivamente la persona che vi ferisce. Parlate di ciò che vi sta succedendo con persone di cui vi fidate, perché chi vi maltratta fa affidamento sul fatto che non direte niente.

Toglietegli la maschera di persona amorevole e comprensiva che indossa davanti agli altri. Infine, cosa più importante, fatevi aiutare e assistere da un professionista e liberatevi dall’aggressore oggi stesso, perché nessuno può calpestare così la vostra vita.

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