La carenza di affetto e le sue trappole

24 marzo 2015 in Psicologia 300 Condivisi

“Per ottenere l’amore degli altri, bisogna prima amare se stessi”. Scommettiamo che avete sentito questa frase centinaia di volte. Non la mettiamo in discussione. È una di quelle verità che sarebbe impossibile discutere.

Il problema di questa frase è che non dà nessun indizio su come procedere. Non si può semplicemente prendere questa decisione e dire “Perfetto, d’ora in poi amerò me stesso e da domani mi ameranno gli altri”. Avere una buona relazione con se stessi può essere un fatto che sfugge dalla nostra volontà.

Quello che si può vedere in modo nitido nella vita sono gli effetti di questa mancanza di amor proprio. In particolare nell’ambito della coppia, ossia dove affiorano i nostri conflitti più intimi. È qui che di solito ci sentiamo più vulnerabili e disorientati.

Fantasie romantiche

Se tutti i pezzi del puzzle della stima personale non sono insieme, probabilmente tendete a innamorarvi. Apparentemente Cupido si è accanito su di voi. Scocca le sue frecce su qualsiasi sconosciuto vi circondi. “Amore a prima vista” dite quando sentite battere forte il cuore per quello sconosciuto che cattura la vostra attenzione.

L’incantevole fascino di quella persona è quasi una promessa per voi. Il favore di una fortuna fino ad ora a voi sconosciuta. Quel sentimento può arrivare ad essere molto forte e, lo stesso, falso. Forse c’è vera attrazione, ma finché non attraversate il confine che divide la fantasia dall’incontro reale con l’altra persona, non smette di essere un’illusione.

Se vi capita spesso, non ne dubitate: quello che dovete risolvere è un problema con voi stessi e non con Cupido. Il vostro atteggiamento mostra un carenza. È così forte che perdete il senso delle proporzioni e vi abituate a riempire quel vuoto seppur con una bugia.

Queste fantasie si presentano di frequente in chi ha già vissuto delle storie d’amore fallimentari. Quegli amori che lasciano tagli e cicatrici nell’anima e a volte anche sul corpo. Amori, o cosiddetti, che portano molti più momenti bui che di pienezza nelle nostre vite.

Amori difficili

Il conflitto è la base della relazione per molte coppie. Fare male all’altro acquista una intensità così forte che molto spesso diventa un sostituto dell’intimità. Le aggressioni diventano una opportunità per lasciare che le emozioni più viscerali affiorino. Una specie di catarsi a spese dell’altro. Si prova persino un certo piacere, ma accompagnato da tonnellate di dolore.

Questo tipo di relazione è la più difficile da chiudere, proprio perché si costruisce sulla carenza di affetto. Chiudere questi legami significa sprofondare nell’abisso della solitudine che la relazione occulta. “La parte peggiore è il nulla” dite dentro di voi.

Questo è proprio il punto: il nulla. La carenza. Quel luogo che è rimasto vuoto da sempre, forse a causa di un bisogno di affetto che non è stato colmato durante l’infanzia. Per questo forse sentite che il vuoto, l’assenza, questo “nulla” è un sentimento intollerabile. Quello di cui non vi rendete conto è che la carenza è ciò che si cela dietro litigi, dispiaceri, scenate con urla e proteste.

Se trovate un partner disposto a condividere con voi questa piccola tragedia quotidiana, di sicuro vi siete trovati proprio perché avete un problema analogo. Anche questa persona cerca disperatamente legami che la aiutino a sopperire alle proprie carenze senza affrontarle, a posticipare il compito di doversi riconciliare con se stessa e con la propria storia.

Il problema è che se vi lasciate sedurre da questo canto di sirena, starete rinunciando alla possibilità di costruire una storia d’amore reale, quella che vi farà sentire quanto valete, quel tipo di relazione che vi dà sicurezza invece di sottrarvela, quel legame che si costruisce con l’accettazione reciproca, con la volontà di comprendere e con il rispetto.

Per una volta è meglio che decidiate di essere buoni con voi stessi. Imparate a riconoscere queste trappole con cui voi stessi vi impedite di avanzare. Ricordate che la vita è breve e non vale la pena dedicarla a fantasie o a tormenti che, in fondo, vi lasceranno solo la nostalgia per il tempo inutile che ci avete investito.

Immagine per gentile concessione di: Ángel Rodríguez-Rey

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