Come difendervi dall’abuso psicologico

· 25 maggio 2015

Purtroppo, più spesso di quanto vorremmo, il mondo si rivela un posto meno idilliaco di quanto dovrebbe essere. Non è raro dover fare i conti con l’indifferenza e la poca solidarietà, ma impariamo presto a conviverci. Il problema è che a volte non dobbiamo soltanto scontrarci con la freddezza intorno a noi, ma in modo quasi impercettibile finiamo per essere vittime di abusi psicologici veri e propri.

Può accadere al supermercato, quando vi superano alla fila della cassa oppure sul luogo di lavoro, se avete la sfortuna di avere uno di quei capi che sembrano dittatori. L’abuso si verifica sempre più spesso nelle scuole e in ambienti che dovrebbero essere protetti, come la nostra stessa casa.

L’abuso è ovunque

Di fronte a un soggetto abusivo alcune persone reagiscono in modo efficace. Riescono a fermare l’aggressione psicologica senza nemmeno pensarci due volte. Altri, invece, rispondono con un abuso ancora maggiore, e il risultato è imprevedibile: vincerà chi sarà più allenato nell’abuso psicologico degli altri, anche se molto spesso si finisce alla pari e si rinuncia alla lotta.

Ma in molte persone, specialmente se hanno ricevuto un’educazione molto rigida e iperprotettiva o se dubitano di se stessi, l’abuso psicologico fa emergere le paure dell’infanzia e crea delle crepe nella loro immagine. Queste sono le vittime preferite di questi tiranni, che sanno bene che una persona impaurita facilmente cadrà nel loro tranello.

A questo punto si forma un legame molto forte: chi abusa ha un bisogno disperato della sua vittima per compensare la sua necessità narcisista di potere; e la vittima sente che le è del tutto impossibile scappare dal suo aggressore, che non ha la forza necessaria per farlo.

La brutta notizia è che per rompere questo circolo infernale c’è bisogno di un forte investimento di energia e coraggio. La buona notizia, invece, è che persino nei casi più estremi è possibile uscirne. La domanda è: come?

Uscire dal circolo dell’abuso

Il primo passo è riconoscere la vostra condizione di vittime. Per favore, non cadete nella tentazione di giustificare chi vi maltratta. Chiunque stia soffrendo un abuso, di qualsiasi tipo, è portato a sentire dentro di sé che, in un modo o nell’altro, se lo merita: ma questa è una bugia. Si tratta di una reazione incosciente dovuta ai conflitti con voi stessi e con le figure autoritarie del vostro passato.

Il passo successivo è trovare appoggio negli altri. Non cercate qualcuno che “vi salvi”. Iniziate semplicemente dall’esporre la vostra situazione a persone di cui avete fiducia. Se la solitudine è una parte del problema (e spesso accade), non importa. Parlate con la vostra parrucchiera. Raccontatelo a un vicino di casa. Confidatevi con un prete. L’importante non è ricevere consigli, ma essere in grado di raccontare che cosa vi sta succedendo. Il semplice fatto di farlo vi farà sentire poco a poco più forti.

Identificate le espressioni che il vostro aggressore utilizza per intimidirvi. Analizzatele. Ricordate che l’abuso è presente in tutte le affermazioni che mettono in dubbio il vostro valore o che vi sminuiscono come essere umani. Di fronte a queste affermazioni, iniziate a opporre formule che riaffermino la vostra presenza. Per esempio, di fronte al tipico “Non sei capace di…” rispondete con un “Forse non ne sono capace adesso, ma voglio imparare e ci riuscirò”.

Poco a poco dovete aumentare la distanza emotiva dal vostro aggressore. Non confidatevi con lui/lei e iniziate ad allontanarlo/a dagli aspetti personali della vostra vita. Non negoziate, dimostratevi irremovibili. Quando sentite che è arrivato il momento, iniziate a esprimere in modo chiaro e diretto il vostro fastidio per come vi tratta. Non accusatelo, perché se lo fate gli darete modo di tirare fuori un lungo elenco di scuse. Piuttosto ditegli come vi sentite: “Quando urli, mi spaventi. E non voglio sentirmi così”.

Ampliate poco a poco la portate di queste risposte e vedrete che riuscirete a uscire dal circolo dell’abuso, un passo dopo l’altro. Se però la situazione è più grave e implica anche pericoli psicologici o fisici, non esitate: dovete subito chiedere aiuto a un professionista. Avete il dovere di rivolgervi a uno psicologo e un avvocato. Fatelo il prima possibile e non permettetevi di rimandare.

Immagine per gentile concessione di Bruno.